ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 08/12/2020

LANCI ALL’ ESTERO: IL RACCONTO DI UNO DEGLI ORGANIZZATORI DELLE ATTIVITA’

IL FASCINO DELLE “ALI” STRANIERE – PROLOGO
Noi Italiani abbiamo tantissime virtù e qualche piccolo difetto… uno di questi è apprezzare poco le “cose” Italiche ed essere invece innamorati per analoghe “cose” di altri Paesi. Probabile sia il fascino di avventure esotiche che in passato ha spinto tanti nostri connazionali a girare il mondo…
Anche noi Paracadutisti non siamo indenni da questa caratteristica; come non ricordare che quando usci il mimetismo italiano precedente all’attuale, praticamente identico al “woodland camouflage” americano, molti si dotarono della famosa giacca USA in goretex da usarsi al posto del “plasticone” nazionale?

Partendo da questo assunto, con la convinzione però che un interscambio con altri Eserciti è sempre una cosa positiva, ma anche con la soddisfazione un po’ narcisistica di acquisire le “ali” di altri Paesi, nei primi anni ’90 iniziammo una attività che, cominciata in sordina e quasi per caso, ha permesso a tanti di conseguire un Brevetto Militare di Paracadutismo di Paesi della NATO o Amici ma anche di scambiare esperienze con FFAA straniere.

Ad onore del vero l’idea non è nostra, ma abbiamo “copiato” l’attività portata avanti da tempo dal Paracadutista Vittorio Doveri, che l’aveva iniziata anni prima, in maniera autonoma e autoreferenziale.
Noi invece abbiamo preferito partite “sotto il cappello” dell’U.N.U.C.I. di Gallarate, il cui compianto e mai dimenticato Presidente pro tempore (1990-2012) 1° Cap. Fernando TADDEI, pur essendo un Ufficiale degli Alpini, ha compreso immediatamente la validità dell’idea, appoggiandola in tutte le sedi.
Tutto è iniziato in una gara internazionale di Pattuglia, che l’UNUCI organizza da 33 anni, chiamata in passato “Valmalenco”, trasformata oggi in “Italian Raid Commando” (https://www.unucilombardia.org/irc/ )

Era il 1993 e mi occupavo della prova di tiro per la prima volta da noi organizzata per i partecipanti alla competizione che si svolgeva a Chiesa Valmalenco (alta Valtellina). Da qualche anno partecipavano, fra gli altri, alcuni team delle Reservistenkameradshaft della Bundeswehr (FFAA Tedesche), tra i quali spiccava un team di Fallschirmjager del 264° Btg, Reparto della Riserva della allora “Luflandebrigade 26” ( https://de.wikipedia.org/wiki/Luftlandebrigade_26 ) agli ordini del OstFw (grado equivalente al ns Luogotenente) Rudolf Gundel: nel team tedesco vi era anche il sergente Ruzzu di chiare origini Italiane che fungeva da traduttore.
Rapidamente si instaurò un cameratismo che ci fece poi avere l’invito a partecipare ad una esercitazione di aviolancio con la loro Brigata Paracadutisti. Ma questa è una storia che vi racconterò in un’altra puntata…

Un altro importante momento di interscambio con i Paesi della NATO è stato negli anni gli incontri CIOR – Confederazione Interalleata degli Ufficiali della Riserva ( https://en.wikipedia.org/wiki/Interallied_Confederation_of_Reserve_Officers ) che è un organismo consultivo della NATO, e che ogni anno organizza un meeting di una settimana in un Paese diverso dell’Alleanza, dove il Paese ospitante mostra agli ospiti stranieri la struttura delle proprie FFAA, con incontri, delegazioni, giornate di studio, display militari etc etc.

Nel 1996, partecipai al meeting CIOR in Norvegia, a Lillehammer; in quel periodo il Presidente della delegazione Canadese presente al meeting era il Col. Bob Lockhart, già Comandante del “Canadian Airborne Regiment” (https://en.wikipedia.org/wiki/Canadian_Airborne_Regiment) di Petawawa nell’Ontario. Mi raccontò che proprio l’anno precedente il Reggimento venne sciolto a causa di uno scandalo scoppiato al seguito di rivelazioni giornalistiche concernenti torture perpetrate in Somalia da Paracadutisti Canadesi.

Sciogliendo la Grande Unità Paracadutista, le FFAA Canadesi non vollero però perdere le capacità combat e airborne acquisite in anni di vita del Reggimento, creando quindi delle Compagnie Paracadutisti inserite all’interno delle numerose Brigate di fanteria. In quella occasione ricordo che alla mia ovvia richiesta di andare a trovarli, mi diede un indirizzo di posta elettronica per poterlo contattare una volta rientrato: era la prima volta (1996) nella mia vita che avrei utilizzato questo potente mezzo di comunicazione.
Naturalmente riuscii nell’impresa e nel Gennaio 1997 partimmo per il Canada… ma anche questa è una storia che vi racconterò in futuro.

Come dicevo all’inizio l’UNUCI di Gallarate è stato l’Ente che, in stretta collaborazione con la Sezione di Como dell’ANPDI e la Sezione di Ternate dell’Ass. Naz. Carabinieri (perfetta sinergia nelle aree di competenza), ci ha permesso di ottenere l’invito a partecipare ad esercitazioni Militari con lo scopo di effettuare (anche ma non solo) aviolanci ed ottenere così molti ambiti Brevetti di Paracadutismo di Paesi NATO o Amici. In circa 10 anni di intensa attività siamo riusciti a far conseguire 112 Brevetti in 10 diversi Paesi, per un totale di 416 lanci Militari. La possibilità è stata offerta a molti Riservisti, ma anche a molti Militari in servizio permanente: tra gli altri ricordo con piacere il Signor Colonnello Guido MONNO, già effettivo al “Tuscania” e al “Gis”; l’allora Capitano Maurizio ZANCHI in servizio al 183° “Nembo”, oggi Generale; l’allora Capitano Antonino TROIA del “Tuscania”, oggi Generale; l’allora Capitano Paolo DELLA GIORGIA della GdF, oggi Colonnello e molti altri.

Ogni “avventura” veniva pianificata con attenzione, partendo dalla richiesta dell’invito scritto del Reparto ospitante, la successiva procedura per l’ottenimento dell’autorizzazione all’uso dell’Uniforme, che all’epoca passava attraverso il RIS (reparto informazione e sicurezza) di SMD su preventivo nullaosta dell’Addetto Militare Italiano in loco, l’attento controllo della vestizione dei partecipanti, al fine di essere il più possibile “uniformi” e ben rappresentare il nostro Paese.
Proprio per quest’ultimo motivo è stato volutamente mantenuto basso il numero dei partecipanti ad ogni singola esercitazione (max 8 persone) ad evitare problemi di gestione di gruppi così eterogenei; in questo modo la nostra partecipazione ha sempre avuto il plauso del Reparto ospitante e, spesso, anche delle nostre Autorità diplomatiche. A tal proposito ricordo con piacere l’intervento per tutta la durata di una (delle due) esercitazione che abbiamo svolto in Israele, dell’Addetto Militare Gen. Filiberto CECCHI (https://it.wikipedia.org/wiki/Filiberto_Cecchi ) da poco promosso a Generale di Brigata, in seguito diventato Capo di Stato Maggiore dell’E.I.
Vi do quindi appuntamento ad un prossimo articolo per raccontarvi la prima di una serie di avventure, non necessariamente in ordine cronologico…
Cap. Danilo Fumagalli

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