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Pubblicato il 21/09/2020

I “NUMERI” DELLA FOLGORE DI EL ALAMEIN

Di Aldino Bondesan

i numeri della Folgore sono da sempre un rebus. Mancano dati ufficiali (o almeno non li ho mai trovati) ed il balletto delle cifre oscilla tra 3500 e 5000 effettivi della Divisione.
Uno dei problemi (oltre a quello, fondamentale, che non conosciamo il numero totale degli uomini in linea) è che nel conto dovremmo considerare le licenze e gli ospedalizzati, che in certi momenti trovo scritto da più parti ammontassero fino al 40% dei reparti, soprattutto per dissenteria, e che quindi non erano al fronte ma nelle retrovie, qualcuno vicino, altri anche a Tripoli o in Italia. E’ quasi sicuramente una cifra esagerata, ma dà l’idea di come l’aliquota non fosse trascurabile. Poi è necessario considerare il centro logistico a El Daba che pare comprendesse circa 500 effettivi che furono facilitati nelle fasi della ritirata dopo il 4 di Novembre 1942 con lo sfondamento a nord.
Vi sono inoltre i bersaglieri (diversi artiglieri furono aggregati durante la Battaglia Grande), i guastatori del 31° (un migliaio di uomini) ed elementi della Pavia che condividevano in parte la linea del fronte, mentre a tergo il Raggruppamento di Artiglieria Folgore era formato da batterie e gruppi provenienti da diverse divisioni per un totale di un’ottantina di pezzi, con relativi serventi.
Ed infine bisogna considerare la logistica, organizzata dall’Intendenza, ma di fatto a servizio della divisione , sia pure con numeri sempre variabili.
E’ quindi necessario, prima di tutto, stabilire se i documenti disponibili includano nel conto degli effettivi la divisione a ranghi rinforzati (da non paracadutisti) oppure si intendano i paracadutisti “puri”. Non ho mai incontrato nelle mie letture un conteggio che faccia questa distinzione.
L’unico che prova a prova a fare una stima, probabilmente la più attendibile, è Migliavacca, che aveva avuto la possibilità di attingere a fonti di prima mano, quanto meno sotto forma di testimonianza diretta di più di 2000 reduci. Purtroppo il fondo documentario è andato perduto negli anni 70 a causa di un incendio.
Nel suo “La Folgore nella Battaglia di El Alamein” Renato Migliavacca fornisce i seguenti dati:

Paracadutisti giunti in Africa a luglio/agosto 1942 = 4900-5000

Battaglia di Alam Halfa = morti e feriti 200

Combattimento di Munassib del 30 settembre = morti e feriti 45

Battaglia grande
Consistenza numerica della Folgore
in linea= 3000
retrovia = 400-500

Scontro a quota 105= morti, feriti e dispersi 300
Scontro di Naqb Rala= morti feriti dispersi e prigionieri 80
Secondo scontro di quota 105 = morti, feriti e dispersi 300
Munassib = morti, feriti e dispersi 150

Migliavacca non accenna ai prigionieri che forse sono da considerarsi nel novero dei dispersi

Traccia un consuntivo totale della Battaglia Grande di morti, feriti e dispersi pari a 1000-1100 paracadutisti.

Manca da questo conteggio il numero dei prigionieri dopo la ritirata del 2 novembre. Sappiamo che poco più di 300 si arresero il 6, ma lungo la ritirata molti altri ne vengono catturati, singoli o a piccoli gruppi, e qui il conteggio si perde.

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