LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’A.N.P.d’I.
A proposito di Raduni Nazionali dell’Associazione
Illustre Presidente, Signor Generale Fantini, carissimo Gianni,
il recente raduno nazionale di Barletta mi induce a ribadire alcune mie ben ferme convinzioni in merito all’effettuazione dei raduni della nostra Associazione.
So perfettamente che corro il rischio, come già avvenuto per il raduno di Venezia e soprattutto quello di Lucca, di suscitare il risentimento di amici che stimo, dopo averli personalmente conosciuti, coinvolti in modo completo e sentito nella organizzazione riuscendo a trarre il massimo possibile da situazioni obiettivamente difficili.
Pur tuttavia, ” in punta di piedi ” con il massimo rispetto per tutti, vorrei ribadire il mio pensiero.
E’ vero che il nostro Statuto prevede l’effettuazione di un raduno nazionale annuale ma é anche vero che i risultati conseguiti mai, o quasi mai, sono stati di soddisfazione per ripagare l’impegno profuso.
Non occorre fare riferimento ai megagalattici e splendidi raduni degli alpini e dei carabinieri ( questi ultimi i soli in grado di permettersi in modo autonomo sia la festa dell’Arma sia il raduno nazionale in virtù dei loro 200.000 soci ) e nei giorni scorsi anche dei bersaglieri a Milano che vedono una partecipazione sentitissima e numerosissima : noi saremo numericamente sempre meno e quindi meno visibili per l’opinione pubblica e l’interesse dei media.
Se poi Assoarma non riesce nemmeno a coordinare le date e quindi i raduni delle varie Associazioni vengono programmati in contemporanea, non ci si deve poi meravigliare più di tanto se i Vertici militari e politici, costretti a scegliere, siano presenti laddove c’é più ” visibilità ” e ci lascino la sensazione amara di ” snobbare ” il nostro raduno.
Se poi noi ci mettiamo del nostro ” decentrando ” la sede di svolgimento in questa nostra lunga Italia andando a scegliere sedi eccessivamente periferiche, allora……. la frittata é fatta : non lamentiamoci se le presenze non arriveranno nemmeno a cinquecento e se sol una parte dei labari delle sezioni sarà presente.
Non occorre avere la ” palla di vetro ” del mago per immaginare che non potrà essere diversamente.
Non si può chiedere ai nostri associati di esprimersi due volte ogni anno al livello massimo : gli stessi alpini e bersaglieri lo fanno una volta e già questo é uno dei motivi del loro successo, loro che non hanno feste di specialità che coinvolgano gli Associati insieme ai militari in servizio.
Noi abbiamo un grande riferimento : la nostra ” Folgore “.
La nostra grande Unità che ogni anno, con un crescendo inarrestabile, celebra in Livorno ( comunque in area toscana e quindi centralissima ) i fasti del 23 ottobre di El Alamein.
Ed i nostri associati ( lo hanno sempre dimostrato ) ” sentono ” soprattutto solo e soltanto questo appuntamento : quello dell’incontro con i militari in servizio e del reincontro con i commilitoni di allora e di sempre nella sede ove hanno svolto il loro servizio.
Un solo appuntamento, ma grandioso, gioioso e frequentatissimo secondo quelli che possono essere i numeri che può esprimere una grande specialità figlia e madre soltanto di una Brigata.
Quello di Livorno può essere il nostro riferimento annuale costante, preciso e programmabile di anno in anno, senza dimenticare che le nostre scarse risorse finanziare trovano sollievo dalla disponibilità e dalla ” generosità ” dei colleghi in servizio i quali, come sempre, si sobbarcano l’onere di una organizzazione collaudata e pur sempre onerosissima.
Sappiamo che lo Statuto é in revisione.
Caro Fantini, si affronti allora a livello Presidenziale anche questo aspetto della vita associativa.
Basta un piccolo atteggiamento di umiltà da parte di tutti nell’accettare che noi, per i motivi sopra esposti, non possiamo confrontarci con altre realtà che vedono situazioni più favorevoli da questo punto di vista e decidere di puntare esclusivamente sul raduno di Livorno insieme alla ” Folgore “ per celebrare i nostri ricordi nell’ambito di una grande ” Festa della Specialità ” che, a mio parere più volte espresso, potrebbe divenire la Festa nazionale di tutti i Paracadutisti anche quelli operativi nelle altre Armi : carabinieri, aeronautica, marina e polizia.
Intanto studiamo, insieme alla ” Folgore “, per la nostra Associazione qualche momento di maggiore visibilità e partecipazione alla cerimonia : sarà un modo di sentirci ancora più uniti e ” tutti figli di un unico Iddio paracadutista “.
Fermo restando che, eccezionalmente in particolari situazioni o per particolari motivi che ora non so nemmeno immaginare, si possa sempre organizzare un raduno autonomo dell’Associazione.
Fermo restando che può essere continuata ed anzi ampliata la politica dei raduni regionali ( quello degli amici veneti é un ottimo esempio ) che consentono di ritrovarsi con un impegno non così pesante e localmente logisticamente gestibile in una sola giornata.
Caro Fantini, a te ed alla tua Presidenza ” la palla “, senza la presunzione di volere io ( ” trombone sfiatato ” come qualcuno ha voluto recentemente definirmi ! ) intromettermi in decisioni che ad altri competono ma solo con l’umiltà di suggerire, quale semplice associato, una riflessione costruttiva.
Grazie, comunque per l’attenzione e la considerazione per questo mio scritto.
Paracadutista Francesco Merlino
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore
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