Pubblicato il 18/12/2025
“SOSTITUZIONE GRAMMATICALE” : TERMINI INGLESI PERFINO NELLE LEGGI ITALIANE
Il Dente Avvelenato
L’ingresso di termini inglesi nel linguaggio giuridico e legislativo italiano è un triste fenomeno in forte crescita; inutili parole inglesi sono infilate in testi legislativi italiani , nei discorsi ufficiali , nei comunicati istituzionali e dimostrano sudditanza, pigrizia mentale e culturale e -spesso- clamorosa mancanza di letture di libri e di studio.
Ecco una sintesi dei termini anglofoni più frequenti che si incontrano nelle leggi, nei decreti e negli atti amministrativi italiani, suddivisi per ambito:
Lavoro e Previdenza
È l’ambito dove l’inglese è più pervasivo ( ed inutile) , tanto che alcune riforme hanno preso il nome direttamente dalla lingua straniera
Jobs Act Letteralmente “Legge sul lavoro”. È il termine usato per indicare la riforma del lavoro del 2014.
Smart working: Definito formalmente come “lavoro agile”, ma il termine inglese è presente in moltissimi testi normativi e circolari ministeriali.
Navigator – Figura introdotta con il Reddito di Cittadinanza per assistere i disoccupati nella ricerca di lavoro.
Fringe benefit: I compensi non monetari (come l’auto aziendale o i buoni pasto) che godono di particolari regimi fiscali.
Pubblica Amministrazione
Spesso si usano termini inglesi per concetti tecnici legati alla gestione delle risorse e alla digitalizzazione.
Recovery Fund: Spesso citato nei testi relativi al PNRR (*Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza*).
Spending review: La revisione della spesa pubblica volta a tagliare gli sprechi.
Privacy: Termine ormai universale per indicare il diritto alla riservatezza dei dati personali, centrale nel Codice della Privacy e nel GDPR.
Whistleblowing: Procedura di segnalazione di illeciti all’interno di un’azienda o di un ente pubblico da parte di un dipendente.
Fisco e Finanza
Molti termini sono diventati standard per evitare ambiguità nei mercati internazionali.
Flat tax: Il sistema di tassazione a aliquota unica.
Tax control framework:* Sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale.
Voluntary disclosure: La procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione di capitali detenuti all’estero.
Tecnologia e Procedure
Open data: Dati di tipo aperto che la Pubblica Amministrazione è tenuta a pubblicare.
Cloud: Riferito alle infrastrutture digitali della PA (es. il Polo Strategico Nazionale).
One-stop shop: Il concetto di “sportello unico” per semplificare i rapporti tra cittadini e Stato.
L’Italia non ha una “Lingua di Legge”
L’uso inutile, pervasivo ed ignorante di termini inglesi crea danni culturali e solleva due problemi principali:
Oscurità: Non tutti i cittadini comprendono il significato tecnico dei termini inglesi, rischiando di allontanare le persone dalle istituzioni.
Precisione giuridica: A volte un termine inglese non ha un corrispettivo esatto nel diritto civile italiano, creando incertezze interpretative per i giudici.
Timido tentativo, tardivo ed inutile, di porre un freno alla “sostituzione grammaticale”:
ci risultano proposte di legge che mirano a limitare l’uso dei forestierismi nei documenti ufficiali, imponendo l’obbligo di utilizzare il corrispondente termine italiano quando esistente. Il problema? i cultori della sostituzione grammaticale ( e culturale) conosceranno l’equivalente italiano del termine inglese che usano?






