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Pubblicato il 16/07/2024

ETIOPIA- ALTRO FOCOLAIO DI CRISI – UN GENERALE GOVERNATIVO SI UNISCE AI RIBELLI DEL “FANO”

I ribelli del “FANO” e forze governative hanno combattuto lo scorso 12 luglio nella città di Kormash, nell’area di Minjar, a solo 55 km da Addis Abeba. Riprende così la guerra civile che ha registrato in meno di un anno la perdita di migliaia di civili oltre alla distruzione di villaggi e infrastrutture.
Il generale Tefera Mamo, da molti anni figura di rilievo nell’esercito federale, ha annunciato di essersi unito alle forze FANO, come si chiamano le milizie della regione amhara e ha invitato le milizie governative antisommossa a unirsi ai ribelli. Il generale Mamo, noto per la sua esperienza nella guerriglia e come ex comandante dell’esercito nazionale e delle forze speciali amhara, in varie occasioni aveva protestato contro la politica anti-amhara del primo ministro, proteste che avevano portato al suo licenziamento dalla posizione di comando


L’Etiopia era considerato il paese più stabile e stabilizzatore dell’intero Corno d’Africa, forte di un esercito utilizzato più volte in Somalia. Nel 2023 sembrava terminata una feroce guerra civile che per oltre due anni ha insanguinato il Tigray, la regione a nord della capitale, che voleva una secessione dall’Etiopia.


La regione Amhara, la seconda più popolosa del Paese, dove le milizie locali chiamate Fano (Combattenti per la libertà) hanno imbracciato le armi contro il governo federale guidato dal premier Abiy Ahmed.

I primi scontri sono iniziati nel gennaio del 2023, in reazione all’esclusione dei rappresentanti delle milizie amhara dagli accordi pace siglati a Pretoria con i ribelli tigrini. Queste forze etniche hanno combattuto a fianco dell’esercito governativo e sono state determinanti per la controffensiva finale della primavera-estate del 2022. Il malcontento per l’esclusione dal tavolo delle trattative, il concreto rischio che i territori occupati e contesi tornino al Tigray e, soprattutto, il piano del governo di sciogliere tutte le milizie etnico-locali per convogliarle nell’esercito federale, ha scatenato una forte reazione degli amhara.

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