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Pubblicato il 29/08/2026

ESPLOSIONI E RAFFICHE DI ARMI DA FUOCO NEI PRESSI DELL’ AEREOPORTO DI NIAMEY . ALL’INTERNO SI TROVA ANCHE LA BASE ITALIANA

NIAMEY — Diversi residenti locali hanno riferito di aver udito intensi colpi d’arma da fuoco ed esplosioni nei pressi della Base 101, la struttura militare situata nei pressi dell’aeroporto internazionale della città.


Blindati militari sono schierati per rinforzare il presidio nella zona aeroportuale. Segnalazioni di spari sono giunte anche dal quartiere amministrativo, area dove si trovano sia il palazzo presidenziale sia la sede della televisione nazionale. Al momento non è stata rilasciata alcuna comunicazione ufficiale da parte delle autorità.


L’area dell’aeroporto di Niamey rappresenta un obiettivo sensibile già colpito due volte dall’inizio dell’anno. A gennaio, un assalto rivendicato dallo Stato Islamico nel Sahel (EIS) ha causato la morte di venti assalitori e il ferimento di quattro soldati. In quell’occasione, il capo del regime militare, il generale Abdourahamane Tiani, aveva parlato di una falla nel sistema mirata a distruggere le capacità aeree dell’esercito. A fine giugno, un secondo attacco condotto dai rivali del Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani (JNIM), legato ad Al-Qaeda, ha provocato la morte di undici soldati, due civili e ventidue assalitori. Entrambi gli assalti sono stati respinti dalle forze armate.

La grave instabilità accomuna il Niger ai vicini Burkina Faso e Mali, anch’essi governati da giunte militari insediatesi con colpi di Stato. I tre Paesi hanno abbandonato il blocco della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) e interrotto le storiche partnership di sicurezza con i partner occidentali, in particolare con la Francia, per stringere legami più stretti con la Russia. Una svolta strategica che finora non è bastata a ripristinare la sicurezza sul territorio.

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