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Pubblicato il 01/02/2022

MALI: LA FRANCIA CHIEDE AGLI ALLEATI DI RIVEDERE LA PRESENZA NEL PAESE

foto sopra: Un Legionario francese si fa la barba prima dell’adunata. La pattuglia si trova nei pressi di Niano , 400 kmt a nord di Bamako, territorio infestato dalle bande di terroristi.


La Francia chiederà alle truppe alleate di decidere entro la metà di Febbraio sulla sua presenza militare in Mali, dopo che la giunta aveva ordinato all’ambasciatore francese di lasciare il Paese.

“È chiaro che la situazione non può andare avanti così”, ha detto a radio Franceinfo il portavoce del governo Gabriel Attal, aggiungendo che Parigi e i suoi partner europei nella missione delle forze speciali di Takuba lavoreranno “da qui a metà febbraio” per decidere su eventuali modifiche allo schieramento in Mali.

Gli ufficiali ribelli hanno condotto un colpo di stato nell’agosto 2020 che ha rovesciato il presidente eletto del Mali Ibrahim Boubacar Keita, dopo le proteste rabbiose della popolazione e dei militari stessi per non aver represso gli estremisti.
In maggio 2021 la giunta ha respinto un governo a guida civile incaricato di supervisionare un periodo di transizione e ha nominato l’uomo forte Col. Assimi Goita presidente ad interim.

Molta irritazione della coalizione a guida francese deriva dalla assunzione di mercenari del gruppo paramilitare russo Wagner, definiti dal governo francese come “mercenari irresponsabili”. N el frattempo continua il ridimensionamento del contingente Barkhane, che contava su 5.100 uomini schierati tutti nel Sahel.
La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha imposto un embargo commerciale e la chiusura delle frontiere con il Mali il 9 gennaio, una mossa sostenuta da Francia, Stati Uniti e UE.

Le sanzioni hanno fatto seguito alla proposta della giunta di rimanere al potere per un massimo di cinque anni prima di condurre le elezioni, nonostante un precedente impegno a tenere un voto entro la fine di febbraio 2022.

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