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GARE DI PREPARAZIONE AL TROFEO SAN MARTINO

Riceviamo un interessante articolo, corredato di foto, che parla di una gara di preparazione al famoso Trofeo San Martino di Mendrisio, di cui Bruno è sottufficiale della Riserva incluso nello staff e probabile competitore, se gli impegni glielo consentiranno:


PARABELLUM 1900/06 – 100 ANNI DI BELLEZZA

di Bruno Horn

Volevo preparare uno scritto sulla nostra giornata di preparazione per il Trofeo San Martino che ha visto alcune decine di collaboratori presenti alla Rogavina per provare le armi e tirare le sequenze di gara visto che non potranno farlo in occasione del 14 di ottobre.

Abbiamo avuto pure la gradita visita e partecipazione di amici italiani quali hanno avuto il compito di fungere da giudici per il tiro anticipato dei collaboratori per liberare alcuni posti per il grande sabato ad altri amici stranieri.

Avrei voluto scrivere di tutto ma invece vorrei concentrarmi su una pistola che le rappresenta tutte ed affascina.

L’abbiamo vista in tutti i film sulla seconda guerra mondiale dove con la sua elegante linea contraddistingueva l’ufficiale tedesco, il suo fascino non e’ passato inosservato neanche con il famoso agente 007 e molte sono le iconografie su pistole dove la si prende a simbolo.

Parlo della Luger, nel nostro esercito chiamata Parabellum 1900/06 per l’anno di adozione generalizzata, il 1906, prima di questo dal 1900 l’esecito CH l’aveva introdotta solo in alcuni reparti..

Al Trofeo San Martino abbiamo voluto commemorare i 100 anni dall’entrata in servizio di questa arma con una prova di tiro storica.

Grazie alla dedizione al comitato organizzativo abbiamo potuto raccogliere abbastanza armi per condurre una gara in linea.

La versione svizzera e’ contraddistinta da un calibro diverso dalle armi tedesche, il colpo 7,65mm Para, che altro non e’ che un colpo di 7.65 mm su un bossolo strozzato della 9 Para (9 x 19).

Come tutte le armi dell’epoca che venivano consegnate all’esercito svizzero, la lavorazione e finitura sono esemplari ed ancora oggi armaioli ed appassionati decantano le Luger svizzere come le migliori mai prodotte.

Come dice la definizione militare, la Para 06 era gia’ utilizzata nella Prima GM dandole uno spessore sorico che poche armi possono vantare.
Notare che l’entrata in servizio con l’esercito svizzero precede quella con l’esercito tedesco (nate solo nel 1908 copiando il modello Svizzero) essendo la Luger/Parabellum CH è entrata originariamente in servizio nella versione 00 nel 1900 e i primi prototipi sono del 1898.

Probabilmente solo la Colt .45 modello 1911 puo’ decantare una militanza piu’ lunga.

Il primo impatto con l’arma viene condizionato dalla dimensione della stessa, eravamo abituati a vederla come elegante e fine pistola e scopro che le mie mani non riescono a far funzionare il pulsante di rilascio del caricatore senza spostare la mano dalla posizione di tiro.

I tiratori avranno modo di ammirare i dettagli tecnici e la finezza della lavorazione e di sicuro potranno apprezzarne la precisione nel tiro.

La prova si svolge sui 50 metri ed e’ sorprendente scoprire che armi cosi’ attempate possano raggruppare i colpi cosi’ bene.

Sorprendentemente pesante non tende ad alzarsi troppo per il rinculo grazie all’angolo pronunciato dell’impugnatura anche se il peso risulterebbe concentrato sopra il polso con una canna molto leggera.
Il bossolo viene espulso verso l’alto quindi non nel colletto del vicino ma dopo aver colpito il soffitto dello stand vi ricadra’ in testa.

Essendo armi prodotte con macchinari manuali ed assemblaggio manuale che richiedeva finiture da artista, ogni arma risulta un poco diversa e con le sue idiosincrasie che le danno anche una sua personalita’.

