Pubblicato il 03/07/2026
RASSEGNA STAMPA- ALPINO PARACADUTISTA IN CONGEDO GIRA IL MONDO SUI MEZZI PUBBLICI
Gazzettino TREVISO Data: 2/7/2026 – Pagina: 16
L’ex parà che gira il mondo in bus
«HO ATTESO 4 GIORNI UNA CORRIERA A LA PAZ PER RAGGIUNGERE UN AMICO ACANCUN ASCOLTANDO I RICORDI DEI TEMPI DEL CHE» PIEVE DI SOLIGO «Era il 2013, al confine tra il Mozambico e lo Zimbabwe, un militare in mimetica mi punta il mitra alla testa e mi chiede il passaporto. Sapevo che consegnandolo mi avrebbe ricattato, mi avrebbe chiesto un sacco di soldi per restituirlo. Non potevo permettermelo, in alcuni paesi africani senza passaporto non riesci più a tornare a casa: gli ripetei più volte che non che non ce l’avevo, che l’avevo perso; alla fine mi cacciò coprendomi di insulti. Un’altra volta sempre da quelle parti sono salito su un camion dove eravamo ammucchiati in cinquanta tra sacchi di riso, mobili, patate e taniche di benzina. Quello è una parte di mondo che è nel cuore da quando nel ’92 ci trascorsi sette mesi come casco blu dell’Onu. Poi ci tornai come volontario e collaboratore del Progetto Mozambico Onlus». Con molte bandierine sul mappamondo, Cristian Frare, 53 anni di Pieve di Soligo è conosciuto da tutti come “Bruce”.
Testa rasata, occhiali da sole, il motto degli alpini paracadutisti e il numero di matricola tatuati sul braccio destra. Fa proprio venire in mente Bruce Willis quando arriva all’appuntamento con la motocicletta Triumph Tiger color argento.
Gestore di successo di diversi locali pubblici, l’ultimo il Promenade di Pieve di Soligo, e prima il Mood di Conegliano, da quest’anno ha deciso di trasformare la sua passione in lavoro, come racconta il suo profilo Instagram di tour leader (accompagnatore turistico) “Bruceinviaggio”.
L’INCIDENTE
Una passione esplosa dopo un incidente in Vespa nel 2006 che lo tenne immobile a letto per diciotto mesi.
«Lì ho capito che non puoi rimandare, non puoi spostare i tuoi sogni più in là ma devi realizzarli quando hai la fortuna di essere nelle condizioni di farlo. E sai cosa mi affascina di più quando viaggio, il profumo dell’aria la mattina presto, in ogni parte del mondo è diverso. La sera vado a letto alle nove, ma la mattina mi sveglio all’alba e mi metto in cammino».
Solo così puoi girare tutta l’Argentina in autobus o Bolivia, Guatemala e Messico in 70 giorni, o andare e tornare da Cracovia in Vespa una settimana. L’ultima impresa? Vietnam: 2600 km percorsi, 16 pieni di benzina, 11 città, 5 controlli di polizia evitati, 68 ore di scooter 150 cc, 2 di pioggia battente, 13 strade sbagliate, 985 incidenti evitati e 10000 sorrisi.
I RICORDI DEI “VECI”
Per raggiungere un amico a Cancun dalla Bolivia aspettò per quattro giorni una corriera a La Paz: «Nell’attesa, io che non mi fermo mai più di due notti in un posto, passavo le giornate in piazza Murillo ad ascoltare le storie e le vite dei “veci” e i loro ricordi dei tempi del Che e dell’esercito di Liberazione Nazionale». Se c’è una cosa di cui non soffre, da buon paracadutista, sono le vertigini. Infatti cammina senza problemi sull’orlo di qualsiasi strapiombo, come per esempio il famoso Caminito del Rey in Spagna, o lungo i crinali della “Ciudad perdida” in Colombia: «Furono due giorni di pioggia e di freddo, ma indimenticabili. Prima di salire i duemila gradini in pietra e incontrare lo sciamano, ci obbligarono a bagno purificatore nel fiume Buritaca».
CONSIGLI DI VIAGGIO
«Ho progettato insieme all’amica e “sarta dei viaggi” Marika Brusco un tour del Vietnam dove ci si sposterà insieme alla popolazione locale con mezzi pubblici, sleeping bus notturni, e moto guidate da autisti locali ma con tutti i comfort degli hotel a quattro o cinque stelle perché mi rendo conto che lo stile backpaper non è per tutti; il capodanno in Sri Lanka con la visita in bicicletta all’antica capitale Anuradhapura e il trekking notturno all’Adam’s Peak, o l’emozionante scoperta della Cina da Pechino a Shangai passando dai picchi che hanno fatto da sfondo al film Avatar, quelli del parco di Zhangjiajie, e attraversando la labirintica Galleria delle Dieci miglia». Una cosa è sicura, viaggiare insieme a Bruce porta sempre lontano dai luoghi comuni. Mario Anton Orefice






