Pubblicato il 20/04/2026
IN MOMORIA DEI PARACADUTISTI DI TAKROUNA
Takrouna (Tunisia), un villaggio berbero in cima ad una rocca rocciosa che si erge ripida sulla pianura di Enfidaville, che nell’aprile del 1943 costituiva una formidabile posizione difensiva per le Forze Italo-Tedesche incalzate da sud da quelle inglesi.
Il 19 aprile il 28° Btg Maori della 9° Br. neozelandese, al costo di gravissime perdite, apriva un varco tra le casupole del villaggio, conquistando la vetta e sistemandosi a difesa della posizione.
Il Comando italiano disponeva un immediato contrattacco con un reparto di Granatieri di Sardegna che si batteva valorosamente senza però riuscire a conquistare la posizione fortemente difesa dal nemico.
La missione veniva così affidata ai superstiti del 285° Btg “Folgore”, inquadrati nel 66° Rgt. Fanteria “Trieste”, schierato alcuni Km. a nord di Takrouna.
Erano sopravvissuti circa 180 paracadutisti inquadrati in due compagnie, comandate rispettivamente dal Ten. Rolando Giampaolo e dal Ten. Orciuolo che, reduci della battaglia di El Alamein, avevano continuato a combattere lungo circa 2000 Km di deserto in una manovra in ritirata dall’Egitto fino in Tunisia.
La riconquista di Takrouna era così passata ai paracadutisti che, fiaccati nel fisico per l’estenuante impari lotta affrontata tutti i giorni e nel morale per la perdita di un gran numero di commilitoni (gli ultimi a Wadi Akarit sul fronte del Mareth nei mesi di marzo-aprile), raccoglievano tutte le loro forze e tutto il loro orgoglio per affrontare l’ultima possibilità di dimostrare il loro coraggio ed il loro ancora intatto spirito combattivo.
Venivano così impegnati in due giorni di duri combattimenti lungo le balze della rocca, contro i Maori neozelandesi che, ben schierati a difesa del villaggio, contrastavano l’avanzata dei paracadutisti con precisa azione di cecchinaggio.
Giunti a contatto con i Maori, i paracadutisti li affrontavano con le baionette e le bombe a mano, stanandoli casa per casa e costringendoli ad una precipitosa fuga lungo i dirupi.
Molti Maori venivano presi prigionieri e scortati nelle retrovie.
La posizione veniva mantenuta dai paracadutisti per 48 ore. Poi si scatenava il contrattacco inglese preceduto da un massiccio fuoco di artiglieria.
I paracadutisti, terminate le munizioni, in mancanza di ogni possibilità di ricevere rifornimenti, erano costretti a ripiegare, calandosi lungo una parete rocciosa. Per due giorni avevano combattuto il nemico strenuamente, avevano riconquistato Takrouna, avevano perso circa metà degli uomini, avevano dato il massimo di se stessi.
La battaglia di Takrouna fu il più importante evento bellico nel Nord Africa, dopo El Alamein, vissuto dai paracadutisti della Divisione “Folgore”. Esso fu riconosciuto con il conferimento di diverse medaglie al valore tra cui ricordiamo le Medaglie d’Argento al Ten. Rolando Giampaolo ed al S.Ten. Cesare Andreolli che andavano ad aggiungersi a quelle conferite per gli avvenimenti a Wadi Akarit al Ten. Ludovico Artusi, al S.Ten Cesare Cristoforetti, al cap. magg. Giambattista Corlazzoli ed allo stesso Ten. Rolando Giampaolo.