In occasione del Trofeo avremo la presenza di un esperto storico di armi, il Sig. Bobba, coautore del libro “Parabellum – Storia e tecnica delle Luger Svizzere” (edizioni Priuli&Verlucca, 2005) che intratterra tutti i concorrenti con un’interessantissima conferenza e rispondera’ alle domande dei convenuti.

Questa sara’ l’unica gara al mondo di commemorazione dato che, vista la rarita’ delle armi e il valore delle stesse, nessuno se la sente di metterle in gara.

STAGE DI KRAV MAKA E DIFESA PERSONALE A MILANO

STAGE DI DIFESA PERSONALE
R.O.K.S
Real Operating Krav Maga Sistem

14 e 15 Ottobre 2006 presso la Palestra XS di Vernate (MI)

Il seminario verrà strutturato come segue:

Sabato 14 dalle ore 10,00 alle ore 13,00 pausa pranzo 14,30 -19,00
Krav maga basic
Self defence
Gaund fight

Domenica 15 dalle 10,00 alle 14,00
Knife defence
Stick defence

Requisiti richiesti

Età non inferiore ad anni 18

Non avere precedenti penali in corso.

Certificato medico di sana e robusta costituzione

Assicurazione (se non in possesso verrà fornita dalla palestra).

Il seminario verrà tenuto dal Shihan Antonio La Salandra coadiuvato da Cristiano Locci, istruttore responsabile per la Lombardia del metodo R.OK.S.

Alla fine dello stage verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Costo del seminario: Euro. 40,00=

Per maggiori informazioni :
Cell. 335/6146549

ETICA DELL’ADDESTRAMENTO MILITARE

PARMA- Pubblichiamo un articolo scritto da Omar Vecchio, Paracadutista della sezione di Milano, morto il 31 luglio 2000 travolto da una valanga durante una spedizione alpinistica sul Diran Peak 7300mt in Pakistan. Per una fortuita coincidenza,i paracadutisti ed istruttori Fabrizio Cocchi ed Alberta Chiappa, suoi amici e compagni di avventura, non sono rimasti travolti, ed hanno partecipato al doloroso recupero della salma dell’amico.


La tragedia è riportata nel sito
http://www.planetmountain.com


Aspetti etici dell’addestramento militare

All’interno dell’ANPdI esiste un gruppo di persone che si dedica specificatamente alla partecipazione ed alla preparazione in vista di gare di pattuglia in Italia ed all’estero.

Ciò che qui vorremmo tentare rapidamente di approfondire sono le motivazioni che spingono ragazzi e uomini non più giovani, che hanno già effettuato il servizio di leva e che sono civili a tutti gli effetti, a mantenere i contatti con l’esercizio militare o a riprenderlo dopo anni.

Il tema non tocca solo chi a queste gare si dedica, ma può rappresentare un contributo a chiarire, dentro e fuori dall’Associazione, il significato autentico di quella che qualcuno con preoccupazione considera la svolta “militaristica” della sezione di Milano.

Si è detto giustamente: all’interno della Associazione non ci sono gradi militari, ogni membro ha giuridicamente stesso diritto di voto e stessi doveri associativi.

Certo, ma le differenze non giuridiche, non statutarie esistono: innanzitutto fra soci ordinari e soci aggregati, poi fra anziani e giovani, quindi fra chi ha vissuto reali esperienze di guerra(ieri nell’ultimo conflitto mondiale ed oggi nelle varie operazioni ONU ancora in svolgimento) e chi no; da ultimo, non meno importante, fra chi, anche senza incarichi e ruoli ufficiali, collabora attivamente alla vita associativa (partecipando e distinguendosi per capacità sui campi di lancio, nei servizi d’ordine, nelle competizioni di rai commando, nelle cerimonie, in palestra, ma anche nel lavoro di segreteria o del magazzino) e chi no .


E qui torniamo al nostro tema: nelle gare di cui parliamo non si bara, perché ognuno essenzialmente si confronta solo con se stesso, coi propri limiti, con le proprie possibilità.

