Pubblicato il 30/07/2024
AFGANISTAN- PARTE LA COSTRUZIONE DELLA FERROVIA DALL’ASIA EUROPEA VERSO IL PAKISTAN
sopra: il terminal ferroviario appena ristrutturato di Hairatan, in Afganistan che riconnetterà l’Europa asiatica con il paese dei talebani
Chi conosce la logistica sa che l’Afganistan è raggiungibile via ferrovia dall’Europa, passando attraverso l’ Asia europea ( le ex repubbliche sovietiche). Durante la attività militare occidentale in quel paese, vari tentativi erano stati fatti da qualche spedizioniere compresa la italiana Mondial Express srl , perchè i carri avrebbero potuto trasportare agevolmente rifornimenti non sensibili per le truppe italiane. Una volta che i due container di prova spediti da Mondial Express, dall’Italia arrivarono al confine di Thermez/Hairatan, mancava il collegamento con Herat, dove c’era il grosso delle forze italiane. Strade insufficienti ed insicure sconsigliavano di proseguire via camion, se non con un massiccio dispositivo di sicurezza. Si sarebbe potuti arrivare a consegnare a Bala Murghab, più vicina, ma anche in quel caso l’area era ostile ed i camionisti si rifiutavano di passarci. Dal confine di Hairatan proseguiva solo una tratta ferroviaria di 75 chilometri, parzialmente riattata dagli americani per la loro logistica verso Mazar El Sharif. Ora è ripresa con slancio la ricostruzione della tratta che sarò il collegamento verso l’Asia meridionale, per uno sbocco verso la Turchia e l’Europa.
Questo ripristino segue a ruota la ultimazione della tratta ferroviaria che collega Herat a Teheran, iniziata durante la presenza delle truppe occidentali e che avrebbe dovuto suggerire alla Nato quale fossero le reali intenzioni dell’Afganistan nei cnfronti dell’Iran. Il governo filo occidentale guardava a Teheran mentre il rigido governo talebano reinsediato, cosa bizzarra ma neanche tanto, guarda a occidente e dimostra lungimiranza logistica. Avrebbero dovuto pensarci le forze opccidentali per favorire gli scambi verso occidente.
La tratta di 75 chilometri tra Mazar e Hairatan, al confine con l’Uzbekistan, dovrebbe tornare infatti in servizio a breve, dopo una ristrutturazione quasi terminata. Su questo altopiano desertico e battuto dal vento, treni carichi di frutta secca e tappeti andranno in Asia centrale e ritorneranno con cereali, farina e persino materiali da costruzione.
A luglio 2025 , Uzbekistan, Afghanistan e Pakistan hanno addirittura firmato un accordo per avviare cantieri entro il 2025 per arricare a Karachi, porto dell’Oceano Indiano, in Pakistan, passando per Kabul,con 760 chilometri di infrastruttura ferroviaria.
Il progetto ridurrà i tempi di trasporto di cinque giorni e abbatterà i costi del 40%.
foto cortesia AGC COMMUNICATION







