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Pubblicato il 22/08/2014

I QUATTRO PILOTI VOLAVANO “IN CACCIA”

ASCOLI – Nessuna speranza di ritrovare anche feriti gravemente i due piloti ancora dispersi. A bordo del primo jet c’erano il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni di Palermo.

Sul secondo c’erano il capitano pilota Mariangela Valentini, 32 anni, di Borgomanero in provincia di Novara, e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese, 35 anni di Benevento.

Le squadre di soccorso hanno trovato i resti carbonizzati di due corpi, che sarebbero di due uomini, già portati all’obitorio di Ascoli (e non ancora identificati).

Secondo una prima ricostruzione dell’Ispettorato sicurezza al volo dell’Aeronautica, che indaga sulla dinamica dello schianto, l’impatto tra i due caccia, partiti dalla base di Ghedi (Brescia), è stato ortogonale. Cioè i due jet «si sono scontrati perpendicolarmente mentre percorrevano una delle aerovie a disposizione per raggiungere il luogo di un’esercitazione».

Eurocontrol (l’agenzia intergovernativa responsabile di rotte e spazi aerei in Europa),dice che i due aerei potevano volare tra L’Aquila, Rieti e Perugia. Ma l’impatto si è verificato nella zona di Ascoli.
Inoltre l’area era stata prenotata dalle 14 alle 15.30 e dalle 18 alle 19.30. E il livello di volo consentito per quell’esercitazione era tra 24 e 37mila piedi (all’incirca tra 8-11mila metri di quota).

Questio dati non collimano : i due aerei si sono scontrati intorno alle 16 e, come raccontato da più testimoni, volavano a bassa quota.

«Eurocontrol gestisce il Gat, il traffico aereo generale, insomma gestisce il traffico Alitalia. I Tornado, invece, volavano come piano Oat, traffico volo operativo , ma le rotte dei due aerei erano autorizzate» spiega il colonnello dell’Aeronautica Urbano Floriani smentendo la possibilità che i caccia non dovessero trovarsi lì.

Lo spazio aereo sopra Ascoli non è precluso al traffico civile, come conferma anche il colonnello aggiungendo, però, che quello usato martedì dai piloti era un «corridoio», cioè «un passaggio verso una zona di lavoro militare».

Fonti militari poi, fanno sapere che i Tornado erano impegnati in una «missione a tempo» che prevedeva una serie di «punti di virata» per effettuare una ricognizione di un’area specifica. I due caccia non erano dunque impegnati a simulare «una reazione ad una possibile minaccia» sottolineano ancora ribadendo che i piloti «erano tutti esperti».

Potrebbero esserci altre ipotesi che spiegano lo scontro in volo: un “dog fight” ad esempio, cioè una “caccia al cane”, addestramento in cui i due caccia si puntano frontalmente, oppure una manovra di ricongiungimento finita male.

Proseguono le ricerche degli altri due piloti, rese faticose dall’aerea montuosa. «La zona di ricerca – ha spiegato – il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno Achille Cipriani – si estende su 46 ettari tra le frazioni di Casamurana, Poggio Anzù e Tronzano, tra i comuni di Ascoli Piceno, Venarotta e Roccafluvione».

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