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Pubblicato il 01/04/2018

“ULTIMO COLPO” – LA STORIA DELL’ARTIGLIERE PARACADUTISTA LEONE DI EL ALAMEIN BRUNO DE CAMILLIS


articolo e video di Fabio Camignani

SAVONA -Il 13 giugno del 2011 “Ultimo Colpo” al secolo Bruno De Camillis ci ha lasciati.

UNA VITA AVVENTUROSA E SCHIVA
Bruno De Camillis nasce in Eritrea nel 1919 dove il padre era governatore ad Asmara,rientrato ancora fanciullo in Italia si arruola nella nascente Divisione Folgore con il grado di tenente paracadutista, controcarrista, inquadrato nel 186°rgt in seguito operativo sulla linea ad El Alamein.

PERCHE’ FU CHIAMATO ULTIMO COLPO
Il soprannome appena citato se lo guadagnò durante l’operazione di ripiegamento dalla linea di El Alamein,caduto il comandante della sua compagnia ne assunse il comando e con la caparbia ostinazione che fu di tutta l’eroica Divisione trascinò, lui insieme ai suoi sottoposti, il pezzo anticarro e 3 granate con le quali ormai solo,essendo i serventi nel frattempo caduti, la mattina del 6 novembre, circondato dalle soverchianti forze nemiche sparò questi ultimi colpi centrando un Breen-Carrier. Furono gli ultimi colpi della Divisione Folgore. Per questa azione dove dimostrò una grande volontà combattiva ed un ‘elevato spirito di sacrificio si guadagnò la seconda medaglia d’argento al valore militare.


SCONOSCIUTO AI SAVONESI ERA UN INGEGNERE DI ALTO PROFILO
Personaggio schivo e poco propenso a rimembrare il passato ( i paracadutisti savonesi non sapevano di avere un concittadino di simile statura) nella vita civile era un’ingegnere e anche nella sua professione si è fatto onore. Infatti dopo gli anni di prigionia progetta il porto nelle acque profonde di Mogadiscio e ancora il porto atlantico di Mohammedia in Marocco, dove per quest’ultimo lavoro viene insignito dell’onorificienza Officier de l’Ordre Wissan Alaoulite del Marocco rilasciata personalmete da Re Hassan, il quale attesta “ per l’impeccabile realizzazione” del porto di Mohammedia.

In seguito,sempre per questo lavoro viene onorato nel 1986 del Premio Grande Fiera di Milano perché la progettazione del Porto di Mohammedia rappresenta un’esemplare episodio di realizzazione all’estero di una grande opera italiana.
“CAPIVA” CHI SAREBBE MORTO L’INDOMANI
Un’articolo di Marzio Breda sul Corriere della Sera datato 1°marzo 2002 riporta un’intervista a lui: “che faccia ha un soldato che va a cercare la bella morte? E’ vero che ha una strana luce dentro per cui si intuisce ciò che gli capiterà? Quelli che non ce l’avrebbero fatta li vedevi la sera prima: gli diventava il naso sottile e le orecchie di carta velina,trasparenti, diventavano agitati,febbrili…ma per quanto incredibile senza paura.
Io l’Ultimo Colpo della Folgore di El Alamein ho sempre impresso il volto dei miei compagni la sera prima che cadessero”.
Bruno De Camillis, nella Adunata eterna della Folgore, li ha ritrovati.


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