OPINIONI

Condividi:

Pubblicato il 23/02/2020

LA FORMA E’ LA SCATOLA DELLA SOSTANZA


LA SPEZIA-Ancora una volta, come da qualche tempo, sono piacevolmente colpito dalla uniformità e dallo stile della Marina Militare durante le cerimonie pubbliche, come quella del Varignano, il 21 Febbraio, per la consegna dei brevetti ai nuovi palombari, tra cui la prima donna.

Uniformi in ordine, volti in gran parte sbarbati (quasi tutti, direi) , contegno e aspetto fisico tonico, inquadramento ordinato e belle uniformi: anche quelle da lavoro, a cominciare dagli Incursori fino ai Palombari e quelle indossate dai marinai imbarcati. Il San Marco , anche se non era al Varignano, va ugualmente citato : l’ho visto sfilare e cantare a Brindisi il Reggimento, con il loro fazzoletto col Leone. Belli , fieri e ordinati. Per onestà intellettuale devo citare anche i “nostri”Lagunari, altrettanto belli, ordinati e tonici anche se con qualche barba di troppo.
Un militare è forma più sostanza. Ordine esterno e rigore personale. Un militare deve incutere soggezione; deve trasparire la solidità e la difficoltà dello stare in un Reparto militare. Chi guarda giudicherà la intera Arma, la intera specialità, l’intero Reggimento, a cominciare dalla linea di comando, anche da come il singolo si comporterà. Parlo di presenza fisica, barba fatta, uniforme in ordine, tutte caratteristiche che passano anche (scusate la meschinità da caporalmaggiore, ndr) da come si sta sull’attenti e negli schieramenti.
Se non si è d’accordo si può sempre tornare nella vita civile, senza inquinare chi in questi “dettagli” ci crede.
Della grande difficoltà tecnica di molti ruoli nella Marina non parlo nemmeno: la spietata selezione di alcuni reparti la dice lunga su come sia difficile fare il palombaro o l’incursore o essere imbarcati su navi ultra-tecnologiche, dal Comandante al pilota di caccia all’ esperto radar.
Strano a dirsi, ma ho ricominciato a considerare il loro spessore tecnico anche da come si presentano in pubblico. Che superficiale che sono…
Al Varignano, il 21 Febbraio i palombari sono stati l’ultimo esempio. Dettagli che fanno sostanza. Per raggiungere quel modo di presentarsi c’è un “lavoro” ben fatto della Scuola, che rimarrà nel DNA di quegli ex allievi.
Della Marina avevo avuto in passato una impressione negativa per colpa di certi capi di stato maggiore invasi dal buonismo “dual use”, per quelle navi ospedale, oppure a causa delle nuove unità per rifugiati, per quegli equipaggi-ostetrica che facevano partorire le clandestine africane con tanto di foto ricordo. Se ricordate avevano trasformato la portaerei Garibaldi in una mostra galleggiante di made in italy e addirittura come sede di campionati di tiro al piattello. Ora mi sembra che ci sia stata una inversione di marcia che parte dall’aspetto formale dell’intera Arma.
Sotto: l’attuale capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe Dragone, già comandante della Accademia di Livorno. Pilota, Incursore, Paracadutista ( il suo curriculum)

Leggi anche