Pubblicato il 28/11/2024
IL COVI CONDUCE LA “JOINT STARS 2024” PER POSTI COMANDO
L’esercitazione, che durerà sino al 30 Novembre, interamente svolta in inglese, simula uno scenario in cui un Paese membro della Nato viene attaccato da un aggressore e gli altri membri dell’Alleanza sono chiamati a intervenire. Viene erogato “supporto per la stabilità e la pace, con particolare riferimento al Mediterraneo” e “ottenere effetti strategici per gli obiettivi fissati dalla difesa”, ha dichiarato in occasione di un incontro con i giornalisti nella stazione navale Mar Grande a Taranto il capo reparto esercitazioni del Covi e direttore dell’esercitazione, generale Nicola Piasente.
Joint Stars 2024 è un’attività che in gergo militare Nato viene definita Command Post Exercise (Cpe). Ad anni alterni si svolgono l’esercitazione reale sul campo, e l’esercitazione Cpe, a livello comando che esamina quanto avvenuto sul terreno, con l’obiettivo di testare la prontezza operativa e di dispiegamento delle forze.
Il generale Piasente ha evidenziato la “crescente importanza delle esercitazioni a supporto della deterrenza richiesta dalla Nato”.
L’esercitazione Joint Stars 2024 coinvolge cinque domini: terra, aria, mare, spazio e cyber. Per l’esercitazione è stato creato un apposito Comando nazionale messo a disposizione della Nato, denominato Combined-Joint task Force (Cjtf) guidato dal generale di squadra aerea Achille Fernando Cazzaniga, vice comandante del Covi. Il Cjtf esegue l’operazione “Esmeralda Defender”, autorizzata (nella simulazione) dalla Nato, che ha affidato alla guida italiana la missione di respingere l’invasione di un aggressore (nella simulazione denominato Trinacrium) contro un Paese alleato (nella simulazione Carbonium).
La presenza di un’enclave di Trinacrium organizzata e armata con ambizioni di supremazia etnica a Carbonium (nella simulazione Temis Liberation Army, Tla), rende l’azione della Cjtf ancora più complessa. In linea con gli sviluppi dell’attuale contesto geopolitico e geostrategico – che si presenta dinamico, articolato e di difficile previsione – tutto il personale della Cjtf si sta pertanto addestrando nella pianificazione, direzione e condotta di operazioni militari in ambiente multi-dominio sull’uso graduale e legittimo della forza armata (gestione dell’escalation), nell’alveo dell’articolo 4 del Trattato di Washington (che prevede la consultazione delle parti allorquando l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una di esse sia minacciata), e il successivo passaggio all’articolo 5, inerente alla difesa collettiva ex-Art. 51 della Carta dell’Onu.
La attività complessa è reso possibile grazie a un complesso processo di simulazione realizzato dal Reparto Piani ed Esercitazioni del Covi, integrato da personale militare della Difesa e delle singole Forze armate, con la partecipazione di studenti universitari.
Tra le maggiori criticità riscontrate nella simulazione vi è quella di gestire le operazioni sul campo sulla base delle regole d’ingaggio previste dal piano politico, nonostante ci possa essere un mutato scenario di conflitto tra gli attori presenti sul campo. Tutto il personale partecipante alla Joint Stars 2024 (circa 600 unità) è distribuito tra la base navale di Taranto della Marina militare, – a bordo della portaerei Garibaldi, al suo ultimo utilizzo prima di essere dismessa dopo aver solcato i mari del mondo, che ospita il comando Cjtf -, e nelle infrastrutture a terra che supportano l’organizzazione preposta alla simulazione e la Base aerea dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico. Lo scenario prevede circa 60 attivazioni al giorno, ovvero avvenimenti sul campo, dichiarazioni delle parti coinvolte e notizie, con approccio graduale a difficoltà crescente, a cui il comando dell’operazione è chiamato a rispondere nel modo più efficace. Con questa nuova esercitazione l’Italia si conferma pronta ad addestrarsi per essere reattiva nel caso in cui una situazione di pace si trasformi repentinamente e inaspettatamente in situazioni di crisi e potenzialmente di conflitto, come affermato dal generale Piasente.






