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Pubblicato il 25/02/2026

SATIRA- LA SITUAZIONE E’ GRAVE MA NON E’ SERIA ( E. FLAIANO)

AW
Le notizie che ci giungono dall’Italia non lasciano presagire nulla di buono. Per questo mi sono venute alla mente alcune frasi di Ennio Flaiano lette sui sui libri, che facevano parte della mia libreria satirica e la cui lettura consiglio.
Per chi non lo avesse conosciuto, ricordo che Ennio Flaiano è stato forse il più lucido, malinconico e spietato osservatore dei vizi italiani. La sua satira non era mai urlata, ma tagliente come un bisturi: colpiva l’indolenza, il conformismo e quella particolare forma di “stupidità” che nasce dalla furbizia.
Flaiano non odiava l’Italia; ne soffriva. Nasce il 27 ottobre 1910 (Pescara) e muore il 20 novembre 1972 (Roma)

La sua ironia era un meccanismo di difesa contro un mondo che trovava sempre più superficiale e rumoroso.
Ecco alcune delle sue riflessioni più celebri e pungenti:

Sull’essere Italiani
Flaiano vedeva l’Italia come un Paese dove nulla è serio, ma tutto è tragico (e viceversa).

“In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco.”
(Una critica perfetta alla nostra burocrazia e alla tendenza a complicare ciò che è semplice per pura vanità o dolo.)

“L’italiano è un popolo di santi, di poeti, di navigatori, ma soprattutto di cognati.”

“Il peggio che può capitare a un genio è di nascere in Italia.”

“L’Italia è un Paese dove sono solo i fatti a mancare.”

Sulla Stupidità e il Conformismo
Per Flaiano, la stupidità non era l’assenza di intelligenza, ma l’incapacità di dubitare di se stessi.

“La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.”

“Oggi anche l’imbecille ha le sue idee.”
(Forse la sua frase più profetica: l’idea che il diritto di opinione abbia dato dignità anche all’ignoranza più crassa.)

“Un tempo l’imbecille era tale solo per sé e per i suoi vicini. Oggi l’imbecille è globale.”

“Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso del vincitore.”

Sulla Società e il Futuro
“I giorni indimenticabili della nostra vita sono quelli in cui non è successo nulla.”

“La situazione è grave ma non è seria.”
(Diario notturno, pubblicato nel 1956, riassume perfettamente l’incapacità tutta italiana di affrontare i problemi con rigore.)

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