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Pubblicato il 26/11/2018

INCURSORI DI MARINA IN CONGEDO A IN VISITA A POLA

LE GRAZIE – In occasione delle celebrazioni per la fine della Prima Guerra Mondiale , c’è stata una visita effettuata nei giorni scorsi a Pola da una rappresentanza dell’Associazione Arditi Incursori di Marina (Varignano) su invito, da parte Croata, dell’Associazione Nazionale di Fanteria di Marina “Vanga”.


La delegazione ha reso omaggio ai Caduti al sacrario militare di Marina austro-croato e al monumento ai Caduti di Marina italiani a Punta Patera di fronte al tratto di mare dove affondò nel 1918 il Regio Esploratore Rossarol, pochi giorni prima della fine delle ostilità. Sopravvissero solo 34 marinai. Il presidente dei veterani della Fanteria di Marina Croata Karlo Godina e il socio Anaim Stefano Foti, figlio di profugo fiumano si sono incontrati col segretario nazionale dell’Associazione Incursori Gaetano Zirpoli. Foti spiega: «L’incontro ha voluto suggellare una ritrovata fratellanza, nata dalla comune solidarietà che unisce i marinai di tutto il mondo. Non si può dimenticare, ma bisogna guardare avanti superando i rancori, le divisioni e le ingiustizie del passato, se si vuole costruire un futuro migliore. Chi guarda solo indietro prima o poi andrà a sbattere contro un muro». Era prevista anche l’immersione sul relitto Rossarol di un team internazionale di subacquei che avrebbe dovuto visitare il relitto e portare le corone con i tricolori italiano e croato ma una forte bora ha impedito il trasferimento in mare.

GLI INCURSORI ITALIANI A POLA
tra la fine di ottobre edi primi di novembre del 1918, quando ormai il fronte austriaco era stato stato sfondato a Vittorio Veneto ed il Regio Esercito Italiano aveva cominciato la propria trionfale marcia all’inseguimento dell’esercito austro-ungarico fuggente, Dorto di Venezia partì una squadra della Regia Marina con l’obiettivo di affondare la potente corazzata austriaca S.M.S. (Seiner Majestät Schiff, ossia Nave di Sua Maestà) Viribus Unitis, ammiraglia e fiore all’occhiello della k.u.k. Kriegsmarine (Kaiserliche, und Königliche Kriegsmarine, ovvero Imperiale e Regia Marina) austro-ungarica; era la notte del 31 ottobre 1918.

Il mezzo utilizzato per l’incursione era la “mignatta” il precursore dei “maiali” della Seconda Guerra Mondiale ai quali abbiamo dedicato un articolo. La mignatta, o torpedine semovente Rossetti, era mezzo d’assalto subacqueo ideato dall’ingegnere e maggiore della Regia Marina Italiana Raffaele Rossetti, consistente in un siluro pilotato motorizzato dotato di ordigni esplosivi magnetici da fissare sulla chiglia della nave nemica da affondare. La mignattaera lunga 8 metri, con un diametro di 600 mm, ed era adatta al trasporto di due uomini che vi sedevano a cavalcioni uno dietro l’altro, eventualmente facendosi trascinare rimanendo attaccati ai lati del mezzo tramite due apposite maniglie; la propulsione era garantita da due eliche ad aria compressa da quattro pale ciascuna, ed il raggio d’azione era di due migliacon una velocità di 2 nodi. L’apparecchio era privo di timone, per cui veniva orientato dai due marinai che protendevano all’esterno gambe e braccia per aumentare la resistenza all’avanzamento in maniera asimmetrica determinando l’orientamento del mezzo. Il sistema era dotato di due cariche esplosive magnetiche da 200 kg da attaccare alla nave nemica, dotate di spolette temporizzate con un limite massimo di 6 ore; le cariche venivanoattaccate alla carena della nave nemica, da cui il nome “mignatta”, ossia sanguisuga.

I due eroi protagonisti dell’impresa leggendaria furono Raffaele Paolucci (Roma il 1° giugno del 1892 – Roma 4 settembre 1958), medico che aveva prestato servizio nell’Esercito e che passo poi in Marina, e Raffaele Rossetti (Genova, 12 luglio 1881 – Milano, 24 dicembre 1951), ingegnere ed ufficiale del Genio navale.

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