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Pubblicato il 16/11/2018

RITROVATO IL VELIVOLO DEL PILOTA MAGG ADRIANO VISCONTI ASSO DELLA AERONAUTICA NAZIONALE REPUBBLICANA

La Romagna Air Finders ha individuato a Tignale, Brescia, i resti del velivolo del maggiore Adriano Visconti, comandante del 1° Gruppo Caccia dell’Anr (Aeronautica nazionale repubblicana), considerato il maggiore asso dell’Aeronautica italiana durante la seconda guerra mondiale, accreditato di oltre 26 vittorie aeree nel corso di 600 missioni di guerra.

A Tignale nel Bresciano, vicino al lago di Garda, i volontari dela associazione hanno recuperato diversi reperti del caccia di Visconti, precipitato il 14 marzo 1945. L’Asso era ai comandi di un ‘Me 109 G.10’ assieme ad altri 16 Messerschmitt per contrastare una formazione di bombardieri angloamericani che avevano colpito la ferrovia di Vipiteno. La scorta americana era costituita da ‘P47 Thunderbolt’.Dopo un furioso combattimento Visconti si gettò con il suo aereo contro il P.47 del tenente Eddy C. e i due velivoli entrarono in rotta di collisione,aprendo entrambi il fuoco.Il nostro pilota sfiorò il caccia americano si allontanò. Visconti, ferito al volto si lanciò col paracadute . Ricoverato in ospedale a Gardone, Visconti fu dimesso qualche tempo dopo.La storia del maggiore Visconti è quella di uno straordinario aviatore italiano, che al National Air and Space Museum di Washington viene celebrato come il più grande asso italiano della seconda guerra mondiale.

TRADITO DAI PARTIGIANI
Visconti fu assassinato il 29 aprile 1945, giorno nel quale si arrese ad alcune formazioni partigiane per salvare i suoi uomini. Nonostante avesse concordato la salvezza del suo nucleo, avendo combattuto sempre e solo contro i bombardieri angloamericani che facevano strage di italiani inermi, venne assassinato a 30 anni assieme al suo ufficiale d’ordinanza che ne aveva solo 22. Un tradimento del patto di avere un processo equo dalla giustizia.

I reperti del Messerschmitt che pilotava saranno puliti e catalogati nelle loro parti strutturali per essere poi collocati nel museo della benemerita associazione di ricercatori

Il libro che parla di Lui



LA BRUTTA STORIA DEL SUO ASSASSINIO
l 29 aprile 1945, a Gallarate, Adriano Visconti firmò la resa del suo reparto, il 1º Gruppo caccia controfirmata da rappresentanti della Regia Aeronautica, del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) e da 4 capi partigiani. L’accordo garantiva la libertà ai sottufficiali ed agli avieri del Gruppo, e l’incolumità personale di tutti gli ufficiali, nonché l’impegno di consegnare questi ultimi alle autorità militari italiane o alleate, come prigionieri di guerra.

I 60 ufficiali e le 2 ausiliarie del 1° gr. ct. vennero quindi condotti a Milano, nella caserma del Rgt. “Savoia Cavalleria” (3°), già sede dell’Intendenza della Guardia Nazionale Repubblicana allora occupata dalle brigate garibaldine “Redi” e “Rocco”. Non appena i prigionieri furono sistemati in un primo stanzone, e solo dopo aver convinto tutti gli ufficiali a lasciare per terra le loro armi di ordinanza, un partigiano ordinò a Visconti di seguirlo. Il sottotenente Valerio Stefanini, aiutante maggiore di Visconti, ritenne Suo dovere accompagnare in questa occasione il suo Comandante, ritenendo che il medesimo si stesse avviando ad un interrogatorio. Intorno alle 14:00 però, mentre gli ufficiali del 1°gr. ct. venivano condotti in un altro stanzone dove erano state approntate delle brande, furono udite due raffiche improvvise. Secondo l’attaché della Luftwaffe al Ministero dell’Aeronautica Repubblicana, colonnello von Ysemburg, allora presente, i due, Visconti e Stefanini, furono colpiti alle spalle da raffiche di mitra . Visconti fu finito con due colpi di pistola alla nuca. Ai restanti prigionieri venne successivamente comunicata la notizia dell’avvenuta esecuzione. e gli stessi vennero salvati da ulteriori assassinii all’ultimo momento, solo dall’arrivo di truppe inglesi, di ufficiali del Regio Esercito e dei Carabinieri che riuscirono a farli spostare dalla Montebello. Le vere cause dell’assassinio di Adriano Visconti e di Valerio Stefanini, perpetrato in spregio delle clausole di resa del 29.4.1945, ad oggi non sono ancora note

VISCONTI AL CAMPO 10 DEL CIMITERO MONUMENTALE DI MILANO
Visconti fu sepolto nel Cimitero di Musocco a Milano nel campo 10 detto anche Campo dell’Onore insieme a centinaia di aderenti alla Repubblica Sociale Italiana caduti di quei giorni, molti rimasti anonimi[senz

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