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Pubblicato il 09/05/2021

LA “REALTA’ AUMENTATA” SI DIFFONDE NELLE FORZE ARMATE DI MOLTI PAESI –


Molte forze armate nel mondo hanno adottato la realtà aumentata come strumento addestrativo.
Il caso più recente è Microsoft, che ha firmato un contratto da 22 miliardi di dollari con l’esercito degli Stati Uniti per la fornitura di ” Hololens”, occhiali a realtà aumentata Ivas (Integrated visual augmentation system). Il visore che verrà indossato per addestramento , ha sensori per la visione notturna e termica e fornisce dettagli utili per prendere decisioni sul campo.
Google , dal canto suo, con il progetto Maven, incentrato sull’uso di droni e intelligenza artificiale in campo militare, venne sospesa, ritardando gli obiettivi di supremazia tecnologica, perchè – disse l’allora amministratore- la loro tecnologia non doveva entrare nel business bellico. Ecco il nodo del conflitto etico che queste nuove metodologia addestrative e di combattimento stanno creando a produttori di tecnologie “neutre”.

Il fenomeno si sta diffndendo rapidamente . L’ India ,nel 2020, ha iniziato ad usare realtà virtuale e aumentata nel comparto bellico: a parte l’esercito, che ne ha fatto strumento addesttrativo “anti pandemia”, le forze navali indiane hanno utilizzato la realtà aumentata per sovrapporre una carta di navigazione alla visualizzazione. Nel 2019 il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh aveva dichiarato: “Quando le nazioni andranno in guerra, a vincere sarà quella con la tecnologia migliore”. Cina, Inghilterra e altre nazioni hanno tutte in corso esperimenti più o meno dichiarati,

La tecnologia potrebbe fornire maggiori e migliori informazioni per far prendere la giusta decisione al soldato in una situazione reale, ma il sistema non garantisce assenza di errori , come identificare come obiettivo strutture o uomini “amici”. I dipendenti Microsoft su twitter hanno definito le tecnologie di realtà aumentata come “armi da guerra” , aggiungendo implicazioni etiche. Far esercitare i soldati con scenari a realtà aumentata abbatte i costi, quindi difficilmente rinunceranno a questo percorso tecnologico.

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