ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 23/12/2020

BREVETTI ESTERI – TUTTO INIZIO’ NEL 1994

IL FASCINO DELLE “ALI” STRANIERE – GERMANIA
Come vi abbiamo raccontato nel “Prologo” ( https://bit.ly/brevettistranieriprologo) in una gara internazionale di pattuglia abbiamo conosciuto i nostri contatti della 26° Luflandebrigade (https://de.wikipedia.org/wiki/Luftlandebrigade_26). A quell’epoca la Bundeswehr aveva il 264° Battaglione organico alla Brigata, costituito parzialmente da Riservisti i quali, esattamente come noi, costruivano una serie di contatti internazionali per effettuare interscambi Militari.
Il vedere appuntato sulle loro Uniformi SCBT il brevetto nero sottopannato di verde, ha solleticato la nostra fantasia e usando l’immaginazione e tanto lavoro di carta e penna (allora non esistevano le mail, al massimo si usavano i fax) per le necessarie autorizzazioni alla fine siamo riusciti ad avere il primo di una lunga serie di inviti a partecipare alle esercitazioni che i Fallschirmjäger tedeschi organizzavano periodicamente.
Era il 1994.
Il Lunedì 22 Agosto una prima aliquota di 3 elementi Italiani era presente all’Alzabandiera al 263° Btg, alla caserma “Graf Werder” a Saarlouis, insieme a Militari provenienti da Gran Bretagna, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Francia e Stati Uniti per partecipare ad una esercitazione interforze tra Paracadutisti.
Come sempre (avremmo poi scoperto in seguito nelle altre attività in giro per il mondo) prima di ogni cosa gli istruttori della Bundeswehr procedevano all’istruzione teorica e pratica, come un mini corso di paracadutismo, indipendentemente dal grado o dal numero di lancio dei partecipanti. Venivamo quindi istruiti sull’uso del paracadute americano T-10, sulla uscita assiale dal portellone del grosso elicottero Sikorsky CH53 e all’uscita laterale contemporanea del loro Transall C-160, bimotore in dotazione alla Bundeswehr simile al nostrano G-222. La giornata proseguiva con una serie di capovolte e l’utilizzo della torre per simulare le uscite dagli aeromobili alla scuola di Merzig. Una telefonata al ns accompagnatore, il StFw Gundel, avvertiva che un reparto non si sarebbe presentato al lancio e ci veniva offerta la possibilità di iniziare i lanci il giorno stesso! A razzo partivamo per la zona di lancio di Gerweiler che, visto l’impiego dei CH53 era anche la zona di decollo. Tutti i presenti si imbragavano e venivano preventivamente divisi in “Machine” cioè il numero esatto di paracadutisti per ogni decollo. Il CH53 scendeva rombando ogni 15 minuti circa a caricare la Machine di 20 paracadutisti, che subito lanciava in 2 passaggi sulla DZ, da un’altezza di 350 metri ad una velocità di circa 4 km/h. Alle 17,15 il nostro battesimo dell’aria tedesco. Appena giunti a terra, ci imbragavamo per un altro aviolancio, questa volta notturno.

Il giorno successivo stessa procedura, con 3 lanci con l’ultimo sempre notturno e il giorno 24 ancora due lanci (sempre uno notturno). In soli 3 giorni eravamo riusciti a fare ben 7 lanci: neanche nelle nostre più rosee aspettative!
L’ultimo giorno abbiamo assistito ad un atterraggio su di una conifera altissima (circa 30 metri) da parte di alcuni paracadutisti tedeschi (forse per un errore del direttore di lancio): è stato necessario attendere l’arrivo dei vigili del fuoco con scale altissime per recuperare i militari. Ci dissero che era una cosa abbastanza normale in quella zona, circondata da foreste di abeti e pini. Una cosa che non scorderò mai, e che ci hanno detto essere rarissima, è stato assistere anche ad un lancio in cui il militare, per una serie di ragioni non note, è rimasto agganciato all’elicottero in uscita, senza che la fune di vincolo riuscisse ad aprire pod e paracadute. Procedura standard: elicottero che si alza ad alta quota, il DL che verifica la coscienza del paracadutista con segni convenzionali, assicurazione della fune di vincolo ad altra fune, discesa dell’elicottero fino a 10 metri dal suolo e, in hovering, recupero del Militare. Il tutto durato 30-40 minuti… penso che neanche il malcapitato lo scorderà mai!

Nelle nostre belle Uniformi, insieme ai Colleghi di altri Paesi, il venerdì abbiamo ricevuto le “ali” tedesche dalle mani dall’allora Ten.Col. Reinhard GÜNZEL, vice Comandante della Brigata, che divenne poi Generale Comandante delle Forze Speciali Tedesche KSK ( https://de.wikipedia.org/wiki/Reinhard_G%C3%BCnzel );
Questa fu la prima delle nostre esperienze. Ne seguirono altre con altri Reparti dei Fallschirmjäger tedeschi utilizzando, oltre al noto CH53 anche il Transall C160 nel settembre 1995, nel luglio 1996, marzo e ottobre 1997, ottobre 1998 e l’ultima nel giugno 2000. Anche la Bundeswher aveva cominciato a tagliare sui costi delle esercitazioni.
In totale si sono Brevettati con noi 34 Militari per un totale di 146 lanci.

Cap. Danilo Fumagalli
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IL FASCINO DELLE “ALI” STRANIERE – GERMANIA

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