ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 28/04/2007

ADDESTRAMENTO GEOPOLITICO : LA GEORGIA

Di Giulio Savina

Nei periodi che ero in Georgia ho ricevuto dai militari georgiani lezioni sulle armi e lezioni di storia.

I Georgiani chiamano la loro terra “Sakartvelo”( nome che deriva da un dio pagano chiamato Kartlos) e la lingua georgiana sembra derivare dall’antico iberico, e qualche studioso ha indagato sulle possibili affinità l’egizio, specialmente per chiarire i collegamenti con l’etrusco e il basco.

La Georgia, è un posto dove mito e realtà si fondono: Giasone, il re greco degli Argonauti, terminò qui la sua impresa col ritrovamento del Vello d’Oro nella Colchide(regione ricca di oro) dove si innamorò di Medea.

I Georgiani, autoctoni del Caucaso (parola araba che significa Montagna delle lingue), vivendo al crocevia tra occidente ed oriente hanno assimilato la cultura di altri popoli. I Greci stabilirono dopo il VII sec.a.C. sulla costa le prime colonie greche, dando il nome al Paese( Georgia ossia “paese agricolo” ).

Arrivarono poi i Persiani da cui i Georgiani si liberarono ne sec. IV formando il Regno di Iberia o Kartlia, con capitale Mtskheta. Poi nel 65 a. C. l’arrivo dei Romani portò all’annessione della G. Occidentale ed al protettorato sulla Kartli-Iberia. Nei secc. I-II d.C.nacque il Regno Lasico che si proclamò vassallo ed alleato di Roma.(vestigia del periodo romano si trovano ben conservate a Gonio vicino Batumi(dove si trova una fortezza militare costruita dai Romani nel I sec che ospitò 5 coorti ausiliarie) ed a Zalisa dove c’è una villa romana con piscina di 43 metri!.

Divisi per lungo tempo in due etnie (occidentale e orientale), verso il sec. XI si fusero in un unico popolo. Grande importanza coesiva ha ancora la religione cristiana ortodossa (il cristianesimo arrivò nel IV sec. con Santa Nino che con S.Giorgio sono i patroni della Georgia), ma un decimo dei Georgiani (Lasi, Agiari) sono stati islamizzati dai Turchi che occupano ancora un vasto territorio storicamente e ancora etnicamente georgiano.

Pur se molti Georgiani abitano nella Federazione Russa, in Ucraina, in Aserbaigian e in Iran essi rimangono sempre fortemente legati alla loro Patria. Con l’invasione araba(VII sec) nacquero poi dei Principati ( Tbilisi restò in possesso di un emiro musulmano) che il re Davide IV (1089-1125) riunì facendo di Tbilisi la capitale(1121). Il 12 agosto 1121 una coalizione di musulmani forte di 600.000 soldati si scontrò e fu sconfitta da 60 000 georgiani sul campo di Didgori (la data del 12 agosto è in Georgia il simbolo della liberazione dal giogo musulmano).

La massima fioritura della civiltà georgiana fu raggiunta sotto il regno della figlia del re, la regina Thamar (1184-1212), con la quale fiorì una brillante letteratura: poesia cavalleresca e romanzi e poemi di argomento epico ed avventuroso. La caduta di Costantinopoli nel 1453 tagliò fuori la Georgia dalle vie di comunicazione e di commercio con l’Occidente cristiano. Il dominio turco fu nefasto: distaccò tutto il SO del Paese,ne assimilò una parte, islamizzò il resto.

I Georgiani, resistendo al tentativo di assimilazione turca, accolsero con gioia i Russi che combattevano i Turchi(1768-74), si affiancarono ad essi e nel 1783 la G.orientale si sottomise alla protezione del potente alleato. Le mire imperialiste degli Zar furono ben presto palesi e portarono all’annessione della G.orientale nel 1801 e di quella occidentale nel 1810.

Ben presto le produzioni letterarie neorealistiche espressero le aspirazioni di un liberalesimo antizarista (si leggano le opere di Chavchavadze, lirico, romanziere, satirico, saggista e uomo politico). Vane purtroppo furono le ripetute cospirazioni e le insurrezioni tutte troncate nel sangue dai Russi. Nel 1917 a Tbilisi si formò un comitato speciale che aderì al governo provvisorio russo. Seguì un agitato periodo in cui la G.fu travagliata da lotte accanite tra bolscevichi e menscevichi, fra “rossi” e “bianchi”. Il regime sovietico faticò molto ad imporsi in Georgia, dominò a stento un’insurrezione nazionale scoppiata il 27-VIII-1924. I Georgiani furono allora sottoposti ad un processo di “russificazione” contro cui protestarono e per cui furono vittime, negli anni ’30, di dolorose epurazioni(100.000 furono i deportati georgiani nei gulag della Siberia) ad opera di un georgiano di nascita ma non di sentimenti: STALIN.

