Pubblicato il 03/12/2025
LE FORZE SPECIALI ITALIANE CONCLUDONO LA “MUFLONE”- COINVOLTE ANCHE LA FOLGORE E IL TUSCANIA
L’esercitazione del Comparto delle Forze Speciali dell’Esercito ha visto impiegati i reparti per tre settimane nel senese e nel grossetano.
Obiettivo: l’interoperabilità tra le Forze Speciali (FS) e la componente convenzionale terrestre
Si è conclusa oggi, l’esercitazione del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), quest’anno federata con l’esercitazione “Mangusta 2025” della Brigata paracadutisti “FOLGORE” e la “CAEX II” della Brigata Aeromobile “Friuli”, che ha visti impiegati il Comando e i Reparti dal 10 al 28 novembre 2025.
Lo scopo della “MUFLONE 2025” è stato quello di provare sul terreno l’interoperabilità tra le Forze Speciali (FS) e la componente convenzionale terrestre in uno scenario di combattimento contro un avversario paritetico.
Oltre a una Special Operation Task Unit (SOTU) del 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” e una del 4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger”, ne è stata schierata anche una del 1° reggimento Carabinieri “Tuscania” che ha lavorato a stretto contatto con i due reparti dell’Esercito.
Le SOTU del 9° reggimento e del 4° reggimento sono state impiegate per condurre azioni offensive contro obiettivi di elevato valore, nell’ambito dello sviluppo complessivo della manovra.
Nell’ottica di incrementare ulteriormente l’interazione con le Unità convenzionali, le Forze Speciali, dopo aver effettuato un’inserzione attraverso velivoli ad ala rotante del 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) hanno condotto, a premessa dell’azione offensiva, un ricongiungimento con le unità amiche e implementato le opportune misure di coordinamento previste per un’azione combinata sul terreno.
La SOTU del 1° reggimento Carabinieri, a seguito di inserzione e infiltrazione anfibia nell’area operativa assegnata, ha condotto attività di acquisizione di un obiettivo a premessa di un’azione diretta per eliminare le forze nemiche.
Le attività condotte hanno consentito alle Forze Speciali di lavorare in stretta sinergia con i Comandi e le unità delle Brigate “Folgore” e “Friuli”, con l’unità del 1° reggimento carabinieri “Tuscania” e con le altre forze in campo, consolidando ulteriormente l’elevato livello di collaborazione e di interoperabilità.






