IL BLACK OUT SULL’AFGANISTAN ( 3 )

 

Continua la ” vista da dentro ” delle situazioni Medio e Lontano Oriente di Paolo Borchetta

 

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Carissimo Generale,

   mi sembrava che l’argomento tardasse a presentarsi e guarda caso il fenomeno si e’ manifestato proprio quando in Afganistan si e’ cominciato a fare quello che da sempre ci si aspettava ma da mai si e’ chiamato con il suo vero nome, la guerra sia difensiva che offensiva.

Penso che non ci si debba meravigliare se le notizie non arrivano e non vengono mandate. Siamo ad una svolta nel teatro, da una parte il Governo Afgano che chiede a mezzo mondo di rimanere in luogo per tempi lunghi, qualcuno pensa anche di mandare qualche decina di migliaia di soldati in aggiunta per cercare di risolvere la situazione, per i Talebani e’ “business as usual” tanto le file le rimpolpano con reclute provenienti sia dall’ interno che dagli stati limitrofi amici, peraltro gia’ impeganti nella valle dello Swat.

Non vedo perche’ si debba dare risalto alla situazione in Italia quando i cittadini gia’ pesantemente mazziati dalle non iniziative contro la crisi, potrebbero cominciare a dissentire sul prolungamento della missione e di conseguenza delle relative spese.

Per quanto rigurada i nostri soldati, non li biasimo, magari succede che qualche comandante che (Dio non voglia) perde qulache uomo in zona di operazioni finisce sotto inchiesta; ma chi glielo fa fare di buttarsi in pasto ai giornali, specialmente i nostri, la maggior parte dei quali sono al servizio dei partiti.

Il momento e’ critico e su questo non ci sono dubbi; e’ una realta’ da accettare ed e’ il momento di aggregarsi a supporto dei nostri ragazzi impegnati in quel teatro di operazioni.

Ci sono, almeno da parte mia, alcuni dubbi sulle attuali motivazioni della missione o meglio sulle motivazioni di molti politici, anche non Italiani, per continuare questa intrapresa. Non vorrei si cadesse nella confusione controllata degli obbiettivi per poi adottare l’escapade di scaricare le responsabilita’ sull’ incapacita’ del Governo Afgano di prendere in mano la situazione (se tale capacita’ e mai storicamente esistita in Afganistan).

Adesso che in Iraq ci si spartisce le concessioni petrolifere, Al-Qaida e’ sparita (non se ne sente piu’ parlare) e il solo problema rimangono, a detta di alcuni, gli insorgenti sponsorizzati, sempre a detta di alcuni dall’ Iran. Ricordo brevemente “l’ evoluzione” delle motivazioni dell’ invasione: armi di distruzione di massa, missili nucleari entro due anni, collusioni con Al-Qaida per finire con Saddam e’ un bambino cattivo; di tutto questo solo l’ultima mi pare sia stata una “condizione” verificata, come al tempo stesso sia stato verificato che alcuni membri dell’ amministrazione USA che tanto hanno gridato dall’alto del podio della moralita’ hanno intrattenuto rapporti alquanto stretti con il bambino cattivo quando faceva comodo. Ma in politica come in amore tutto e’ permesso…….

L’ intrapresa in Afganistan e’ stata inserita nel contesto della guerra contro il terrorismo; i Talibani hanno dato asilo a Binladen e ai suoi sgherri…….ma sto’ c………o di Binladen non s’a’ da prendere ne ora ne mai; sembra un matrimonio manzoniano. Di Binladen non si sente piu’ parlare, si continua a combattere i Talibanio che anche loro sono bambini cattvi con la loro teocrazia spinta al ripugnante. Sono d’accordo che sono cattivi, anche in Arabia Saudita lapidano le donne, solo che li lo fanno con discrezione.

Mi domando se gli obbiettivi non stiano diventando la solita farsa politica del salvare la faccia; se ancora una volta, qualcuno ha fatto dei grossolani errori di valuatazione e per continuare a farci credere che si sta’ facendo qualcosa per la nostra sicurezza si decidera’ di proseguire, se non di escalare, il conflitto oltre si intende, a continuare a calpestare a casa propria alcune delle liberta’ basilari con programmi di ascolto globale, rendition e altre cose da regime dittatoriale. Per non parlare di altre dottrine del tipo legittimazione dell’ aggressione preventiva (siamo a livello di Hitler che invade i Sudeti per proteggere le popolazioni di ceppo Germanico).

Vuoi vedere che tra’ non molto, dopo la solita campagna basata sulla riemergenza di Al-Qaida, ci diranno che dobbiamo stare in Afganistan altri dieci anni?

Mi duole constatare che per molti versi, abbiamo gia’ perso questa guerra globale (parlo in generale). Abbiamo sacrificato molti dei nostri principi democratici, liberta’ basilari e liberta’ di movimento senza un preciso traguardo temporale per ristabilire la normalita’ democratica. Siamo al punto che ¾ di litro di acqua in bottiglia (in aereo) sono sospetti, mezzo litro no…………e per quanto? Con tutto il rispetto per i morti per terrorismo mi domando se la vittoria finale sta’ nel privarsi dei nostri principi libertari al di la’ di ogni ragionevole prevenzione e senza una garanzia di restituzione.

Purtroppo in tutti questo chi sta’ in prima linea sono i nostri ragazzi a cui va tutto il mio supporto e riconoscimento per lo splendido lavoro svolto in condizioni spesso disagiate al di la’ di ogni immaginazione. Mi domando se non fosse ora di valutare con onesta’ e competenza il nostro ruolo indipendentemente dalle necessita’ politiche e non solo, dei nostri cosidetti alleati.

Paolo Borchetta

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A cura di Framer

per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com