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Pubblicato il 08/05/2025

FORZE SPECIALI USA- FORTE IMPLEMENTAZIONE DELLA CAPACITA’ AEREA

recensione a cura di Antonello Gallisai

Le forze speciali statunitensi puntano su un’evoluzione tecnologica senza precedenti per i loro aerei. Durante la settimana annuale delle forze per le operazioni speciali, promossa dalla Global SOF Foundation, alti funzionari dello U.S. Special Operations Command (SOCOM) hanno illustrato i piani per aggiornare una vasta gamma di velivoli, dal grande MC-130J fino ai droni e agli aerei da attacco leggero.
MC-130J (foto sopra, ndr)
Tra i protagonisti dell’ammodernamento figura l’MC-130J Combat Talon III, destinato a diventare un “hub volante” in grado di connettere le truppe sul campo con i comandi in patria e i sistemi spaziali. Per farlo, sarà dotato di nuove capacità: sistemi per evitare ostacoli a bassa quota, aggiornamento automatico delle rotte, comunicazioni satellitari potenziate, fusione di dati in tempo reale e contromisure elettroniche avanzate.
“Vogliamo un aereo che non solo trasporti uomini e mezzi, ma che sia un vero nodo operativo sul campo di battaglia,” ha dichiarato il tenente colonnello Andrew Sturgeon, responsabile della mobilità per il Program Executive Office-Fixed Wing.
Skyraider e Ghostrider
Anche gli aerei da attacco leggero, come lo OA-1K Skyraider II, e le potenti piattaforme come l’AC-130J Ghostrider, rientrano nei piani di aggiornamento. Il SOCOM vuole integrarvi sensori modulari, armamenti a lungo raggio e munizioni guidate adatte a contesti ostili. “La priorità è aumentare l’autonomia, l’accuratezza e la capacità di coordinarsi con altri sistemi d’arma”, ha spiegato la tenente colonnello Shawna Matthys.
Droni intelligenti e autonomi
Non mancano novità anche per i droni, in particolare l’MQ-9A e l’MQ-1C. L’intenzione è di potenziare i collegamenti dati, integrare profili di volo autonomi adattabili, e impiegare l’intelligenza artificiale per ridurre la necessità di intervento umano. “Stiamo lavorando per applicare l’autonomia all’intera catena d’ingaggio,” ha sottolineato Brandi Evans, responsabile dei programmi ISR.
Aeroplani da ricognizione
Infine, anche le piattaforme da sorveglianza con equipaggio, come l’U-28 e il DHC-8, saranno aggiornate con sensori più performanti, capacità operative in tutte le condizioni meteo e funzioni automatizzate per alleggerire il carico di lavoro degli equipaggi.
Il futuro delle operazioni speciali passa dunque da cieli sempre più digitali, dove la superiorità non si misura solo con la forza, ma con la velocità nell’acquisire, elaborare e agire sulle informazioni.

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