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Pubblicato il 25/02/2026

SATIRA- L’ITALIANO E’ UN POPOLO CHE PER OGNI SOLUZIONE TROVA UN PROBLEMA ( ACHILLE CAMPANILE)

AW
In tempi grigi come quelli che stiamo attraversando bisogna rifugiarsi nel pensiero laterale o in quello satirico se nn addirittura surreale, come quello del Maestro Achille Campanile, he è stato un surrealista gentile. Il suo umorismo non cercava la ferocia, non aveva una vittima specifica, non si accaniva, ma smascherava l’assurdità del nostro quotidiano attraverso il gioco di parole e il ribaltamento della logica. Nasce il 28 settembre 1899 (Roma) e muore il 14 agosto 1977 (Lariano)
Campanile era maestro nel descrivere il “nulla” che riempie le giornate degli italiani. Nel suo celebre romanzo “Agosto, moglie mia non ti conosco”, dipinse un’Italia balneare e vacanziera che, pur di non annoiarsi, finisce per creare situazioni di un’assurdità totale.
Ecco alcune delle sue riflessioni e battute che lo rappresentano meglio:

Il Carattere e le Abitudini
Campanile amava ridicolizzare le piccole ossessioni degli italiani, dalla boria dei salotti alla pigrizia mentale.

“In Italia, quando si dice che una cosa è ‘seria’, s’intende che è noiosa.”

“L’italiano è un popolo che per ogni soluzione trova un problema.”

“Il pubblico è un corpo collettivo che ha un’intelligenza inferiore a quella di ciascuno dei suoi componenti.”

“C’è chi è pessimista riguardo al futuro, chi è ottimista. Io sono un ‘passatista’: il mio ottimismo è rivolto a ciò che è già accaduto.”

Sulla Retorica e il Linguaggio
Gli italiani sono famosi per l’uso (e l’abuso) di grandi parole. Campanile si divertiva a smontare questo castello di carte.

“L’italiano ha un tale amore per la retorica che preferisce un bel discorso a una buona azione.”

“Si dice che l’italiano sia un popolo di poeti… in realtà è un popolo di persone che credono che scrivere in rima sia la stessa cosa che pensare.”

“Molte persone credono di essere profonde solo perché non sono riuscite a farsi capire.”

Paradossi “Campaniliani”
Molte delle sue frasi non colpiscono l’italiano come “cittadino”, ma come essere umano immerso nel caos del Bel Paese:

“In Italia non si è mai sicuri di nulla, tranne che del fatto che domani si mangerà.”

“L’equivoco è la base di ogni conversazione civile.”

“Gli italiani sono un popolo di santi, di poeti e di navigatori… ma soprattutto di persone che aspettano l’autobus.”

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