Pubblicato il 28/07/2026
RASSEGNA STAMPA- LA NAZIONE PARLA DEL LANCIO DI UGO DE SANCTIS, IL SARTO DEI PARACADUTISTI
PISA pag. 7
Si lancia da 4mila metri A 91 anni corona il sogno «Secondi di pura gioia»
La Nazione (ed. Pisa-Pontedera) 28/07/26
L’impresa, realizzata in tandem, del sarto Ugo De Sanctis De Benedictis Nel 1957 aveva ottenuto il brevetto di paracadutista. Oggi riprova la sensazione Si lancia da 4mila metri A 91 anni corona il sogno «Secondi di pura gioia» L’impresa, realizzata in tandem, del sarto Ugo De Sanctis De Benedictis Nel 1957 aveva ottenuto il brevetto di paracadutista. Oggi riprova la sensazione di Ilaria Vallerini PISA Il sarto Ugo De Sanctis De Benedictis ha posato per una giornata ago e filo e si è lanciato in un’impresa adrenalinica. A ben 91 anni ha coronato il suo più grande sogno: lanciarsi con il paracadute ancora una volta. Infatti, il sarto è anche un paracadutista in congedo con brevetto 6609 rilasciato dalla scuola di Viterbo nel 1957.
Il suo libretto attesta i lanci effettuati dalla Savoia Marchetti. E negli anni ha mantenuto il legame con generazioni di baschi amaranto che ancora oggi si rivolgono a lui per farsi sistemare la divisa nel piccolo negozio in via Napoli a Pisa.
La scuola di paracadutismo Maremma Fly, diretta da Stefano Besuschio, lo ha ospitato per coronare il sogno sabato 11 luglio. Ugo si è presentato a Follonica con il suo basco verde, lo ha replicato con le sue mani identico a quello grigioverde che indossava nel 1957.
De Sanctis ci racconti com’è stato.
«Mi sono lanciato da un’altezza di 4mila metri in tandem con il capo degli istruttori Enrico Cosaro, che conta in trent’anni 17mila lanci. Siamo scesi in caduta libera per 63 secondi. E sono lunghissimi lassù. Ma se fossero stati più lunghi… sarebbe stato ancora meglio (ride)».
Ha avuto paura?
«La sensazione è stata bellissima, non mi sono mai impaurito. Ero tranquillo perché sapevo quello che stavamo facendo. Ma le ammetto che una cosa mi ha impressionato…». Qual è stata?
«Quando il piccolo velivolo sul quale eravamo a bordo ha raggiunto la quota giusta, mi sono avvicinato al portellone aperto e sono rimasto per qualche secondo con i piedi penzoloni, mentre Enrico era alle mie spalle. Poi ci siamo lanciati giù. 63 secondi di pura gioia. Abbiamo fatto delle capovolte in aria e il rumore dell’aereo era fortissimo. Poi Enrico mi ha toccato la spalla ed io ho aperto le mani come mi aveva spiegato prima della partenza. E ci siamo stabilizzati».
E poi?
«A circa 1200-1300 metri, Enrico ha aperto il paracadute e siamo atterrati dolcemente e felicemente. È stato bellissimo, quel panorama e il mare visti da una prospettiva privilegiata avevano un altro gusto. Ad accoglierci con un applauso fragoroso c’erano diversi paracadutisti, parenti e amici. Poco prima di toccare terra, qualcuno mi ha preso tra le braccia e così sono atterrato in piedi». Ora Ugo è tornato nel suo negozio di Porta a Lucca dove continua a portare avanti la passione di una vita, con il ricordo di una giornata indimenticabile.