E’ in base alla capacità di affrontare (ed eventualmente superare) gli ostacoli con responsabilità che ognuno riceve, all’interno del gruppo, il ruolo che gli spetta, sempre in armonia gerarchica con le distinzioni di cui parlavo prima: il semplice paracadutista porterà sempre rispetto a chi porta i gradi dell’ufficiale in congedo, ma in qualche caso, sa la sua esperienza è maggiore, sarà lui il responsabile della condotta tattica di una squadra e lo stesso dicasi fra i soci aggregati ed ordinari.

Certo distinguere le priorità e le competenze non è facile, ma, come ripeto, sul campo non si bara. “Chi sa fa, chi non sa parla” dice un bel motto che campeggia nella nostra sede: molte persone che parlano molto sedute al tavolo dello spaccio, sono poi in imbarazzo se devono lanciarsi da un aereo o se, sotto la neve e di notte, devono decidere con la bussola che strada prendere.

Per chi scrive dunque, l’essenza di un addestramento militare è tutta interiore: inizialmente, è vero ,si può essere attratti dal fascino (esteriore) di tornare a mettere una divisa mimetica o di dover comportarsi tatticamente (atteggiamento tattico in cui molti corpi d’élite, raramente hanno avuto occasione di addestrarsi durante la leva…); ma quando infine ci si ritrova abbandonati , di notte in una strada innevata o persi in un bosco, sotto la pioggia e si deve camminare per decine di chilometri con gli anfibi che fanno male, ecco che allora, per continuare, bisogna trovare dei valori più profondi che motivino il proprio esser lì, piuttosto che a letto con la fidanzata o davanti alla televisione.

Ed è in questa alternativa tra quiete familiare e frequentazione di condizioni faticose e talora estreme sta la contrapposizione fra una morale borghese ed una morale militare: il militare di cui parliamo non è certo il mercenario che rischia quotidianamente la pelle nella jungla, bensì un uomo comune, un civile che ha una famiglia ed un lavoro ed una casa, senza però esser tutto compreso nella quieta esistenza borghese; quando può, quando è libero da impegni sociali, nelle vacanze, nei fine settimana, quest’uomo si prova e torna a conoscere la fatica ed il pericolo( che pur senza un nemico che ti spara addosso, può essere addirittura mortale, come nella pratica del paracadutismo o dell’alpinismo).

Anche lo sportivo puro, che pratica particolari tipi di sport, ne sa qualcosa: il paracadutista da Aero Club oppure il free climber o il maratoneta; essi, come tutti coloro che praticano sport autentici, sono già sopra alla mediocrità etica borghese,
che è la morale di chi è circondato di sicurezze, di chi incontra il mondo da dietro il finestrino dell’automobile climatizzata e non ha mai imparato a conoscere il proprio corpo ed il proprio spirito nel confronto e nel conflitto con gli altri.

Ma ecco che, sulla questione del conflitto, della guerra( ne senso filosofico di contrasto essenziale di tutte le cose) arriviamo alla distinzione fra ciò che è semplicemente sportivo e ciò che definiamo militare: partecipare ad un’attività militare (anche solo come riservisti, anche solo come membri di un’Associazione d’Arma) significa esteriormente partecipare di certe forme e di una certa formalità, ma fondamentalmente, dal nostro punto di vista, significa accettare di farsi carico del conflitto perenne che è insito nelle cose e che, nel consorzio umano, si esprime naturalmente contrasto bellico.

Non bisogna confondere quest’ottica come quella del guerrafondaio che vuole guerra, distruzione e dolore: i morti e le sofferenze di una guerra non sono mai auspicabili, semplicemente esistono; esiste la violenza, il conflitto fra uomo e uomo e fra uomo e modo, il dolore, la sofferenza e la morte.

La civiltà moderna occidentale (la civiltà borghese) di tutto questo non vuole saperne e chiude gli occhi: nega la morte, nega il dolore, nega il conflitto e sogna manipolazioni genetiche per prolungare la vita all’infinito, medicine per tutti i mali, sia fisici che psichici, ed infine popoli perennemente pacifici e pacificati, Ma tutto questo e disumano e innaturale, anche se la natura continuamente torna a farsi conoscere per la matrigna che è e continuamente rinnova, sotto gli occhi di tutti, le sofferenze, i conflitti ed il morire.

