EL ALAMEIN

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Pubblicato il 23/04/2011

APRILE 1943: LA FOLGORE SI IMMOLA ANCHE A TAKRUNA- TUNISIA

PARMA-Una strana coincidenza vuole che il mese di Aprile abbia significati assai profondi che riguardano una vittoria della Folgore.


Nell’aprile del 1943, infatti,ciò che rimaneva della Folgore, dopo un ripiegamento durato mesi per centinaia di chilometri, i paracadutisti si immolavano anche in Tunisia ( leggete la storia a cura del Leone di El Alamein Gino Compagnoni su www.paracadutistibrescia.com)


Ecco perchè ogni anno, vogliamo onorare la memoria dei “vinti”, ovvero quelli che nessuno ricorda mai nelle manifestazioni, che simbolicamente rappresentano anche coloro che in Patria seguirono la propria coscienza rimanendo al Nord.

Dopo El Alamein c’è infatti un altro capitolo, doloroso e onorevole per i Paracadutisti italiani: la battaglia, in Tunisia, per la conquista di una collina ed un paese dominante, chiamato Takrouna. Pagina quasi insignificante, nel libro della Soria della 2a guerra, se non fosse per l’ardimento dei Nostri Folgorini

Molti di Voi conoscono il volto del Tenente artigliere paracadutista Giampaolo, che ha comandato quegli ultimi eroi: è diventato involontariamente famoso per essere apparso su alcune foto d’epoca mentre dà il fuoco ai serventi paracadutisti di un pezzo di artiglieria e per quelle dove sorride al fotografo di guerra con il suo volto duro ma sereno.

foto sotto: paracadutisti Folgore sul Fronte tunisini. cortesia ANPDI Saronno

Gli stessi volti sereni, duri e sorridenti che troviamo in tutte le altre immagini dei giorni di Tunisia e, dopo ,di Takrouna.

Eppure ognuno di loro era reduce da una ritirata di 2000 kilometri, senza cibo e munizioni sufficienti.

Nomi che conosciamo per averne incontrato a volte i figli, in associazione o alla Folgore : il Sergente Gado, padre di chi ora custodisce ora il Museo a Pisa, il ten Andreolli, il cap Lombardini, il ten Artusi e tanti altri.
Poche centinaia di uomini che si trovarono in Tunisia, dopo El Alamein, ed onorarono la propria fama di Soldati Paracadutisti.
Fu un massacro, ovviamente. Uno contro venti anche in questo caso. Mentre in Italia i vincitori balleranno in Piazza per un altro Aprile, c’è chi a celebrare, negli stessi giorni, una vittoria dentro la sconfitta.

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