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Pubblicato il 05/06/2014

4-5-6 GIUGNO 1944: SBARCO IN NORMANDIA


PARMA- Turisti e appassionati di molte nazioni stanno confluendo sulle coste a nord della Francia per celebrare il settantesimo del “D DAY” , il “giorno più lungo”, lo sbarco in Normandia. Abbiamo notizia di molti italiani che sono andati a celebrare la giornata in Francia e che si vestiranno da soldati americani. Qualcuno ha attraversato l’Europa con un carrello al traino sul quale ha caricato mezzi militari d’epoca, che faranno sfilare durante le celebrazioni.

La frase “il giorno più lungo” è stata creata da Rommel, comandato da Hitler alla difesa costiera. E’ il condottiero di El Alamein che , chiedendo ai suoi ufficiali di trasformare quella azione che non aveva i mezzi per contrastare, in una violenta resistenza, aveva detto “vivranno il giorno più lungo della loro storia”-.

CRONOLOGIA DELLO SBARCO
4 giugno 1944: il generale Dwight Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate, fissa il via libera per il D-Day: il 6 giugno. L’ordine dell’invasione è confermato il 5 giugno e i dragamine iniziano a ripulire i corridoi del canale della Manica che porteranno i convogli nella zona d’assalto. In serata oltre 4.260 tra navi da guerra e rimorchi prendono il largo verso la Francia. Inizia l’operazione Neptune, la parte marittima dello sbarco. La Bbc durante la trasmissione serale avvisa con messaggi in codice l’imminenza dell’attacco. I gruppi clandestini della Resistenza francese si mobilitano per compiere azioni di disturbo e sabotaggio. Alle 23,30 iniziano i bombardamenti aerei della costa della Normandia verranno sganciate più di diecimila bombe. Il 6 giugno venti minuti dopo la mezzanotte le avanguardie dei paracadutisti americani sono lanciate nelle aree a ovest del punto di sbarco. Quasi contemporaneamente gli alianti britannici prendono terra nei pressi del ponte di Bénouville, nel settore est assegnato alle forze del Regno Unito e 50 minuti dopo la mezzanotte i paracadutisti inglesi assaltano i presidi tedeschi sulla riva destra del fiume Orne per impadronirsi del ponte e tagliare la via ad eventuali rinforzi. All’1,30 i parà della 101a vengono lanciati sul settore a ovest delle zone di sbarco: devono occuparsi di strade e paesi per isolare la zona degli sbarchi. Un’ora dopo tocca agli uomini della 82a che si devono occupare della strada di Sainte-Mere-Eglise e Neuville au Plain. Sono le 4,30 quando gli uomini del terzo battaglione del 505° reggimento dei paracadutisti raggiungono Sainte-Mere-Eglise. Il vento e la scarsa visibilità durante i lanci hanno disperso i soldati in un ampio raggio. Alle 4,45 le temibili batterie di Merville vengono prese. Verso le 5,50 iniziano i bombardamenti navali della costa. Alle 5,58 sorge il sole: è l’alba del giorno più lungo, inizia l’operazione Overlord. Si intensificano i bombardamenti aerei sugli obiettivi prestabiliti: oltre 1.360 bombardieri prendono di mira le difese sulle rive tra la Vire e l’Orne. Alle 6,30 le prime truppe americane sbarcano con mezzi anfibi a Utah beach e Omaha beach. I tank anfibi non riescono a prendere terra a causa del mare grosso. Alle 7,10 dopo che la corrente e aveva deviato i Rangers americani arrivano ai piedi della Pointe du Hoc. In cima alla scogliera si trova un potente gruppo di batterie che può bersagliare spiagge e navi. Venti minuti più tardi le truppe anglo-canadesi a sbarcano sulle spiagge contrassegnate con i nomi in codice Juno, Gold e Sword. Alle 9,30 quando i canadesi occupano Meuvaines e gli inglesi entrano a Hermanville. Solo alle 10, dopo una serie di assalti con gravi perdite, gli americani aprono due brecce nelle difese di Omaha beach. Verso sera gli americani guadagnano le strade verso l’entroterra, conquistano Vierville, ma Saint-Laurent resta zona di combattimenti. In serata il generale De Gaulle annuncia: la battaglia suprema è iniziata.

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