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Pubblicato il 09/05/2018

IL CARABINIERE DI FIRENZE CON LA BANDIERA IMPERIALE TEDESCA NON SARA’ PUNITO.

Il carabiniere ingiustamente accusato di aver esposto un vessillo neonazista in caserma non sarà punito.
Era una bandiera da guerra dei tempi del Kaiser Guglielmo II. L’Arma ha cancellato i tre giorni di rigore inflitti al militare 24enne. Il 2 dicembre 2017 venne pubblicata la foto di una bandiera appesa sui muri della Caserma “Baldissera” a Firenze. Il giornalista sottolineò come quel vessillo fosse «in uso a formazioni neonaziste» e l’accostamento nazismo-carabineri fece scoppiare il solito “caso” da siti sociali isterici.
Il Ministro Roberta Pinotti sostenne che chi espone uno stendardo del Reich «non può essere degno di far parte delle forze armate». In realtà l’emblema apparteneva alla Marina imperiale e non al Terzo Reich. Il caso poi si sgonfiò e la stampa ridimensionò lo «scoop» . Dopo una prima punizione inflitta a marzo (tre giorni di consegna semplice che avrebbe pregiudicato la carriera del 24enne non ancora in ferma permanente), ieri il comandante del V Reggimento CC «Emilia Romagna» ha ribaltato il verdetto. Annullando la sanzione al giovane militare appassionato di storia. Che sanzioni prendere contro il giornalista che ha pubblicato? Con la sua ignoranza stava danneggiando la carriera di un giovane allinizio del suo servizio nell’ARMA. Chissà se l’Ordine dei Giornalisti prenderà in esame il caso . Il carabiniere infatti aveva sempre sostenuto di non essere a conoscenza del fatto che la bandiera fosse usata da gruppi neonazisti in giro per il mondo. Un fatto ora accertato anche dall’Arma. “La conclamata mancata partecipazione del militare a manifestazioni di tipo eversivo, nel corso delle quali si sarebbe ipoteticamente fatto uso del vessillo – si legge nel documento notificato ieri sera al diretto interessato – rende plausibile la possibile (…) mancata conoscenza dell’uso improprio” dello stendardo. Non solo. “Non può essere trascurato come” il 24enne “sia stato in grado di motivare il possesso della bandiera spiegandone le motivazioni araldiche e storiche suffragate da una passione per la storia”. Passione “conclamata dalla consequenziale iscrizione alla facoltà di Storia” alla Sapienza. È escluso dunque che il carabiniere aderisca “a contesti politici pseudo eversivi”. A suffragare il ragionamento c’è anche il fatto che “il luogo ove è avvenuto l’acquisto”, ovvero un sito di articoli militari, “risulta alieno da qualsiasi connotazione estremistica” e non vende stendardi del nazional-socialismo.

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