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Pubblicato il 01/10/2018

RASSEGNA STAMPA SUL RADUNO


Tribuna di Treviso
sezione: PRIMA-PAGINA data: 1/10/2018 – pag: 01
Il Tricolore più grande d’Italia atterra con i parà

Cinquemila paracadutisti sono sfilati ieri per le vie di Vittorio Veneto, in occasione dell’adunata nazionale. Diecimila circa le presenze in città. Clou della giornata, l’enorme Tricolore, il più grande d’Italia, fatto atterrare al Fenderl.dal mas / A PAG. 15

Tribuna di Treviso sezione: PROVINCIA data: 1/10/2018 – pag: 15

Il presidente dei parà «Per salvare questa Italia né monumenti né raduni ma coppie con figli»

L’appello del generale Bertolini alla sfilata dei 5 mila caschi amaranto A Vittorio Veneto 10 mila spettatori per l’adunata nazionale

la grande festa
Vigoroso appello dei Baschi amaranto che in 5 mila hanno sfilato ieri a Vittorio Veneto, alla presenza di 10 mila fra loro amici e vittoriesi. «Noi paracadutisti rifiutiamo le parole d’ordine», ha detto il generale Marco Bertolini, presidente nazionale dell’associazione, «di chi ci descrive come un popolo di cialtroni, di maneggioni. Non è vero, gli italiani non sono cialtroni nè maneggioni. Lo hanno dimostrato i ragazzi che qui sono morti per darci l’Italia». Fragorosi applausi dai folgorini e da tutta piazza del Popolo, che ha vissuto la sfilata al grido “Parà… folgore, parà.. folgore, parà… folgore”, ritmato all’altoparlante da Nicola Stefani, la voce delle adunate alpine. «Rifiutiamo l’idea», ha insistito Bertolini, «di un popolo italiano come se fosse congenitamente criminale. Non è vero, siamo un popolo nobile che ha dato origine a bellezze come nessuno al mondo». E ancora: «Anche nel nostro Paese c’è chi ci vuol convincere che è del guardiano, del carceriere che abbiamo bisogno e non del soldato. E invece no: abbiamo bisogno proprio del soldato, senza soldato la patria non esiste. Le forze armate sono un imprescindibile elemento di politica estera». Ma non è ancora finita. «Il nostro», ha concluso Bertolini, «è un Paese che merita che giovani uomini e donne scelgano di diventare genitori e mettano al mondo figli, perché non ci sono raduni, monumenti, discorsi che tengano se non proiettiamo nel futuro una generazione di italiani determinati a testimoniare i valori che abbiamo smarrito. Questo ci chiedono i caduti di 100 anni fa». Le anime di questi caduti erano arrivate in città dal Piave e dal Pontello con la staffetta di sabato pomeriggio, che ha portato il fuoco per il braciere, la terra e l’acqua di questi luoghi sacri. Rinnovate emozioni, ieri mattina, nel corso della lunga sfilata, al passaggio dei reduci di El Alamein Mario Guerra e Carlo Murelli. Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, ha manifestato la gratitudine per il servizio dei paracadutisti in missione di pace in vari paesi del mondo, e per la sicurezza e la solidarietà in Italia. Il sindaco Roberto Tonon ha sottolineato quanto Vittorio Veneto sia una città simbolica e identitaria, «paradigma di un modello morale e culturale» per tutto il Paese. In tribuna c’erano rappresentanti di tutte le forze politiche, il prefetto Maria Rosaria Laganà, per la Regione Massimo Giorgetti, Elena Donazzan, Alberto Villanova, l’onorevole Angela Colmellere, per l’europarlamento Giancarlo Scottà, numerosi sindaci. «Vittorio è la città», ha sottolineato ancora Tonon, «che rappresenta l’anima più intima e profonda di tutto il Paese, capace di affrontare sovrumane sofferenze, ma di rimanere in piedi per quanto colpita al cuore». Il generale Amedeo Sperotto, comandante delle Forze Operative Nord, ha riportato in evidenza il primo parà italiano, Alessandro Tandura, e sua moglie, Maddalena Peterle. «Per quanto hanno fatto», ha sottolineato, «sono un esempio anche per i giovani d’oggi: per l’impegno alla causa della libertà e della giustizia. Sperotto ha anche ricordato i 10 mila soldati italiani che portano avanti il loro servizio “in silenzio”, nei più diversi teatri». –Francesco Dal Mas

CORRIERE DELLE ALPI
sezione: CRONACA data: 1/10/2018 – pag: 12
Gli alpini paracadutisti a Vittorio Veneto per il raduno nazionale
sfila la nuova sezione alpago

