Pubblicato il 03/04/2026
WASHINGTON POST: MISSIONE AD ALTO RISCHIO – TRUMP VUOLE LANCIARE I PARACADUTISTI IN IRAN PER RECUPERARE L’URANIO
NOTA – Immagine creata con intelligenza artificiale- articolo corretto ed impaginato con intelligenza artificiale
L’esercito degli Stati Uniti ha presentato a Donald Trump un piano per sequestrare circa 450 chilogrammi di uranio arricchito in Iran. La proposta prevede un’operazione militare senza precedenti che include lancio di paracadutisti per prendere possesso di un’area e renderal sicura ed il trasporto aereo di macchinari da scavo e la costruzione di una pista d’atterraggio in territorio nemico per permettere ai velivoli cargo di recuperare il materiale radioattivo.
DETTAGLI OPERATIVI E RISCHI
Secondo fonti informate citate dal Washington Post, la missione è stata descritta come estremamente complessa e rischiosa. L’operazione richiederebbe il dispiegamento di migliaia di soldati e l’impiego di forze speciali (elta Force e Navy SEALs). Gli esperti sottolineano che un’impresa del genere non è mai stata tentata in tempo di guerra, poiché comporterebbe settimane di lavoro sotto il fuoco nemico in profondità nel territorio iraniano.
Le truppe dovrebbero penetrare in strutture sotterranee situate a oltre 90 metri di profondità, protette da cemento e schermi di piombo. Il personale dovrebbe operare con tute protettive e respiratori per evitare la contaminazione radioattiva, affrontando il rischio di trappole esplosive e la necessità di una costante decontaminazione.
LA POSIZIONE DELL’IRAN E DELL’AIEA
L’Iran ha finora respinto le richieste di rinunciare all’uranio arricchito al 60 percento. Rafael Mariano Grossi, direttore dell’AIEA, ha confermato che gran parte di questo materiale è stoccato vicino a Isfahan e che i siti sono attualmente bloccati dalle macerie causate dai precedenti bombardamenti estivi.
LOGISTICA E FATTIBILITÀ
L’operazione richiederebbe una vera e propria occupazione temporanea di un’area dell’Iran. La logistica prevedrebbe l’uso di paracadutisti dell’82esima Divisione Aviotrasportata per mettere in sicurezza il perimetro, seguita dall’arrivo di ingegneri, meccanici e specialisti civili del Dipartimento dell’Energia. Nonostante l’estrema pericolosità e l’alta probabilità di perdite umane, ex funzionari della difesa ritengono che, sebbene al limite del possibile, le forze speciali statunitensi abbiano l’addestramento necessario per tentare una simile missione.