Se le cose stanno così, non è allora meglio “farsi carico”, come dicevo prima, di questo naturale contrasto essenziale, di questo conflitto perenne che è il mondo? L’ottica militare è appunto un modo di incontrare il mondo a questo livello; non certo per aumentare dolore, sofferenza odio ed eccidi, ma per essere in grado di affrontarli e sopportarli individualmente e collettivamente.

Un tempo le civiltà tradizionali (ed ancora oggi dove esistono) tutto questo lo sapevano bene e riuscivano a convivere armonicamente col conflitto, creando collettività normali che ci hanno lasciato insegnamenti morali enormi (l’etica cavalleresca, le dottrine-arto marziali, i vertici letterari e religiosi di testi bellici cole l’Iliade, l’Antico Testamento o la Bhagavad Gita); oggi il “progresso” ci lascia ammutoliti di fronte all’evidente incapacità occidentale di gestire i conflitti laddove nascono, conflitti che improbabili organismi sopranazionali (ma in effetti facenti l’interesse di una parte sola…) dovrebbero controllare in nome di presunti valori superiori: la vera pace però è quella che segue un duello (duellum=bellum) in cui le parti hanno potuto mettere in gioco la propria potenza, vincendo l’una e perdendo l’altra, dentro a regole e codici bellici che ogni società normale conosceva ed applicava.

Il discorso si è fatto un po’ troppo vasto, ma era forse l’unico modo di far comprendere ciò che viene spregiudicamene qualificato come “militarismo”, ammesso che si condividano le premesse di questo testo.

Tornando però alla vita quotidiana, bisognerà aggiungere che il trovarsi in situazioni di pericolo e di fatica estrema non insegna solo eticamente ad accettare e a convivere con la propria finitezza;
può anche insegnare praticamente a comportarsi in situazioni comuni della vita civile, della vita borghese: se si è imparato a prendere decisioni rapide in condizioni difficoltose, a restare calmi in mezzo al pericolo, a concentrasi in mezzo al frastuono, tutto questo è sempre utile, ma soprattutto fa guardare a ciò che accade da una posizione privilegiata di serenità e di lucidità di cui pochi sanno.

Speriamo di avere parzialmente chiarito con che spirito qualcuno partecipa (o dovrebbe partecipare) a certe competizioni militari, laddove non semplicemente, come si dice nello sport, “l’importante non è vincere ma partecipare”, piuttosto invece si tratta di voler combattere e vincere sul nemico più grande e pericoloso: se stessi.

Omar Vecchio

LUCCA CAPITALE DEL TIRO RAPIDO E DINAMICO

LUCCA- Ad ottobre si terranno presso il locale TSN , due importanti stage di tiro operativo, organizzati dal team Tactical Advantage , che i lettori del sito già conoscono per iniziative analoghe.

Il primo, di tiro con arma corta, con il famoso istruttore americano Chuck Taylor, ex paracadutista decorato in Viet Nam, per chi ha già una certa dimestichezza con questo tipo di addestramento.

Il secondo, previsto per la fine del mese, sarà un corso dedicato alla difesa abitativa. Settore attuale e vitale per tutti coloro che intendono prepararsi all’imprevisto più sgradevole, senza voler diventare Rambo ma semplicemente cittadini in grado di difendersi e collaborare con le forze dell’ordine.

Tutte le informazioni le troverete sul sito www.tacticaladvantage.ch


Il team ci ha proposto un training dedicato ai paracadutisti dell’ANPd’I che ci piacerebbe programmare quando le condizioni tecniche lo permetteranno.

L’ideale sarebbe una collaborazione fra più sezioni per realizzare un programma periodico nell’addestramento al tiro, da estendere ovviamente anche al personale in servizio.

Lucca non fa eccezione ragion per cui questa nota viene pubblicata da un semplice scrivano del sito, con qualche competenza nel settore specifico, perchè convinto del grande contenuto di professionalità delle iniziative.

