Pubblicato il 29/08/2025
AIRBORNE AMERICANA- DRASTICA RIDUZIONE DI 23000 EFFETTIVI FUORI CORPO O NON COMBATTENTI
recensione di Antonello Gallisai
Troppi paracadutisti da mantenere in organico (56.000) rispetto ai volontari ( in calo) e alle risorse disponibili, ovvero meno lanci e calo della prontezza, aerei insufficienti, manutentori e ripiegatori sovraccarichi, crescita del numero di fuori corpo in unità non combattenti e che non prevedono lanci operativi.
Le forze aviotrasportate dell’Esercito USA stanno affrontando una svolta epocale.
Nel 2024, i vertici dell’Esercito hanno avviato una revisione della reale prontezza operativa: attualmente il personale fa pochissimi lanci, c’è difficoltà nel reperire personale e e ci sono pochi vettori aerei per l’addestramento . Dallo studio è emerso che la struttura attuale delle truppe aviotrasportate non è più sostenibile.
L’Esercito conta circa 56.000 paracadutisti registrati e che godono delle indennità eppure il calo dei volontari e la scarsità di aerei hanno ridotto drasticamente i lanci per gli operativi.
Molti paracadutisti ne fanno meno di 3 all’anno , contro la soglia minima di 4 per mantenere addestramento e indennità.
I ripiegatori e gli addetti alla manutenzione dei paracadute lavorano con organici ridotti e hanno poco tempo per addestrarsi nelle missioni logistiche più complesse.
Paradossalmente, la necessità di “posti” a bordo è aumentata di 13.000 unità dal 2002,con la certezza che moltissimi non avevano necessità di lanciarsi in quanto non combattenti
DRASTICA RIDUZIONE DI PARACADUTISTI
Da ottobre 2025 i paracadutisti scenderanno da 56.000 a circa 33.000 (-23.000 posti), eliminando i ruoli superflui in unità non da combattimento;
le principali unità aviotrasportate (82nd Airborne, 173rd, 11th Airborne, Rangers, Forze Speciali, ecc.) resteranno pienamente operative;
i paracadutisti combattenti faranno fino a 12 lanci l’anno, recuperando competenze tipiche della specialità e dell’impiego (lanci notturni, esercitazioni tattiche di massa);
RISPARMI STIMATI
oltre 40 milioni di sollari annui di indennità più una consistente riduzione costi logistici e carburante.
Verranno mantenuti i livelli operativi: le brigate ad alta prontezza si adddestreranno mensilmente, quelle in Europa e Indo-Pacifico non scenderanno sotto la soglia numerica di battaglione e le altre resteranno al livello minimo di consistenza, deciso dai singoli ruoli assegnati.
“Obiettivo è quello di essere meno numerosi ma più pronti, addestrati e letali”, recita il documento a chiusura delle valutazioni che hanno portato alla profonda ristrutturazione.






