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Pubblicato il 17/06/2026

HORMUZ: DUE NAVI DI SPECIALISTI DELLA MARINA MILITARE ITALIANA A GIBUTI PER SMINARE LO STRETTO

I Cacciamine Crotone e il Rimini ( foto in alto, ndr) si trovano già a Gibuti assistiti da una nave da supporto logistico e una nave di scorta. Coinvolti circa 500 militari italiani.
L’Italia spiega tramite il ministro della Difesa Guido Crosetto, che è “pronta dal punto di vista tecnico ad impegnarsi” nelle operazioni di sminamento dello stretto di Hormuz, chiuso per 107 giorni. Il Crotone e il Rimini sono già in zona da alcune settimane.


“La missione che hanno iniziato gli anglo-francesi, alla quale dopo l’autorizzazione del Parlamento parteciperemo, avrà luogo dopo il raggiungimento effettivo della pace tra i Paesi coinvolti. Inoltre, la missione di sminamento deve essere accettata da tutte le parti ancia.
Le Navi “Crotone” e “Rimini”, sono aggregate ad Aspides, la missione europea che ha il compito di proteggere lil traffico che transita nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Si tratta di due unità appositamente progettate per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali. Per l’esecuzione di queste operazioni sono dotate di un sofisticato sistema sonar e di due veicoli filoguidati (Rov – Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a profondità di circa 600 metri. Come sempre, quando si muovono, i cacciamine sono scortati da altri mezzi che ne garantiscono il supporto logistico e l’adeguata cornice di sicurezza.

La nave logistica potrebbe essere la Atlante, nuova arrivata della classe Vulcano e dotata di moderni sistemi di autodifesa, con sensori, tra cui radar di navigazione e sorveglianza, sonar anti-ostacolo e per la scoperta di incursioni subacquee. Dispone di un ponte di volo idoneo all’impiego di tutti gli elicotteri in dotazione alla Marina Militare. Il “Raimondo Montecuccoli”, pattugliatore polivalente d’altura della classe Paolo Thaon di Revel proteggerà i nostri con impianti di artiglieria e sistemi con 16 missili Aster. Un’ulteriore nave con funzioni di sicurezza potrebbe essere la fregata “Luigi Rizzo”, che attualmente opera nella missione Aspides. Ha una slitta a poppa per il rilascio rapido dei mezzi veloci degli incursori di Marina.

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