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Pubblicato il 11/08/2017

LEAPFEST 2017- CRONACA DEL CAPO DELEGAZIONE GEN POLLINI

quadro-leapfest

Si è da poco conclusa la LEAPFEST 2017 negli USA alla quale ha partecipato un contingente dell’ANPd’I di 25 paracacadutisti: ripercorriamo insieme le fasi che l’hanno caratterizzata.

APPRONTAMENTO
Secondo un metodo ormai collaudato i Presidenti di Sezione ed i Consiglieri Nazionali hanno definito i partecipanti e da quel momento sono iniziate le procedure per la partecipazione: scambi di mail,format,documentazione con il Comando del 56th Troop Command della Rhode Island Army National Guard e disposizioni con i partecipanti suddivisi in 5 teams di 4+1 riserva partecipante comunque alla trasferta ed ai lanci di ambientamento e scambio brevetti.
Nell’ambito dell’approntamento è stata eseguita una giornata di amalgama presso la Scuola ANPd’I di Ferrara nel corso della quale sono stati effettuati un lancio di certificazione non anteriore ai 90 giorni richiesto dagli organizzatori,briefings e video sul paracadute MC-6 emisferico dotato di velocità propria di 5 m/s , con possibilità di frenare l’avanzamento ed estremamente performante per essere un emisferico.
Quest’anno grazie alla convenzione stipulata con il CAPAR i paracadutisti del contingente hanno potuto effettuare una giornata di addestramento sulla torre per lanci multipli dalla porta assiale in quanto il velivolo utilizzato per l’attività negli USA è il CH 47 (uscita dalla rampa) ed ,utilizzando le false carlinghe,hanno effettuato l’addestramento agli ordini del “Jumpmaster” secondo le procedure di lancio americane assimilate nelle edizioni precedenti della Leapfest e riportate sulla relativa pubblicazione del” Dipartiment of the Army” ( non è riservata ed è approvato l’uso pubblico) di circa 400 pagine che contiene tutto lo scibile “americano” per quanto attiene ai lanci militari con paracadute ad apertura automatica tramite fune di vincolo.
PARTENZA
Finalmente si parte!! da vari aeroporti di partenza utilizzati per team ci siamo ritrovati all’aeroporto di Boston dove ,a cura dei militari americani, siamo stati prelevati e trasportati presso il campus universitario della Università del Rhode Island (URI) dove il contingente è stato alloggiato negli appartamenti utilizzati dagli studenti: un appartamento per team,stanze singole,salottino,cucina,servizi igienici. Facendo mente locale a nostre simili strutture mi vengono in mente tutti quei graffiti,iscrizioni,incisioni,manomissioni ed altre manifestazioni di degrado: nulla di tutto ciò nel campus ed alloggi.
ATTIVITA’
Subito, con ritmi incalzanti, sono iniziate le attività degli “internazionali”ossia dei partecipanti stranieri:Inghilterra,Germania,Olanda,Botswana,Messico,Canada,Sud Africa, Nuova Zelanda ed Italia le nazioni presenti per un totale di 32 teams.
Registrazione,addestramento all’uso ed imbracaggio con paracadute MC-6.
LANCI
Il 2 agosto si inizia subito con il lancio di ambientamento per gli internazionali che consente contemporaneamente l’acquisizione del brevetto USA e successivamente altro lancio di un brevetto straniero (disponibili Germania,Olanda e Botswana). Velivoli utilizzati 2 CH 47. Inizio attività alle 0630 con prelancistica con JM USA, capovolte da pedana 50 cm,ritiro materiali ed indossamento, JMPI (ispezione del Jumpmaster al paracadutista pronto al lancio,molto più lunga ed accurata rispetto alle nostre procedure) inserimento nel “lift”(decollo) verso DZ CASTLE a circa 7 minuti di volo,quota di lancio 1500 feet AGL, metodo di lancio stima del punto di uscita da parte del JM quindi lancio del derivometro,verifica punto di atterraggio derivometro,correzioni al pilota stando sdraiato sulla rampa a sx traguardando verso l’esterno dalla cerniera della rampa e GO (VIA)!!.
A differenza dalle nostre normative nell’organizzazione del lancio nelle procedure americane esiste una figura che noi non abbiamo: il “Primary Jumpmaster”. Costui è il “capo” di tutti i JM’s e può dare indicazioni ed ordini a costoro inerenti l’attività di specifico interesse del JM anche se lievemente difformi dalla normativa: nel nostro caso ha modificato la posizione del braccio che impugna la fdv e la modalità di uscita dalla rampa ( non verso l’angolo ma nella parte centrale della rampa). Grazie all’addestramento svolto in Italia non abbiamo avuto problemi ad adeguarci.
GARA
Il 3 agosto arrivano i teams americani e si raggiunge la quota totale di 70 teams.La gara prevedeva 2 lanci per ogni concorrente ma le condizioni meteo riferite alla quota delle nubi ed al vento hanno limitato le giornate di lancio annullandone due e quindi gli organizzatori,nell’unica giornata idonea al lancio,hanno deciso,giustamente, di far fare un solo lancio di gara e dedicare il resto del tempo ai lanci di scambio brevetti che gli americani non avevano fatto.
Con 3 CH 47 sono iniziati i lanci di gara e successivamente i lanci di scambio di brevetto ai quali hanno potuto partecipare nuovamente anche gli internazionali in quanto tempo,paracadute,velivoli e Jumpmasters erano ancora disponibili: quindi i nostri son tornati a casa la maggior parte con 3 brevetti alcuni con 2 come chi ha svolto il servizio di Direttore di Lancio oppure come chi ha dovuto fare il lancio con una nazione della quale aveva già il brevetto.
CLASSIFICA
Il primo italiano classificato nella graduatoria individuale è stato il par. Gorella,sez.Trieste, che si è classificato 13° su 280 partecipanti mentre il nostro primo team lo troviamo al 40 posto della sez.di Trieste. Sono buone posizioni considerato che noi non abbiamo pratica di lancio con il paracadute MC-6 e molte sono le variabili durante: vento (che non stà mai fermo!!),punto di uscita e che stiamo ragionando in termini di centesimo di secondo!!Il primo posto sia individuale che di team è andato a personale americano.
ATTIVITA’ COLLATERALI
Sono stati organizzati due incontri conviviali: il banchetto di benvenuto e la cena degli awards. Inutile dire il grande cameratismo e divertimento che aleggiavano in questi momenti.
Nelle giornate libere inoltre sono state organizzate gite,a partecipazione libera, a Newport,Providence,a Camp. Fogarty base del 56thTroop Command dove abbiamo visitato la sala ripiegamento dove ripiegatori in forza all’unità e di rinforzo si sono prodigati a ripiegare i paracadute utilizzati durante i lanci: un gran lavoro!!.
RIENTRO
Con le stesse modalità della partenza siamo rientrati in Italia.
CONCLUSIONI
Lo scopo della Leapfest è quello di vivere insieme giornate entusiasmanti dove la “comunità dei paracadutisti” si ritrova per festeggiare se stessa,rimarcare la nostra “speciale” appartenenza che travalica i confini nazionali.
La rappresentativa ANPd’I è stata elogiata dal Cte del 56th Troop Command Col. Ellis F. Hopkins III per assetto formale,disponibilità,spirito paracadutistico,professionalità ed organizzazione, ribadendo ancora una volta che l’ANPd’I è una componente di pregio , invitandoci già da ora alla Leapfest 2018.

Capo Rappresentativa
Enrico Pollini

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