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Pubblicato il 10/07/2018

CASO SCIERI LE INDAGINI SULLA FOLGORE PROROGATE DI ALTRI SEI MESI

La Procura di Pisa ha ottenuto dal gip altri sei mesi per concludere l’attività di indagine sulla morte di Emanuele Scieri , avvenuta nel primo pomeriggio del 16 agosto 1999 all’interno della caserma Gamerra. Politici prima e magistrati dopo , vogliono effettuare una rilettura dei fatti a distanza di anni, sentendo di nuovo i testi dell’epoca.
Le tesi accusatorie sono riemerse negli ultimi mesi, quando la commissione di parlamentari ed il ministro pinotti, hanno accusato tutti di superficialità e negligenze e tutti i testi di omertà definendo come scorrette ed imprecise le precedenti tre inchieste, che contarono anche su carabinieri infiltrati nelle camerate.

Ci sarebbero – dice la commissione- “elementi nuovi” Le deposizioni raccolte da Sofia Amoddio (Pd) e dai suoi commissari hanno fatto riaprire un fascicolo contro ignoti per omicidio preterintenzionale. i parlamentari parlano di lacune investigative iniziale e tolleranza del “nonnismo” da parte dei vertici dell’epoca della Folgore. (cliccate per leggere i risultati della commissione parlamentare)

Scieri arrivò venerdì 13 agosto 1999. La mattina, nel trasferimento da Scandicci, testimoni riferiscono di uno scambio di battute con alcuni “nonni” sul bus. Per i fatti della trasferta, sulla base di varie testimonianze, furono ritenuti responsabili per le vessazioni subite dalle reclute del settimo scaglione di leva del 1999 quattro caporali che furono condannati in via definitiva alla pena di mesi sei di reclusione, sospesa
condizionalmente, dal Tribunale Militare di La Spezia.

La sera alle 22,15 salutò Stefano Viberti, rimase nel vialetto interno della Gamerra. Alle 23,45 non rispose al contrappello. Era già caduto dalla torre e stava morendo. Lo ritrovarono alle 14,08 di lunedì 16 agosto. .Per la commissione parlamentare lo scenario più accreditato è che Scieri sia stato condotto nell’area del casermaggio , nei pressi della torretta per asciugare i paracadute, e qui prima picchiato dai nonni e poi obbligato a salire sulla scala. Pestandogli le mani lo avrebbero fatto cadere e abbandonato. E lasciato morire dopo ore di agonia. —

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