Pubblicato il 03/03/2026
CIPRO NEL MIRINO DI HEZBOLLAH E DELL’IRAN : NATO E UNIONE EUROPEA SAREBEBRO TIRATE IN BALLO
Un attacco missilistico su su Cipro potrebbero rappresentare uno degli scenari più critici per il conflitto in corso, poiché trasformerebbe una guerra regionale in un confronto diretto che coinvolge l’Unione Europea e la NATO.
Perché Cipro è nel mirino.
L’Iran e i suoi alleati come Hezbollah considerano Cipro un obiettivo strategico per la presenza delle basi britanniche di Akrotiri e Dhekelia, che gli Stati Uniti e il Regno Unito utilizzano per operazioni di intelligence e supporto logistico agli attacchi contro obiettivi iraniani; inoltre Cipro è a soli 200 chilometri dalle coste libanesi, rendendola raggiungibile non solo da missili balistici iraniani, ma anche dai droni e dai razzi a lungo raggio di Hezbollah.
Il coinvolgimento dell’Europa.
Un attacco più massiccio e coordinato a Cipro attiverebbe meccanismi di difesa immediati. Cipro è un membro dell’Unione Europea. Sebbene non faccia parte della NATO, l’Articolo 42.7 del Trattato di Lisbona, la clausola di mutua assistenza, obbliga gli altri Stati membri dell’UE a fornire aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso in caso di aggressione armata. Questo porterebbe nazioni come Francia, Italia e Germania a dover decidere tra un intervento militare diretto o un supporto logistico massiccio.
Il ruolo del Regno Unito e della NATO.
Le basi britanniche a Cipro sono territorio sovrano del Regno Unito. Un attacco a queste basi colpirebbe direttamente un membro della NATO. Anche se le basi si trovano fuori dall’area geografica coperta dall’Articolo 5, che tecnicamente riguarda Nord America ed Europa a nord del Tropico del Cancro, un attacco organico e ripetuto a forze britanniche scatenerebbe quasi certamente una risposta militare coordinata della NATO, portando l’alleanza atlantica in guerra aperta contro l’Iran.
La posizione dell’Italia.
Per l’Italia, un attacco a Cipro sarebbe un danno geopolitico ed economico . L’Eni ha enormi interessi nei giacimenti di gas intorno all’isola e la Marina Militare italiana è già presente nell’area con l’operazione Mediterraneo Sicuro. Un innalzamento costringerebbe Roma a potenziare drasticamente la difesa aerea e a partecipare a eventuali missioni di pattugliamento o combattimento nel Mediterraneo orientale. Un attacco organizzato su Cipro toccherebbe il confine geografico che finora ha tenuto l’Europa fisicamente lontana dai combattimenti. Trasformerebbe il conflitto da una crisi mediorientale a una guerra mediterranea ed europea a tutti gli effetti.
COSA E’ SUCCESSO SINO AD OGGI
La situazione a Cipro sino ad oggi, 3 marzo 2026, resta estremamente tesa ma priva di attacchi diretti come missili o bombe sul suolo della Repubblica o sulle basi britanniche, sebbene minacciati. L’isola è tuttavia coinvolta in una guerra ibrida caratterizzata da pesanti minacce verbali di Hezbollah che considera Cipro parte del conflitto per il supporto logistico fornito alla coalizione.
Si registrano voli di droni da ricognizione non identificati intercettati dai caccia britannici e una diffusa guerra elettronica con disturbi ai sistemi GPS che rendono pericolosa la navigazione aerea civile verso Larnaca e Paphos. A questo si aggiungono cyber-attacchi di tipo DDoS contro siti governativi e infrastrutture portuali a Limassol rivendicati da gruppi pro-Iran. All’interno delle basi di Akrotiri e Dhekelia vige lo stato di allerta massima con il personale non essenziale nei bunker e i sistemi di difesa aerea Sky Sabre costantemente attivi. Cipro vive dunque una fase di guerra psicologica e informatica in attesa di capire se le minacce si trasformeranno in azioni armate dirette. Vuoi che continui a seguire l’evoluzione della situazione per quanto riguarda i collegamenti aerei o preferisci approfondire altri aspetti di questa crisi?






