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Pubblicato il 16/02/2024

L’ ARMA DELLA INTELLIGENCE AMERICANA CHE TRAFIGGE IL BERSAGLIO SENZA DANNI COLLATERALI

Sviluppato nel 2017 e rivelato al pubblico nel 2019, il missile R9X , soprannominato il “ginsu volante”, dal nome di una lama venduta negli USA è considerata letale e definitiva senza esporre altre persone oltre al bersaglòio.
Si tratta di un’arma al servizio dell’intelligence che progetta attacchi mirati contro i leader e i militanti delle organizzazioni terroristiche.

L’R9X è pensato per minimizzare i rischi che un missile esplodente ha di uccidere persone vicino al bersaglio, come figli, mogli, parenti. È dotato di un sistema di guida estremamente preciso che gli permette una precisione al centimetro : un’autovettura in movimento o il balcone di un appartamento, come nel caso di al Zawahiri.

Al suo interno, il missile , che all’interno ha un materiale molto denso che si frammenta in poco spazio, dispone di sei lame che si estendono dal corpo principale, per aumentare il suo raggio letale. Per questa ragione, il missile è stato soprannominato «Ginsu volante», dal nome di una famosa marca di coltelli pubblicizzata nella televisione americana nei primi anni Ottanta.

L’uccisione di al-Saadi
Tecnicamente è un missile anticarro modificato Hellfire, lungo 163 centimetri, pesante 45 chili e con una gittata di otto chilometri. Gli Stati Uniti hanno scelto quest’arma di precisione per uccidere Abu Baqr al-Saadi, leader di Kataib Hezbollah in Siria. È la prima volta che il Pentagono rivela il tipo di arma impiegato per portare a termine una missione.
Il terrorista è stato colpito mentre viaggiava in auto: il missile, lanciato molto probabilmente da un drone, è entrato nell’auto e invece di esplodere ha aperto le sue lame nel momento dell’impatto con l’obiettivo. La fine orribile di al-Saadi è facilmente immaginabile.

Le immagini del blitz, con i resti di un’auto in fiamme ma integra, hanno ricordato altre operazioni condotte con il ‘Ginsu’. Se fosse stato un missile classico Hellfire non modificato, con una testata esplosiva, l’auto sarebbe stata distrutta. L’arma usata nell’operazione aveva un sistema di rilevatore sulla punta. Il Wall Street Journal associa al Ginsu volante anche la ussisione del leader di al Qaeda Ayman al-Zawahiri, nel luglio del 2022, in risposta al devastante attentato commesso in Afghanistan dallo Stato Islamico e costato la vita a tredici soldati americani, oltre a più di 160 civili afghani, che erano in attesa di entrare nell’aeroporto di Kabul per scappare dal Paese.

Nel gennaio 2019 il Pentagono ha usato ‘the flying Ginsu’ per uccidere Jamal al-Badawi, accusato di aver aiutato a pianificare l’attentato al cacciatorpediniere Cole della Marina Usa, ormeggiato nel porto di Aden, nello Yemen, e costato la vita a 17 marinai americani.

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