LIBANO SEMPRE IN STAND BY ( 2 )

 

Un parere in merito ” visto da dentro “ 

 

Vive da moltissimi anni in Medio Oriente il nostro lettore Paolo Borchetta : il suo punto di vista a commento di quanto scritto nei giorni scorsi dal Gen. Tosetti assume allora un significato paticolare.

 

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Carissimo Generale,

         seppur con la brevita’ in mente, l’ultimo intervento del Gen. Tosetti e’ una tentazione troppo grande.

L’ analisi del Generale Tosetti e’ inoppugnabile, vorrei solo aggiungere alcune precisazioni da dietro le quinte frutto, come sai, dei miei periodi vacanzieri passato a gironzolare in Libano dal Nord al Sud a visitare qualche parente ed amico. Queste brevi, speriamo, considerazioni sono il frutto della mia ultima vacanza passata a condividere caffe e frutta fresca con amici di qualsiasi denominazione religiosa e politica.

1. La coalizione del 14 Marzo, forse una coalizione appariva, di certo e di fatto non aveva le fondamenta sufficientemente solide per durare nel tempo ed essere politicamente efficace. Saad e’ di certo un ragazzo rampante con un pedigree famigliare ineccepibile, rimane pero’ sostanzialmente inesperto, politicamente fragile e troppo, potenzialmente compromesso da rapporti sia con amministrazioni estere ad Ovest che con amministazioni estere ad Est. Non dimentichiamoci che il gruppo industriale fondato dal padre Rafik (la Saudi Oger all’inizio e dopo il Gruppo Oger) era in partenariato con il precedente re dell’Arabia Fahad. L’associazione risale a quando Fahad era ancora principe ereditario.

2. Gli interessi di Saad Hariri in Arabia Saudita sono tutt’ oggi legati alla famiglia reale e si parla di miliardi di dollari. Saad, cosa forse poco conosciuta, ha la doppia nazionalita’; e’ infatti anche cittadino Saudita. Cio’, alla luce delle politiche Saudita nei confronti degli Sciiti, anche se oggettivamente non ha una grande influenza in pratica, e’ sufficiente per stendere un dubbio sulla sua assoluta imparzialita’ nei confronti di certi ceti sociali in Libano. Sua zia, Bahia, membro del parlamento, ha indubbiamente una maggiore credibilita’ verso l’elettorato Sunnita, ma divisioni interne alla famiglia hanno impedito che riprendesse l’eredita’ politica di Rafik.

3. Jumblat, capo dei Drusi, e’ un’ alleato politico estremamente inaffidabile. Un portatore di voti ma in primis motivato da una ricerca costante di un ruolo personale nella vita politicia del paese a qualsiasi costo anche quando, tale ruolo, nemmeno i suoi elettori Drusi capiscono qual’e’. In sostanza un voltagabbana come si e’ dimostrato pochi mesi dopo le elezioni quando se ne e’ andato dalla coalizione.

4. I tre Re Magi cristiani, Jemayel, Franjie e Gegea si odiano profondamente, infattoi le maggiori differenze in assoluto in Libano esistono tra i cristiani. Non dimentichiamo che il figlio di Jemayel lo hanno fatto fuori in “casa” (un’ assassinio tutto cristiano). L’elettorato cristiano, specialmente quello cattolico e ortodosso e un po’ meno (solo un po’ meno) quello maronita sono estremamente sfiduciati dall’ abbassamento degli “standard politici” della leadership cristiana. Un amico maronita mi ha detto:”C’era’ un tempo (lontano) in cui i cristiani sapevano portare soluzioni per il bene nazionale e della comunita’ cristiana, oggi si considera un grande passo politico il parlarsi!”.

5. Rimane il grosso punto interrogativo, non a supporto di questa coalizione, di dove sono andati a finire i fondi per ricostruzione del Sud dopo il recente conflitto. Domanda a cui Siniora, non tanto abilmente, riesce a malapena a dare qualche confusa spiegazione. Ci sarebbe anche da menzionare la compravendita dei voti, ma lasciamo perdere.

6. Dall’ altra parte il solito Nassarallah, il Generale Aoun e Berri. Tralasciando quest’ ultimo per non entrare in particolari di stampo mafioso. Il generale Aoun e considerato da molti un autentico patriota, colui che a Dour Choeir ha fermato le armate Siriane, un Libanese genuino, giudizio su cui concordo. Se in effetti il suo primo scopo fosse stata la presidenza e sapendo come vanno le cose in Libano, la mossa di associarsi ad una coalizione e’ l’ultima cosa che avrebbe dovuto fare ed Aoun lo sa bene. Penso che i suoi motivi siano diversi e piu’ profondi, ma lo spazio concessomi e’ limitato.

7. Per quanto rigurada Nassarallah? Che dire di piu’? Cito solo quello che un amico maronita (ripeto maronita) mi ha detto all’orecchio tirandomi vicino a se’:”E’ l’unico con le tasche vuote……”.

Non voglio commentare, non l’ho detto io, l’ha detto lui. Altro che stand-by, business as usual……

Paolo Borchetta

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A cura di Framer

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