FORMA O SOSTANZA
Alcune interessanti riflessioni
Carissimo Generale,
mi sono letto la nuova della sentenza del processo ai dirigenti di YouTube per violazione della privacy in merito all’ episodio di bullismo contro un ragazzo handicappato riportato sul sito in questione.
Non voglio commentare sulle motivazioni della sentenza e sull’operato degli addetti ai lavori, non ne ho le competenze. Mi chiedo solo se la questione da un punto di vista esclusivamente morale, era abbassabile a una mera questione di violazione della privacy. Questione su cui il giudice si e’ pronunciato alla fine anche se, sempre secondo il mio modo di vedere le cose, non capisco la necessita’ della campagna pubblicitaria della sentenza sui giornali…..
Mi domando se, come nei paesi in cui vivo, non importa la sostanza del vile trattamento a cui un impotente e’ stato soggetto, ma il fatto che qualunque sia la bassezza o nel caso del ragazzo, la tragicita’, della realta l’importante e’ che non si sappia. Mi riferisco alla motivazione per cui la questione e’ stata portata in giudizio.
Chiunque abbia portato il contendere (anche) su tali basi, a mia opinione, languisce ancora in uno stato di sospenzione medioevale, periodo in cui, l’anormalita’ era considerata infamante e da nascondere. Tutti gli anni che abbiamo speso come societa’ per arrivare, chi ci e’ arrivato, all’ accettazione di chi e’ handicappato nella societa’, a provvedere civilmente ai suoi bisogni e all’inserimento nella societa’ si sono scontrati con il languire indietro delle vedute.
Lasciando perdere opinioni personali sul detto che “Ambasciator non porta pena” e le possibili implicazioni nella questione; mi duole constatare che, come sembra, la vergogna, ha preso il sopravvento su motivazioni ben piu’ nobili.
Non mi sento di condannare questo o quello, pur confermando che se la faccenda avesse avuto, dalla parte del torto, mio figlio, la punizione per la vigliaccheria sarebbe stata severa e immediata…altro che metodo Montessori.
Mi duole comunque constatare che sotto la modernita’ della parola “privacy” al di la’ delle possibili implicazioni politiche di una sentenza contro la rete, si nasconde in realta’ una grande medioevalita’. E ripeto, per chiarezza, mi riferisco all’oggetto originale del contendere.
Affezionatissimo,
Paolo Borchetta
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A cura di Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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