Contattateci: www.paracadutistilucca.it

alp.par. FILIPPO MARCHINI

12 POSTI DISPONIBILI AL TROFEO SAN MARTINO DI TIRO, IN SVIZZERA

MENDRISIO-CH- Il Trofeo di tiro San Martino è una delle più importanti e frequentate gare di tiro internazionale, riservato a squadre militari o di riservisti, ed aperta alla partecipazione di Militari italiani.

Una organizzazione perfetta, unita all’uso di molti poligoni e la disponibilità di tante armi e munizioni, l’hanno rapidamente resa una classica molto ambita anche per i tiratori Italiani.

Anno dopo anno cresce il numero di iscritti al punto che le liste di gara, che si svolge in Ottobre, vengono normalmente chiuse molti mesi prima.

Cosa che si è verificata anche per l’edizione 2006.

12 posti ancora disponibili

Oggi ci giunge dal paracadutista Bruno Horn ,redattore del sito , sottufficiale riservista svizzero e socio ANPDI Como, che si sono liberati ben 12 posti, a causa della rinuncia di altrettanti militari italiani in servizio, in partenza per il Libano.

Suggeriamo ai ritardatari la cui iscrizione era giunt fuori tempo , di contattare immediatamente l’organizzazione, compilare i moduli e spedirli urgentemente. L’attachè militare Italiano in Svizzera ha garantito una procedura rapidissima di autorizzazione all’uniforme, sia per i congedati che per coloro che sono in servizio –

Paracadutisti fatevi avanti. Contattate:

www.trofeosanmartino.ch

30 SETTEMBRE 2006 – GARA DI PARACADUTE TONDO A REGGIO EMILIA




ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARACADUTISTI D’ITALIA

Sezione di Reggio Emilia

AEROPORTO DI REGGIO EMILIA – Sabato 30 settembre e Domenica 1 ottobre 2006.

GARA DI PRECISIONE CON PARACADUTE EMISFERICO A FENDITURE FDV.

Valida per l’assegnazione del titolo di campione di precisione ANPD’I Individuale e a squadre

( I° Edizione Sperimentale)

L’Associazione Nazionale Paracadutisti D’Italia Sezione di Reggio Emilia in collaborazione con la Scuola di Paracadutismo di Vitorchiano, sotto l’egida della Segreteria Tecnica Nazionale, alla scopo di affrancare il cameratismo tra i soci che intendono effettuare attività d’interesse militare d’addestramento con paracadute emisferico a fenditura FDV, indicono la gara di paracadutismo in oggetto nei giorni di sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2006, presso l’aeroporto di Reggio Emilia sede delle Scuole ANPD’I.

Possono partecipare tutti i paracadutisti, con un minimo di 10 lanci con paracadute emisferico, muniti di visita medica, assicurazione, rinnovo associativo in corso di validità.

Le squadre saranno composte da tre paracadutisti, le stesse si potranno formare anche sul campo, numero massimo delle squadre partecipanti n. 10 – causa la disponibilità limitata dei materiali.


Tenuta da lancio
: quella prevista per le aviotruppe, senza stellette e con il fregio a scudetto ANPd’I posto sulla manica sinistra.

Per le prenotazioni delle squadre, farà fede la data del versamento della caparra di

€ 50,00 e, la scheda d’iscrizione da inviare al FAX numero 0522-518245.

Ogni partecipante effettuerà 3 aviolanci, il punteggio ottenuto in base al regolamento, verrà computato sia alle squadre che individualmente, per ogni disquisizione farà fede il regolamento in allegato.

Costo dell’iscrizione € 130.00 per ogni partecipante, comprensivo di:

– 3 lanci di gara, più noleggio e ripiegamento del paracadute, che saranno forniti dalle scuole di Reggio Emilia e Vitorchiano (MC.1-1 B/C principale ed emergenza Mertens)

– Diploma di partecipazione –- Maglietta – Medaglia ricordo-

– Cena sociale il sabato sera nei locali dell’aeroporto.