L’anticomunismo si espresse nella seconda guerra mondiale quando 5.000 Georgiani comandati dal Gen. Maglakelidze si arruolarono nelle Waffen SS tedesche per combattere i sovietici. Per tale atto la reazione di Stalin portò ed allo smembramento del territorio georgiano avvenuto con la creazione di piccole regioni autonome come l’Abkhazija, l’Ossetsja,l’Adjarija) e la cessione di territori del Mar Nero alla Russia (la città di Soci ora residenza estiva di Putin). Stalin ordinò inoltre la repressione del culto religioso e dei dissidenti che continuarono a ribellarsi al comunismo di nuovo negli anni ’50. Crollato il Muro di Berlino i Russi non accettarono l’indipendenza della Georgia e prima di lasciare il Paese repressero nel sangue le manifestazioni di piazza del 1989(davanti il Parlamento a Tbilisi furono uccisi 21 manifestanti, la gran parte donne!).

I Russi però continuarono a incoraggiare e finanziare(battaglioni di mercenari cosacchi, armeni e ceceni) le insurrezioni armate in Abkhazia (e in Sud Ossezia ) che portarono alla guerra civile conclusasi nel 1993 con la morte di 5.000 georgiani e la cacciata dalle loro case di altri 300.000 ora rifugiati in Georgia. La elezione di E. Shevarnadze(ex ministro degli esteri dell’URSS) a Presidente della Georgia avvenuta nel 1990 ha visto ancora in azione le forze filo russe che hanno tentato tre volte di eliminare il nuovo presidente.

Shevarnadze coinvolto in fatti di corruzione ha ceduto la Presidenza al filoccidentale Sakhashvili nel 2004. Le elezioni del Novembre 2003 furono denunciate per brogli dagli osservatori OSCE(sono stato uno di loro,vedi foto) e rifiutate dal popolo georgiano che dopo le elezioni presidiò il Parlamento irrompendovi (23 novembre) senza spargimenti di sangue(c.d. “rivoluzione rosa”) e costringendo alla fuga Shevarnadze arroccato su posizioni attendiste e troppo diplomatiche nei confronti di Mosca. .Primo atto del Presidente fu l’abolizione di una bandiera nazionale odiata da tutti e l’adozione di una nuova bandiera nazionale quella templare adottata dai Crociati georgiani in Terra Santa( sfondo bianco, diviso da una croce rossa in quattro campi ed avente in ogni campo una croce rossa).

Nel 2004 la spinta nazionalistica di Sakhashvili ha portato alla caduta del governo fantoccio e filorusso della regione Adjara, guidato da Areshidze( colluso con trafficanti di droga e “reuccio” di sfarzo e lusso sfrenati). I Russi non accettano la futura entrata nella NATO della Georgia ed accusano questa di proteggere i terroristi ceceni (lo spionaggio militare russo ha subito un duro colpo la scorsa estate quando agenti del GRU sono stati scoperti e filmati dai servizi georgiani). Mesi fa il Parlamento georgiano si è pronunciato per il ritiro delle truppe russe ancora presenti nel suo territorio(due battaglioni) che tempo fa sono state spostate in Armenia, Paese da sempre schierato con Mosca. Putin per ritorsione ha vietato l’importazione degli ottimi vini georgiani e moldavi ed ha rimpatriato quasi tutti i Georgiani che lavorano e studiano in Russia ed ha tentato di ricattare la Georgia con le forniture di gas ed elettricità offerte a prezzi troppo esosi (quest’anno evitati grazie ad un accordodella Georgia con Turchia ed Azerbaijan). La Georgia insieme ad Ucraina, Azerbaijan e Moldavia(c.d. paesi del GUAM) vogliono uscire dal CIS(Confederazione degli Stati Indipendenti) per entrare nella NATO e nell’Unione Europea.

E’ ormai chiaro che la Russia sta perdendo il dominio geostrategico del Caucaso dopo che il megaoleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan , voluto e costruito con soldi statunitensi l’ha tagliata fuori dal petrolio del Mar Caspio. Mosca fomenta l’odio in Abkhazija ed in Sud Ossetsja due regioni separatiste autoproclamatesi indipendenti presidiate da peacekeepers… russi! Tea ed il popolo georgiano sono stanchi della “russificazione” imposta dalla geopolitica di Putin, loro amano l’Europa e l’Italia in particolare.