BELLUNO
Gli alpini paracadutisti si sono fatti onore – e quindi applaudire – al raduno nazionale dei baschi amaranto a Vittorio Veneto, per il Centenario. Hanno sfilato in 5 mila, alla presenza di 10 mila persone che li hanno applauditi, anche per nel lancio dal cielo del più grande tricolore italiano (oltre che della bandiera veneta di San Marco). Per la prima volta ha sfilato, in quanto sezione, i paracadutisti dell’Alpago, che si sono presentati a Vittorio Veneto anche con una jeep storica. Dalla tribuna ha applaudito, fra gli altri, il consigliere regionale Franco Gidoni. «Noi paracadutisti rifiutiamo le parole d’ordine – ha detto, in un vigoroso intervento, il generale Marco Bertolini, presidente nazionale dell’associazione – di chi ci descrive come un popolo di cialtroni, di maneggioni. Non è vero, gli italiani non sono cialtroni, non sono maneggioni. Lo hanno dimostrato i ragazzi che qui sono morti per darci l’Italia».Applausi da tutta piazza del Popolo, che ha vissuto la sfilata al grido “Parà… folgore, parà. . folgore, parà… folgore”, ritmato all’altoparlante da Nicola Stefani, la voce delle adunate alpine. «Rifiutiamo l’idea – ha insistito Bertolini – di un popolo italiano come se fosse congenitamente criminale. Non è vero, siamo un popolo nobile che ha dato origine a bellezze come nessuno al mondo». E ancora: «Anche nel nostro Paese c’è chi ci vuol convincere che è del guardiano, del carceriere che abbiamo bisogno – e non del soldato. E invece no, abbiamo bisogno proprio del soldato, senza soldato la patria non esiste. Le Forze armate sono un imprescindibile elemento di politica estera». «Il nostro – ha concluso Bertolini – è un Paese che merita che giovani coppie di uomini e donne scelgano di diventare coppie di genitori e mettano al mondo figli, perché non ci sono raduni, monumenti, discorsi che tengano se non proiettiamo nel futuro una generazione di italiani determinati a testimoniare i valori che abbiamo smarrito. Questo ci chiedono i caduti di 100 anni fa». Fra le autorità intervenute, il vicepresidente della Regione, Gianluca Forcolin, il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, il generale Amedeo Sperotto, comandante delle Forze Operative Nord che ha ricordato i 10 mila soldati italiani che portano avanti il loro servizio “in silenzio”, nei più diversi teatri. –F.D.M.

Tribuna di Treviso
sezione: PROVINCIA data: 1/10/2018 – pag: 15
Tricolore record un ’emozion da 10 mila mq dal cielo

Sono le 12.16 di ieri. Sul cielo di Vittorio Veneto si dispiega il più grande tricolore d’Italia, di ben 1000 metri quadri. Il paracadutista che lo accompagna è Alessandro Binello. L’elicottero ha lanciato l’altro casco amaranto, Massimo Iellini, che filma il lancio. Atterraggio nel campo della Fenderl. La bandiera era zavorrata con ben 70 chili d’acciaio, per questo è scesa bene aperta. L’applauso è fragoroso, anche da piazza del Popolo. Pochi minuti prima, al suono de “Il Piave” e de “Il Silenzio” la piazza si era lasciata catturare dalla commozione per l’omaggio ai caduti. Alle 10 c’erano stati altri tre lanci dall’elicottero, con le bandiere della Regione Veneto (San Marco), del Comune e della Folgore.

TREVISO TODAY DEL 30 SETTEMBRE
Raduno del centenario per i paracadutisti: i Parà della Folgore atterrano a Vittorio Veneto

Un augurio particolare è arrivato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, un messaggio in cui ha ribadito la professionalità e il senso del dovere dei Baschi Amaranto dell’Esercito che quotidianamente operano per la realizzazione della pace e della sicurezza internazionale

Redazione
30 settembre 2018 14:59

VITTORIO VENETO Continuano gli appuntamenti a Vittorio Veneto, città simbolo della 1^ Guerra Mondiale, dove questo fine settimana si è svolto il 28° Raduno Nazionale dell’Associazione Paracadutisti d’Italia, denominato Raduno del Centenario. Numerose le autorità presenti fra cui il Vice Presidente della Regione Veneto, Gianluca Forcolin, il Comandante del Comando Forze Operative Nord dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, il Prefetto Laura Lega, il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, che hanno potuto assistere al lancio di precisione di 3 paracadutisti, atterrati in un ristretto spiazzo appositamente individuato in piazza della Libertà davanti al municipio, ciascuno portando a seguito le bandiere della Regione Veneto, del Comune di Vittorio Veneto e della Brigata “Folgore”.

