NUOVO CORDOGLIO
Continua il sacrificio dei militari in Afghanistan
Ti capita che situazioni particolari di salute ed anche di famiglia ti rendano abulico e ti tengano lontano per un periodo anche troppo lungo dalla tua ( già poca ) attività e dai tuoi impegni e trascuri quindi quanto avviene intorno ( vicino e lontano ) a te.
Capita che il Paese in cui fortunatamente ( nonostante tutto ) vivi. preso dalla ricerca di soluzione agli importanti problemi congiunturali che l’opprimono ma anche purtroppo da diatribe interne molto spesso più o meno sterili che ne riducono l’efficenza sembri dimenticare e dimenticarsi dei suoi militari che ha inviato in giro per il mondo in ” missione di pace “.
Poi improvvisamente giunge la ferale notizia della morte sul campo in Afghanistan di due nostri alpini, il M.llo Mauro Gigli ed il Caporalmaggiore Capo Pierdavide De Cillis, e del ferimento del Capitano Federica Luciani nel corso di un episodio bellico che ha fatto pensare a una trappola astuta preparata dai talebani : un primo ordigno, lasciato in vista, sarebbe servito per attirare gli artificieri, con l’intenzione riuscita di colpirli poi con un secondo camuffato ai margini della carreggiata.
Ed allora tu risvegli la tua attenzione e pensi che anche il tuo ( il loro ) Paese dovrebbe prendere atto dell’accaduto con la stessa commozione di altre analoghe volte.
Ci sembra invece che in questa ripetuta situazione di nuovo lutto, al di là delle ormai codificate alte presenze, delle solite ” stazioni ” di una ormai sempre uguale via crucis post mortem, dei soliti e dovuti omaggi con stereotipati messaggi dei vertici istituzionali e delle notizie e dei commenti ( quasi subito questa volta passati in seconda pagina ) dei media parlati e scritti, la partecipazione popolare ( quella che alla fine conta ) sia piuttosto distaccata quasi che la gente sia distratta e sia più protesa al godimento delle ferie in corso od in arrivo, piuttosto che sentire e manifestare un cordoglio vero e sincero come altre volte avvenuto.
E questo ci dispiace moltissimo ( e speriamo di sbagliare ) perché ci fa temere che si potrebbe scivolare su una china molto demoralizzante e devastante per i nostri militari impegnati in missione : quella che loro siano portati a pensare ( brutalmente ) che “ …….di loro non gliene frega più di tanto in Italia”.
Con un altro fondato timore ancora per noi : quello che ci si possa avviare verso una assuefazione a situazioni tragiche tanto da considerarle poi normali e non eccezionali e quindi meno degne di attenzione e di partecipazione emotiva.
Auspichiamo che il cordoglio delle Istituzioni più prossime ai Caduti sia comunque empre discretamente vicino, come altre volte, alle famiglie di Gigli e di De Cillis in modo da alleviare per quanto possibile il loro dolore per la perdita dei propri cari e che invece questo non sia rafforzato dalla indifferenza.
Per parte nostra, con queste poche riflessioni, intendiamo essere in punta di piedi e con il massimo rispetto vicino a loro nel ricordo dei nostri militari caduti in servizio.
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Framer
per conto di OSSERVATORIO del sito www.congedatifolgore.com
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