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Pubblicato il 20/06/2024

OPERAZIONE HERRING-LA STORIA DI PRANDI PASQUINO PARACADUTISTA DI REGGIO EMILIA DISPERSO DOPO IL LANCIO

Riassumiamo un interessante articolo che ricostruisce la storia di un Paracadutista di Reggio Emilia, Prandi Pasquino, disperso insieme ad altri tre dopo il lancio in pianura padana, edito da Giulio Verrecchia e Marco Capriglio della Associazione Studi Militari Emilia Romagna APS – ASMER. Prandi è l’unico le cui spoglie non sono state ritrovate.



Prandi Pasquino, il paracadutista reggiano dell’operazione Herring
Pasquino fu colto dall’evento ( 8 settembre 1943, ndr) in terra sarda; era un paracadutista, inquadrato nella 184^ Compagnia mortai da 81, Divisione Nembo.
“Dalla fonte matricolare, conservata in Archivio di Stato di Modena e digitalizzata risulta che egli rientrò dalla Sardegna il 12 maggio 1944.
Non vi sono più sue notizie fino al 30 settembre 1944, quando la Divisione veniva sciolta e ricostituita come Gruppo di Combattimento “Folgore”, facente parte del Corpo di Liberazione Italiano: Pasquino fu inquadrato nella Compagnia Mortai da 76, ovvero la trasformazione della 184^ Compagnia Mortai da 81. ”

Nel 1945 ci fu il noto aviolancio nelle retrovie tedesche : l’operazione Herring, che si sarebbe realizzata tra il 20 e il 23 aprile di quell’anno.
La missione prese il via la sera del 20 Aprile, quando tredici aerei Douglas C – 47 Dakota del 64° Gruppo Trasporti dell’USAAF decollarono da Livorno con 223 paracadutisti appartenenti alla Centuria “Nembo” e allo Squadrone “F”. Gli atterraggi erano previsti in Pianura Padana, tra Poggio Rusco, Sermide, Vigarano Mainarda, Poggio Renatico e Mirandola.
L’articolo prende in esame la vicenda di quattro paracadutisti appartenenti alla Centuria “Nembo”, che furono gli unici a combattere nei pressi di Sermide, nella bassa mantovana. Nonostante il ruolo matricolare di Pasquino Prandi riporta la data di dispersione presunta “in territorio metropolitano” il 20 aprile 1945, il suo lancio avvenne il 22 aprile. Furono dichiarati dispersi in quell’occasione: il caporalmaggiore paracadutista Vietti Giovanni Battista da Chivasso (Torino), il paracadutista Landi Olinto da Lucca il paracadutista Stefanelli Giuseppe da Milano e, appunto, il paracadutista Prandi Pasquino da Reggio Emilia.


I loro corpi si presume possano essere stati raccolti dai civili, ormai privi di segni di riconoscimento, e sepolti all’esterno del cimitero del paese di Sermide, insieme ad una quindicina di tedeschi, poiché scambiati per loro stessi connazionali. Solo negli anni Novanta, grazie alle ricerche di Carlo Benfatti, autore del volume “Il Reggimento Nembo e lo Squadrone F nell’operazione Herring 1”, fu data un’identità ai corpi. Grazie a ONORCADUTI e per volontà della famiglia, i resti di tre paracadutisti riposano al Sacrario Militare del Cimitero di Tradate (Varese).


L’unico corpo mancante è quello di Pasquino Prandi, probabilmente ancora da qualche parte nei pressi di quel cimitero di paese.
Nel volume sopracitato è riportata l’intervista al paracadutista Vicenzo Piscioneri da Fiesole (Firenze), testimone e reduce di quell’impresa: «Il giorno 24 vado alla ricerca dei quattro paracadutisti scomparsi […] ma di loro non riesco a trovare nessuna traccia». Continua il paracadutista fiorentino: «Dopo 48 anni di affannose ricerche […] del quarto, Prandi Pasquino, non è rinvenuto ancora nessun indizio, anche se si è certi che morì combattendo con i sui compagni il 22 aprile 1945 nell’entroterra della Corte delle Mondine (Malcantone di Sermide)».
Oggi la memoria di Pasquino e dei suoi compagni è onorata da un monumento in prossimità di Corte delle Mondine a Sermide.

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