Davanti la bandiera di Guerra dell’8° reggimento Genio Guastatori di Legnago (Verona) e ad una compagnia di formazione della Brigata paracadutisti “Folgore”, il sindaco, ha aperto gli interventi delle autorità, sottolineando il ruolo di Vittorio Veneto, paradigma di un modello morale e culturale, che rappresenta l’anima profonda di una Italia capace di affrontare immani sacrifici, ma di restare in piedi. A testimonianza delle sue parole proprio la presenza dei paracadutisti nella città della Vittoria, che con il forte spirito di corpo e il coraggio sempre dimostrato sono un simbolo nazionale. L’ex Generale Marco Bertolini e Presidente dell’Associazione Paracadutisti d’Italia (APdI), ha ringraziato i presenti, la tanta gente comune accorsa per assistere all’evento, ed ha ricordato come i primi paracadutisti della storia venivano dalla campagna e alcuni avevano abbandonato i banchi di scuola per difendere la patria, affrontando prove terribili, in nome dell’unità e dell’indipendenza.

Un augurio particolare è arrivato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; un messaggio sentito in cui ha ribadito la professionalità e il senso del dovere dei Baschi Amaranto dell’Esercito che quotidianamente operano in Patria e negli angoli del mondo per la realizzazione della pace e della sicurezza internazionale, emblema di una Forza Armata sana ed efficiente. Il Generale Sperotto, ha aperto il suo intervento compiacendosi con le Associazioni d’Arma, anello di congiunzione tra passato e presente, preziosi custodi delle tradizioni militari. Un pensiero particolare lo ha poi rivolto ai caduti esprimendo al riguardo gratitudine alle famiglie dei militari che con estrema compostezza affrontano le paure legate ai delicati compiti svolti dai loro cari in divisa. Il Generale non poteva non citare il Tenente degli Arditi Alessandro Tandura, vittoriese di nascita, che durante il 1° Conflitto, seppur privo di addestramento specifico, impiegò per la prima volta il paracadute per lanciarsi oltre le linee nemiche e raccogliere così dati e notizie utili a rivelare le loro intenzioni. Allora come oggi, quei valori di libertà e giustizia inseguiti dal Tandura, sono gli stessi che animano i nostri paracadutisti.

Questo raduno verrà ricordato anche per un record assoluto: sulla Città della Vittoria, in un secondo lancio a chiusura della cerimonia, un atleta della Brigata Paracadutisti e del Centro Sportivo Esercito, si è lanciato con una bandiera più grande di quella della parata del 2 Giugno, ai Fori Imperiali a Roma. Mille metri quadrati di estensione per un peso di 80 chili, 35 dei quali solo del contrappeso che ha permesso al Tricolore di rimanere dispiegato durante la discesa.

Il Gazzettino Treviso
data: 30/9/2018 – pag: 46

La bandiera della città diventa un paracadute

VITTORIO VENETO
Fino ad oggi aveva sventolato solo appesa ad un’asta dal balcone del municipio, stamane invece planerà dal cielo.
La bandiera della città di Vittorio Veneto diventa paracadute in occasione del Raduno nazionale dei paracadutisti. Il singolare lancio si accompagna a quello con la grande bandiera italiana.
DOPPIO LANCIO
«Nella giornata di oggi ricorda il sindaco Roberto Tonon – i paracadutisti si cimenteranno in due lanci. Oltre all’ormai notissimo lancio con un tricolore di mille metri quadrati (con sorvolo di piazza del Popolo e atterraggio in area Fenderl dopo lo sfilamento intorno alle 12 ndr), il personale della sezione paracadutismo del Centro Sportivo dell’Esercito si esibirà in un lancio di precisione in piazza del Popolo. In questa occasione, uno degli atleti si lancerà con una bandiera della nostra Città che verrà così insignita del brevetto di paracadutismo». La bandiera è già stata consegnata all’Esercito ed è stata adeguatamente piegata per garantire il corretto dispiegamento nel corso del lancio.
IL PROGRAMMA
Oggi dunque è il giorno dei paracadutisti. Fin dalle 8.30 l’afflusso dei radunisti (attesi in 5mila) nella zona di via Manin e via Scrizzi e piazza San Michele dove alle 10.10 parte lo sfilamento. Saranno percorsi viale della Vittoria, via Fogazzaro e via Brandolini, con arrivo in piazza Medaglie d’Oro. A conclusione, intorno alle 12.30, l’ammainabandiera e poi il pranzo alla Ristema. (CB)

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