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Pubblicato il 09/04/2021

L’INCUBO DEI FUCILIERI GIRONE E LA TORRE: L’INDIA VUOLE ALTRI SOLDI PER CHIUDERE IL CASO. I PM ITALIANI INDAGANO PER OMICIDIO VOLONTARIO

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre saranno presto liberi, dopo l’incubo durato nove anni. L’Alta Corte ha stabilito che lo Stato italiano avrà versato su un conto del ministero degli Esteri di Delhi 100 milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) come risarcimento a chiusura del caso. Le famiglie dei pescatori hanno infatti accettato l’indennizzo e la somma di denaro si aggiunge a quella già versata in passato dall’Italia per circa 245 mila euro.

Il 15 febbraio 2012 i fucilieri della Marina militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in servizio antipirateria sulla petroliera italiana Enrica Lexie, furono arrestati dalle autorità indiane con l’accusa di avere ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano Saint Anthony al largo della costa dello Stato del Kerala, arresto contestato dal governo italiano per il quale i fatti erano avvenuti in acque internazionali.

Ora le famiglie dei due pescatori rimasti uccisi, Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, riceveranno 40 milioni di rupie ciascuna, mentre gli altri 20 milioni andranno a Freddy Bosco, proprietario del St.Antony, rimasto ferito nella sparatoria che nel 2012 coinvolse i militari italiani a bordo della nave Enrica Lexie e il peschereccio scambiato per un’imbarcazione di pirati.

Nel luglio 2020, il Tribunale arbitrale internazionale stabilì, dopo anni di contenzioso tra Italia e India, che i due fucilieri di Marina dovessero essere processati in Italia perché godevano al momento dei fatti dell’ “immunità funzionale”. Allo stesso tempo decise che l’Italia avrebbe dovuto risarcire la perdita di vite umane e i danni materiali e morali inflitti agli altri membri dell’equipaggio del peschereccio.

Latorre è tornato in Italia nel 2014 per motivi di salute, Girone nel 2016 in attesa della sentenza.


LA GIUSTIZIA ITALIANA DICE “OMICIDIO VOLONTARIO”

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per omicidio volontario alla Procura di Roma affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio. I magistrati stanno ora analizzando gli atti inviati dal Tribunale internazionale dell’Aja – che nel luglio scorso ha deciso in favore dell’Italia la competenza giurisdizionale – per poi procedere ad una definizione del fascicolo. I due fucilieri della Marina furono ascoltati dai pm capitolini il 3 gennaio del 2013 quando fecero ritorno in Italia per alcuni giorni. Sempre nel 2013 su incarico della Procura fu effettuata anche una perizia sul computer e su una macchina fotografica che si trovavano a bordo della Enrica Lexie, la nave dove erano in servizio i due militari.

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