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Pubblicato il 28/05/2015

CONDANNATO CHI VENDEVA PUGNALI EXTREMA RATIO TAROCCATI IN CINA

Ravenna, – Un commerciante 47enne di San Marino è stato condannato a due anni e nove mesi di carcere per 120 baionette da esercito contraffatte sequestrate nel gennaio 2011 al porto di Ravenna dalla guardia di Finanza. Alla parte civile – l’avvocato Silvia Brandolini per conto del responsabile della società italiana Extrema Ratio di Prato i cui “loghi” erano stati usati per il carico – è stata riconosciuta una provvisionale da 5.000 euro.

Le lame, modello “Fulcrum” e del valore stimato in circa 48 mila euro, erano state trovate in due container provenienti dalla Cina. Del tutto simili alle originali, con filo sulla lama e occhielli per essere ben innestate sul fucile. I coltelli Extrema Ratio sono in dotazione a vari corpi speciali delle forze armate italiane e francesi. Secondo la difesa – avvocato Francesco De Angelis, l’importatore sanmarinese era invece all’oscuro dell’attività dei cinesi avendo lui ordinato una sola baionetta e peraltro senza loghi.


SODDISFAZIONE DEI TITOLARI DELLA EXTREMA RATIO

Mauro Chiostri, il titolare , dichiara soddisfatto : «Produciamo circa 25mila pezzi l’anno con previsioni di crescita: attualmente il mercato civile e quello militare si equivalgono, a pesare un po’ di più sul nostro fatturato è il primo, grazie alla vasta produzione di coltelli per uso sportivo».
CHIOSTRI.EXTREMARATIO
Per un’azienda che, a differenza di molte altre del comparto tessile con sede del distretto, non può contare su una filiera produttiva presente sul territorio, crescere ha significato, talvolta, dover attraversare i confini italiani per reperire i materiali come l’acciaio e le plastiche. Sono soltanto due le aziende in Italia che producono questa specifica tipologia di prodotto.

«L’azienda è nata nel 1997 – racconta Chiostri – prima di allora mi occupavo di lavorazioni meccaniche; il primo ordine consistente di baionette l’ho avuto dall’esercito francese, del quale siamo diventati fornitori ufficiali».

Oltre a Chiostri e al suo socio Maurizio Castrati, l’uno a capo della produzione l’altro del commerciale, l’azienda conta oggi 23 dipendenti tra personale amministrativo, commerciale e maestranze tecniche. «Siamo in crescita e stiamo cercando di diversificare la produzione – riferisce – grazie al know how maturato dall’esperienza di lavoro con l’esercito italiano, insieme a un consorzio di cui siamo capofila, stiamo mettendo a punto un progetto che mira a realizzare una protezione in acciaio da indossare sotto la divisa». La crisi? «Come tutti abbiamo sofferto di liquidità, ma adesso le banche ci stanno sostenendo: il nostro obiettivo è quello di raggiungere tutti i mercati e di crescere negli Usa, la Russia resta il

mercato estero principale, va bene anche la Cina dove però dobbiamo difenderci dalla contraffazione. I brevetti non sono sufficienti, l’unica arma di difesa per noi è l’innovazione che consente di sviluppare continuamente il prodotto superando il modello precedente».

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