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Pubblicato il 05/06/2019

6 GIUGNO 1944- SBARCO IN NORMANDIA ANGLO AMERICANO . ” DELIVER US FROM OUR LIBERATOR”



PARMA-Alle prime luci dell’alba del 6 Giugno 1944, una flotta alleata di circa 7.000 navi comprendente 4.000 mezzi da sbarco con 176.000 uomini, dopo aver attraversato la Manica, si riversò a ridosso delle spiagge della Normandia, portando a compimento l’operazione Overlord, l’invasione dell’Europa occidentale occupata dai Nazisti quattro anni prima.
I Tedeschi sapevano che qualsiasi piano teso alla sconfitta della Germania avrebbe previsto un’invasione per aprire un secondo fronte in Europa – richiesto da anni anche dai Sovietici al fine di alleggerire la pressione sul fronte orientale – e avevano rinforzato con poderose fortificazioni, campi minati, reticolati, trincee e ostacoli anticarro le difese del Vallo Atlantico che si estendeva dalla Norvegia alla Spagna.
Nella primavera del ’44 i preparativi degli Alleati si erano intensificati ed i Tedeschi, nonostante la massiccia azione di depistaggio dei servizi segreti anglo-americani, intuivano che l’ora dell’attacco si stava avvicinando. Erano state individuate anche le possibili aree dello sbarco, che si prevedeva sarebbe avvenuto nella zona di Pas-de-Calais e Boulogne-sur-Mer – più ad est di dove avvenne effettivamente – dove la distanza fra le due opposte coste della Manica era minore.


La mattina del 5 Giugno 1944 il generale americano Eisenhower, comandante supremo delle forze alleate in Europa, visti i rapporti meteorologici che davano il tempo in miglioramento per poche ore nella mattina del 6 di Giugno, diede l’ordine e la fase finale dell’operazione militare anfibia più grande della storia per impiego di uomini e materiali prese l’avvio.

Quella notte 822 aerei si diressero verso l’entroterra normanno per lanciare 18.000 uomini di tre divisioni paracadutiste che avrebbero dovuto creare delle teste di ponte e gettare scompiglio dietro le difese germaniche. Altri 13.000 velivoli supplementari furono mobilitati per fornire copertura aerea a sostegno della forza d’invasione.
L’ora H, quella fissata per lo sbarco, scattò alle 6.15 del mattino del 6 Giugno, il D-Day, lungo 6 chilometri di costa.


I CADUTI
Complessivamente gli Alleati ebbero 4.413 morti, mentre i Tedeschi fra i 4.000 e i 9.000 – il numero definitivo non è mai stato accertato. Alla fine della giornata 155.000 soldati alleati iniziarono a muoversi verso l’entroterra. d-day-invasion-ike-101st-paratroopers


Con la copertura della flotta e l’indecisione di Hitler, che non fece muovere le unità corazzate poste direttamente al suo comando credendo che la Normandia fosse solo un diversivo per coprire il vero attacco nella zona di Calais e quindi pregiudicò l’efficacia della controffensiva tedesca nelle prime ore, era ormai chiaro che sarebbe stato assai improbabile riuscire a ricacciarli in mare, come era avvenuto durante il raid di Dieppe due anni prima.


DECINE DI MIGLIIA I CIVILI UCCISI DAI BOMBARDAMENTO E DALLE TRUPPE NEI PAESI OCCUPATI
Solo il 6 Giugno i bombardamenti causarono 2.200 morti, e alla fine della campagna di Normandia 50.000 civili francesi persero la vita sotto i bombardamenti, 20.000 dei quali nel regione costiera del Calvados. A costoro vanno aggiunti quelli che furono vittime della violenza e dei crimini di non pochi soldati alleati che si resero responsabili di razzie, distruzione di proprietà privata e stupro. Un dato significativo deve far riflettere: il numero di civili francesi morti a causa dei bombardamenti alleati in Normandia fu superiore a quello dei civili britannici uccisi dalla Luftwaffe e dalle bombe volanti.Lo stesso accadde in ITALIA pochi mesi dopo .

La difesa delle truppe Tedesche nelle settimane successive fu fortissima, in quanto riuscirono a resistere ad oltranza pur disponendo di risorse limitate. I contingenti delle Waffen-SS e delle Panzer Lehr, unità addestrate composte da uomini altamente motivati, uscirono dalla campagna di Normandia pressochè annientati, avendo subito enormi perdite di uomini e materiali che, a differenza degli Alleati, non potevano sostituire.
Alla fine della campagna quel che rimaneva di due armate tedesche erano alcune migliaia di uomini e poche centinaia di veicoli e carri armati. Entro la metà di Agosto il comando tedesco dovette accettare l’inevitabile ed ordinò alle restanti forze rimaste di ritirarsi dalla Normandia.
A tre mesi dallo sbarco la forza d’invasione si apprestava ad avanzare verso i Paesi Bassi e la Germania.

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