Pubblicato il 03/03/2026
CRISI IRAN: LA BASI MILITARI ITALIANE IN MASSIMA ALLERTA
L’Italia ha duemila cinquecento militari italiani dispiegati attorno all’area del conflitto mediorientale, le situazioni più delicate sono quelle ad Erbil ed in Kuwait
In quest’ultimo paese sono schierati nella base di Ali Al Salem, colpita dalla reazione iraniana. L’impatto dei missili e dei frammenti sfuggiti alla contraerea sull’aeroporto ha provocato danni alle infrastrutture, soprattutto alloggi e parco macchine, semidistrutti dalle esplosioni. I militari italiani non lamentano danni sono tutti incolumi e sono alloggiati nei bunker. In Kuwait opera soprattutto l’aereonautica militare , con droni per la sorveglianza.- E’ presenta anche personale impegnato in attività di supporto e coordinamento.
Ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza dalla base dove sono presenti anche militari italiani impegnati nella formazione delle forze di sicurezza locali.
Non ci sono state conseguenze.
Il contingente in Libano confina con l’attività militare israeliana rivolta contro le basi di Hezbollah. Le postazioni dei militari italiani che operano sotto l’egida dell’ONU sono in stato di allerta e il personale militare al riparo nei bunker.
In questi giorni è in corso lo schieramento della Brigata Sassari verso ilk settore ovest, a guida italiana .
Tutte le missioni restano al momento operative, anche se le attività non essenziali sono state sospese. Gli altri militari italiani nel mediterraneo e nell’Oceano Indiano.
Il dispositivo militare italiano è presente anche nel corno d’Africa , a Gibuti, in Sinai , Giordania e Qatar. Nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano operano le missioni navali Aspides e Atalanta di sicurezza marittima.
Nessuna di loro ha segnalato danni alle persone o alle cose.
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