Pubblicato il 05/04/2026
ISOLA DI KHARG: HANNO PROVATO A CONQUISTARLA PORTOGHESI, OLANDESI E INGLESI SENZA SUCCESSO
Isola di Kharg: come gli imperi portoghese, olandese e britannico non sono riusciti a controllare la piccola isola oggi nel mirino degli USA
L’isola di Kharg, località strategicamente vitale nel Golfo Persico, ha ripetutamente attratto le potenze globali grazie alle sue acque profonde e al suo ruolo nelle esportazioni di petrolio dell’Iran. Nonostante i tentativi di portoghesi, olandesi e britannici di stabilire il controllo nel corso dei secoli, la resistenza locale e il mutare delle alleanze hanno garantito che l’isola rimanesse sotto il governo locale—un modello che continua ancora oggi tra le moderne tensioni geopolitiche.
Le notizie sull’Isola di Kharg
L’isola di Kharg, una piccola striscia di terra nel Golfo Persico, è tornata al centro dell’attenzione dopo che gli Stati Uniti hanno segnalato la possibilità di colpirla nel mezzo delle crescenti tensioni con l’Iran. L’avvertimento ha riacceso l’interesse per un luogo che ha ripetutamente attirato le potenze mondiali e che, altrettanto spesso, è sfuggito al loro controllo. Per secoli, Kharg è stata molto più di una semplice isola: è stata un premio strategico che gli imperi hanno cercato di conquistare, ma che raramente sono riusciti a mantenere.
Perché Kharg torna costantemente alla ribalta mondiale
L’importanza di Kharg affonda le radici nella sua geografia.
-
Acque profonde: Situata nella parte settentrionale del Golfo Persico, le sue acque profonde permettono l’attracco di grandi imbarcazioni, cosa non facilmente realizzabile lungo gran parte della costa iraniana.
-
Risorse vitali: La presenza di acqua dolce la rendeva abitabile e adatta al commercio molto prima che il petrolio ne ridefinisse il ruolo.
-
Asset strategico: Oggi l’isola gestisce la maggior parte delle esportazioni di greggio dell’Iran, rendendola una risorsa economica e strategica critica. Ogni minaccia a Kharg è, di fatto, una minaccia alla linfa vitale dell’economia iraniana.
L’arrivo dei portoghesi, ma nessun controllo duraturo
La prima potenza europea a mettere piede a Kharg fu il Portogallo all’inizio del 1500. Come parte della sua espansione nell’Oceano Indiano, cercò di controllare le rotte commerciali che attraversavano il Golfo. Kharg divenne uno dei vari avamposti destinati a sostenere tale ambizione. Tuttavia, l’influenza portoghese nella regione si indebolì nel tempo a causa della resistenza delle forze locali e dell’arrivo di potenze europee concorrenti. La loro presenza sull’isola svanì senza mai stabilire un controllo duraturo.
L’ambizione olandese incontra la resistenza locale
Nel XVIII secolo, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali ottenne il controllo di Kharg attraverso un accordo con un’autorità locale e iniziò a costruire una base commerciale. Gli olandesi svilupparono infrastrutture, aprirono l’isola come porto franco e cercarono di posizionarla come centro commerciale di collegamento per i mercati regionali.
Il tentativo non durò. L’opposizione locale crebbe e, verso la metà degli anni 1760, un leader regionale, Mir Muhanna, costrinse gli olandesi ad andarsene.
I britannici: catturata due volte
Anche la Compagnia Britannica delle Indie Orientali e, successivamente, le forze britanniche puntarono su Kharg,. Nel XIX secolo, la Gran Bretagna occupò l’isola durante specifici conflitti con la Persia, usandola come posizione avanzata per garantire interessi strategici più ampi. Queste occupazioni furono di breve durata:
-
Nel 1837, le forze britanniche occuparono brevemente l’isola per influenzare l’assedio di Herat (teatro afghano).
-
Nel 1856, la Gran Bretagna occupò nuovamente Kharg per fare pressione sulla Persia dopo la guerra anglo-persiana.
Persino al culmine del dominio britannico nella regione, l’isola rimase fuori da un controllo imperiale a lungo termine.
Una storia plasmata dal potere locale
Un filo conduttore unisce tutti questi tentativi: il controllo su Kharg non è stato deciso solo dalla forza navale o dal potere economico. I sovrani locali, il cambiamento delle alleanze e i conflitti regionali hanno spesso determinato l’esito finale. Gli imperi europei potevano arrivare con la forza, ma sostenere la propria presenza si è rivelato molto più difficile.
Come Kharg è diventata fondamentale
La trasformazione di Kharg in un importante terminal per l’esportazione di petrolio nel XX secolo l’ha resa molto più preziosa rispetto al suo passato commerciale. È oggi il cuore della rete energetica iraniana, con infrastrutture progettate per gestire esportazioni su larga scala. Durante la guerra Iran-Iraq, l’isola fu ripetutamente presa di mira nel tentativo di distruggere l’economia iraniana, evidenziando quanto Kharg fosse diventata critica e, al contempo, vulnerabile.
Una piccola isola, una lunga memoria
Le attuali tensioni che coinvolgono USA, Iran e attori regionali hanno riportato Kharg nei calcoli strategici. Qualsiasi potenziale attacco all’isola riecheggerebbe una lunga storia in cui le grandi potenze ne hanno identificato il valore e si sono mosse per controllarla o disabilitarla.
Ciò che risalta non è solo la sua importanza, ma la sua resilienza nel rimanere sotto il controllo locale nonostante i ripetuti tentativi esterni. Dai tempi delle prime rotte commerciali alla moderna geopolitica del petrolio, portoghesi, olandesi e britannici ne hanno riconosciuto l’importanza, ma nessuno è riuscito a trattenerla a lungo.






