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Pubblicato il 19/02/2019

ROMA- INCENDIO ALLA ASSOCIAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE GIANNINO CARIA DISTRUGGE TUTTI I MEZZI

ROMA- Nella notte tra Lunedì e martedì un incendio ha distrutto tutti i mezzi parcheggiati nel cortile della associazione , fondata nel 1982 da paracadutisti, intitolata all’incursore Giannino Caria, morto per lo sforzo profuso nella ricerca dei corpi dei Paracadutisti della Meloria .

Alle 2 di martedì 19 febbraio sono andati a fuoco cinque mezzi dell’associazione( tra cui due land rover defender le cui carcasse si intravedono nella foto ) col rischio di estendersi anche ad una vicina scuola, la Nando Martellini.

Sul posto sono giunti oltre ai vigili del fuoco anche i carabinieri per approfondire le cause: il rogo infatti presenta le caratteristiche della natura dolosa. Uno degli elementi a favore di questa ipotesi sarebbe la distanza che separava alcune vetture che, pertanto, non avrebbero dovuto incendiarsi per propagazione diretta.
La associazione vanta una lunghissima storia , anche pionieristica agli inizi, di attività nazionali ed internazionali, con team cinofili, sommozzatori ed altre specializzazioni legate al soccorso in montagna, al contrasto degli incendi boschivi, ricognizione in territori ostili e tanto ( davvero tanto) altro.
La Giannino Caria ha ricevuto nella sua lunga storia attestazioni ed encomi da tutte le autorità che sono entrate in contatto con loro.
Hanno recentemente partecipato, nel 2019, ad una intensa esercitazione internazionale a Malta e l’intero personale si tiene in continuo addestramento con frequenti uscite notturne e diurne su ogni terreno e con ogni condizione meteo. La notizia è rapidamente circolata sui siti sociali suscitando sdegno e solidarietà soprattutto nell’ambiente dei paracadutisti, dove è molto radicata e stimata.
Il fondatore Tonino Marcheggiani è caduto il 19 giugno del 2000 durante una operazione di ricerca assieme a 4 vigili del fuoco. Per questo, il Presidente della Repubblica conferì la medaglia d’oro al merito civile alla memoria.L’elicottero Drago 56 dei vigili del fuoco era impegnato in un’operazione di salvataggio di padre e figlio che si erano persi durante un’escursione sui Lucretili. Cinque le vittime : il capo reparto Paolo Martinelli (47 anni, di Roma), i capi squadra Gino del Zoppo (37 anni, di Rieti) e Fabio Petrazzi (37 anni, di Roma), il vigile permanente Massimo Frosi (32 anni, di Roma) e Antonio Marcheggiani (45 anni, di Mentana). L’elicottero cadde dopo aver urtato i cavi dei tralicci dell’alta tensione.

Sulla loro pagina Facebook un dirigente ha scritto:

Stanotte siamo in ginocchio, domattina ci rialzeremo.



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