REGOLAMENTO


ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARACADUTISTI D’ITALIA

Segreteria Tecnica



PROVA VALUTATIVA DELL’ ADDESTRAMENTO DELL’AVIOLANCIO DEI PARACADUTISTI

-1° EDIZIONE ANNO 2006-



1. AUTORITA’

1.1. La prova è condotta sotto l’autorità dell’ ANPd’I ed il seguente regolamento approvato dalla Segreteria Tecnica Nazionale.
L’attività aviolancistica sarà effettuata:

-nel rispetto delle norme previste per l’aviolancio con paracadute ad apertura automatica (FV) nella circolare 1400 ed. 1998 d’ISPEARMI;

-come disposto dall’ENAC per l’effettuazione di aviolanci d’interesse militare.

2.EVENTI

2.1.La prova comprenderà i seguenti eventi:

-precisione in atterraggio a squadre;

-precisione in atterraggio individuale.



3.OBBIETTIVO DELLA PROVA


3.1.Perfezionare la tecnica di preparazione all’aviolancio effettuando le operazioni previste prima dell’imbarco,eseguendo gli ordini del direttore di lancio, fino al “pronti per il decollo”.

3.2.Migliorare la tecnica di uscita dal velivolo, eseguendo l’ordine del direttore di lancio con tempismo, decisione e con la tecnica da lui descritta in sede di briefing pre/lancio.

3.3.Stimolare i competitori ad eseguire, durante la discesa a paracadute aperto, le manovre atte a farli atterrare sulla linea/bersaglio, o il più vicino possibile.

3.4.Migliorare le capacità di osservazione sul comportamento e la posizione occupata dagli altri paracadutisti durante l’imbarco, il volo, la discesa e il riordinamento, adottando tutti gli accorgimenti ritenuti necessari ad incrementare la sicurezza.

3.5.Migliorare i rapporti di cameratismo fra i partecipanti favorendo gli scambi delle conoscenze tecniche.

3.6.Divulgare, attraverso la comune passione per il paracadutismo, la conoscenza della vita associativa, promuovendo scambi tecnici fra le varie Zone e/o Sezioni.


4.REGOLE GENERALI




4.1. Composizione delle squadre:


-ogni squadra è composta da 3 paracadutisti iscritti all’ANPd’I;


-sono ammesse massimo 10 squadre per un massimo di 30 paracadutisti.


Ordine di lancio:

-sarà effettuato un sorteggio, prima dell’inizio della prova;


4.2. Numero dei lanci;


-3 lanci di squadra


4.3. Determinazione del punteggio:


-ogni paracadutista sarà misurato dal punto di primo contatto con il corpo sul terreno, al punto più vicino compreso nella linea/bersaglio tracciata sul terreno;

-il punteggio di un lancio o la somma del punteggio ottenuto in più lanci da ogni singolo paracadutista determinerà la classifica individuale;

-il punteggio di un lancio o la somma del punteggio ottenuto in più lanci da una squadra determinerà la classifica di squadra.


4.4.Requisiti della prova:


-il numero minimo di lanci previsto per la validità della prova è uno;

-parteciperanno al lancio individuale tutti i paracadutisti e varrà al fine della classifica la somma dei lanci di ogni singolo.


5.REGOLE SPECIFICHE DELLA PRECISIONE IN ATTERRAGGIO


5.1. Indicatore della direzione del vento:

-Saranno montate più maniche a vento;

-la direzione e la velocità del vento saranno comunicate ai paracadutisti prima del lancio;

-la velocità massima del vento, in quota e a terra,è di 4 m/s


5.2.Punto di uscita:


-il paracadutista che si lancia per primo può scegliere il punto di uscita, ma deve prima ricevere il “VIA” dal direttore di lancio;

-eventuali correzioni della rotta possono essere date dal paracadutista che si lancia per primo, solo al direttore di lancio;

-una volta raggiunta la quota prevista e la zona di lancio, avuto l’autorizzazione del pilota, il direttore di lancio darà inizio alla sequenza di lancio impartendo ad ogni singolo paracadutista l’ordine “VIA”;

-il direttore di lancio ha tutte le responsabilità connesse con la sua funzione, ogni decisione e ordine deve essere eseguito dai paracadutisti senza nessuna deroga, pena l’esclusione dal lancio per se e per i restanti paracadutisti della squadra .




