Pubblicato il 17/01/2026
CRANS MONTANA- GLI ORCHI UCCIDONO E SEQUESTRANO I NOSTRI GIOVANI
Il Dente Avvelenato
Le favole che usavano per spaventarci da bambini erano vere!
Gli orchi esistono davvero! Anche se sono più moderni, magari in giacca e cravatta.
Quello che è accaduto a Crans Montana ne è una prova. 40 giovanissimi sono stati mangiati da un orco ingordo che li ha attirati in trappola: un seminterrato “fai da te” con materiali acquistati al BRICO del posto-. Locale usato per anni quasi esclusivamente per eventi dedicati ai minorenni.
L’orco in questione, a capodanno, ma forse anche in altre occasioni, gli somministrava champagne a 250 euro a bottiglia, offrendo in cambio il diritto all’ingresso nel suo ex bunker antiatomico.
Alcuni turisti, con figli, hanno dichiarato di essere frequentatori abituali sia della famosa località sciistica che di quella cantina camuffata da bar. Nessuno aveva fatto caso alle gravi carenze di sicurezza.
Se penso ai miei genitori del “copriti che fa freddo”, “mettiti la maglia”, “alle dieci devi essere a casa!”…
Quelli di Crans Montana, Morti o feriti, erano – e sono- bravi ragazzi. Basta guardare i volti di chi è stato ghermito dalla Morte. Basta ascoltare i racconti dei sopravvissuti per leggere nei loro occhi lo smarrimento, la fragilità. Non hanno alcuna colpa.
Siamo noi adulti ad affidarli -inconsapevolmente- agli orchi.
L’orco svizzero risponde ai giornalisti: “eravamo in regola ed i controlli lo hanno certificato” Sei anni senza una visita ispettiva: gli orchi hanno sempre complici.
L’orco non si è chiesto: “se ci dovesse entrare mio figlio qua dentro, quanti estintori, quanti assistenti alla sicurezza e alle porte, metterei? Che pannelli userei? Quanto allargherei la scala di uscita?”. Questo a parte le leggi, non rispettate. Bastava un poco di cuore. Nemmeno di cervello.
A capodanno, per giunta, non ha posto un limite all’ingresso. Dietro un obolo di 250 euro, consegna ai ragazzi, anche in gruppi da 20, una o più bottiglie di champagne. Tutti dentro, finchè c’è posto, anche stipati a sardina e finchè ci sono bottiglie da vendere. Non può far pagare un biglietto per non trasformarsi in “discoteca” ed essere soggetto a norme di sicurezza ben più stringenti. Furbo, l’orco! In quella trappola fumosa, affollata, rumorosa, ipereccitata, intontita dalla musica a tutto volume e forse dall’alcol, ci sono cameriere con casco integrale e fontanine pirotecniche sul tappo delle bottiglie, tenute in alto. Tutte senza controllo. Poi il fuoco.
I nostri ragazzi hanno speso preziosi lunghi secondi a riprendere le fiamme col cellulare, per nulla spaventati, complice l’alcol che ne ha rallentato le reazioni ? No. Spero di no. La musica assordante continuava mentre il fuoco divorava soffitti e arredi. Il “diggiei” non l’ha interrotta. Ghermito dalle fiamme anche lui.
Un giornalista raccoglie la testimonianza di un sopravvissuto: il suo amico è rientrato nel tentativo di recuperare il telefonino che gli era caduto nella fuga. Disperso, poi trovato carbonizzato. Vittima due volte, di due orchi diversi.
Da molti anni i nostri ragazzi -incolpevoli- sono manipolati da nuovi mostri che gli vendono mondi virtuali, “movide” alcoliche, finto successo canterino, nottate davanti al video o al cellulare,immagini cruente, gare del nulla,modelli estetici fasulli. Noi adulti abbiamo il dovere di affiancarli e guidarli con pazienza, amore e severità. Non di essere loro amici.