5.3.Bersaglio:


-una linea bianca, o di altro colore, tracciata al centro della zona lancio avente la lunghezza laterale.


5.4.Malfunzionamenti:


-un malfunzionamento non è motivo di ripetizione del lancio.

5.5.Reclami:

-non sono ammessi


6.LAVORO DEI GIUDICI


6.1. Direttore della prova:

-svolge le funzioni di Direttore di Esercitazione come previsto dalla circolare 1400 ed. 1998 di ISPEARMI.

6.2.Giudici a bordo del velivolo:

-sono direttori di lancio qualificati;

-dipendono direttamente dal Direttore di Esercitazione.

6.3.Giudici sulla linea/bersaglio:

-devono essere in misura di uno per concorrente;

-devono essere nominati dal Segretario Tecnico Nazionale.

6.4.Determinazione del punteggio:

-ogni giudice sarà abbinato ad un settore della zona lancio, egli determinerà il punto di primo contatto del paracadutista con il terreno e lo evidenzierà infilando nel terreno un picchetto;

-il giudice alla prova passerà con la cordella metrica, per effettuare la misurazione ed attribuire il punteggio;

-un segretario segna punti accompagnerà il giudice alla prova e trascriverà il punteggio nell’apposita scheda;

-la misurazione massima è di 50 (cinquanta) metri;

-se il punto di contatto del paracadutista con il terreno coincide con uno qualsiasi dei punti che compongono la linea/bersaglio, all’atleta non sarà assegnata nessuna penalità;

-se il punto di contatto del paracadutista con il terreno avverrà al di fuori della linea/bersaglio lato destro e sinistro, prima e dopo l’inizio e il termine della stessa, egli sarà misurato egli sarà attribuito un punteggio da 1 a 5000;

-in caso di parità nei primi tre posti della classifica a squadra, sarà classificata prima la squadra che ha ottenuto il punteggio migliore in uno dei due lanci;

-in caso di ulteriore parità, le squadre rimarranno in parità;

-in caso di parità nei primi tre posti della classifica individuale, sarà effettuato un lancio di spareggio.


7.ALTRE VALUTAZIONI


7.1.La prova include le seguenti fasi:

-preparazione a terra, (valutazione a cura del direttore di lancio);

-comportamento in aereo durante l’uscita, (valutazione a cura del direttore di lancio);

-comportamento durante la discesa a paracadute aperto, (valutazione a cura del giudice);

-riordinamento e consegna del paracadute, (valutazione a cura del giudice);


7.2. penalità:


-atterraggio a favore di vento: lancio nullo;

-collisioni o atterraggi fuori zona: lancio nullo.

7.3.Per ogni fase addestrativa sarà attribuito un punteggio da 1 a 10 ad ogni singolo paracadutista.

7.4.Il punteggio sarà determinato e trascritto in uno schema apposito dal direttore di lancio che seguirà le operazioni:

-in aeroporto, (imbragaggio, imbarco);

-in volo, (compostezza, uscita); e dal giudice in zona che osserverà:

– le manovre effettuate dal paracadutista durante la discesa a paracadute aperto;

– il comportamento durante il recupero del paracadute e l’abbandono della zona lancio.

7.5.Il giudizio espresso dai direttori di lancio e dai giudici non è soggetto a reclamo;

7.6.Il punteggio totale ottenuto da ciascuna squadra durante le quattro fasi indicate al punto 7.1., determinerà la classifica speciale per Sezione o Zona.


8. DETERMINAZIONE DEI VINCITORI

8.1.La squadra prima classificata al termine della prova di lancio, sarà proclamata campione ANPd’I per l’anno 2006.

8.2. Il primo classificato/a al termine della prova, di lancio sarà proclamato campione ANPd’I per l’anno 2006.

8.3. La Sezione prima classificata al termine dei lanci di squadra sarà proclamata campione sociale ANPd’I per l’anno 2006.

8.4. Per i primi tre classificati sono previsti:

– al primo secondo e terzo classificato, coppa e medaglia;

8.5. Medaglia di partecipazione a tutti i partecipanti.

N.B. Per il regolamento, si ringrazia il Magg. Alfio Pellegrin.