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Pubblicato il 08/05/2018

CIRINNA’ E IL MERCATO DEI FIGLI-CAPRICCIO: DOPO LA PERNACCHIA LE RIFLESSIONI DI CORRADO CORRADI


E’ l’intervento del genitore che aderisce all’ideologia gay friendly che nella maggior parte dei casi orienta pesantemente il pubere confuso verso una realtà invertita. La moda, diventata l’altoparlante dei più debosciati tra gli individui: coloro che sono pederasti e che pretendono che tutti lo siano, ha un suo peso non trascurabile in questo processo di inversione sessuale.


Passato il momento dello sfogo d’impeto con tanto di pernacchia, adesso mi ricompongo e:


Sig.ra Cirinnà, da che mondo é mondo, sempre sono esistite coppie sterili, coppie omosessuali, bambini con tendenze omosessuali, etc. e il mondo se ne é sempre occupato come si deve: evitando la sguaiata grancassa e trattando la problematica per quel che é, una eccezione rispetto ad una regola ben più ampia, e confidando sul civismo del buon cristiano.
Nel mondo reale (non in quello costruito a tavolino sulla base di idee campate per aria ma tanto alla moda) le coppie sterili e i gay costituiscono la «eccezione» perché pur nel doveroso, profondo rispetto per l’auditum di una madre sterile o di un/a gay o per le fregole sessuali che qualche pubere percepisce in maniera omo, siamo fortunatamente nell’ambito di un’abbondante minoranza numerica, e come lei dovrebbe sapere non é sull’eccezione che si puo’ impostare la regola.


L’idea di omologare il tutto facendo si’:
 Che una madre sterile possa sfondarsi di terapie mirate a renderla fertile,
 Che un/a omosessuale sia riconosciuto nella sua caricaturale imitazione del sesso opposto fino a concedergli di diventare madre (se ha gli attributi dell’uomo) o padre (se ha gli attributi della donna),
 Che un pubere venga stimolato a cambiare sesso o, addirittura educato a rimanere nel limbo della asessualità (maschio o femmina, cosa importa !?), quando manifesta le prime, per lui incomprensibili, foie sessuali,
sono solo forzature contronatura dettate da una percezione del mondo fuori dalla realtà, la stessa percezione di chi ha spinto l’idealismo fino alle sue estreme invertite e disastrose conseguenze: «se la realtà non corrisponde alle nostre idee, tanto peggio per la realtà» … non ricordo con esattezza chi ha detto una simile imbecillità ma ricordo essere stata detta nell’ambito di quel vasto e articolato movimento che va dall’illuinismo di quel galantuomo di Robespierre fino a quella mostruosa deformazione dell’idealismo (il comunismo) di quell’altro bell’imbusto di Lenin.

Ebbene, cerchiamo di chiarire la questione sulla base della realtà naturale.

La donna sterile che si sfonda di terapie pur di diventare fertile é una donna alla quale va tutta la mia solidarietà per la dolorosa frustrazione che prova ma sarebbe bene che qualcuno, il marito, gli amici, i genitori, il medico stesso, al posto di incoraggiarla ad ottemperare alla famigerata frase «avro’ pur il diritto di diventare madre», la convincessero con tenerezza che non deve cader preda della depressione perché non c’é nulla di «guasto» nella sua vita, é solo una donna alla quale la natura ha negato la fertilità e l’ha chiamata ad una missione d’amore e carità ben più ampia: l’adozione.
Oggi, grazie alla scienza medica, le coppie eterosessuali sterili possono curare la loro sterilità oppure ovviarla ricorrendo a donazioni/impianti/etc; e fin qui la questione rimane più o meno nell’ambito del naturale sviluppo della medicina malgrado una evidente forzatura da laboratorio che noi accettiamo in forza dello straripetuto mantra del «progresso della scienza» … in realtà mi sembra che si tratti di un virtuosismo medico con evidenti pericolose ricadute in campo etico e morale e che é auspicabile che quella remora che ancora «frena» la sperimentazione selvaggia non venga infranta.

Gli antichi dicevano «ab esse ad posse non valet illatio»… ossia, non tutto quel che é fattibile é giusto farlo (si… anche gli antichi ogni tanto si abbandonavano a frasi banali).
Invece quel giusto limite tra progresso scientifico e accettabilità etica e morale viene evidentemente infranto quando in un utero altro, di una donna che lo ha messo in vendita, si operano fantasie scientifiche impiantando ovuli, magari nemmeno di quella che aspira a diventare madre, fecondati da spermatozoi di chissà quale padre per poi, a parto avvenuto, togliere alla puerpera il frutto di nove mesi di gestazione (cassando quel periodo in cui si creano misteriosi futuri legami di vita) e si va a casa con il tanto agognato figlioletto …di chi ???.

Un figlio non é un diritto ma é il frutto di un amplesso carnale, é un dono d’amore che la coppia fa a se stessa in un momento di sublimazione che non ha nulla a che vedere con il capriccio di un marito o una moglie frustrati nel loro mal interpretato ruolo genitoriale.


Ia completa inversione degli equilibri naturali e morali la si ottiene sia grazie alla scienza selvaggia che permette alle coppie omosessuali, per antonomasia sterili, di ricorrere all’uso dell’utero in affitto, sia a giudici fantasiosi che permettono l’adozione di un bambino/bambina accontentando cosi’ le fregole genitorialiste di due uomini o due donne che pensano sia giusto che il loro capriccio possa essere esaudito ricorrendo ad artifici/virtuosismi/equilibrismi medico-morali oppure con l’adozione di un bambino il quale, tutto é tranne che un orsachiotto da coccolare e, soprattutto, natura vuole che già da quando apre gli occhi veda, ben distinguibili, le facce di un papà (maschio) e una mamma (femmina).
Quel che colpisce é che la maggior parte delle coppie omosessuali che ricorre a una pesante forzatura medica pur di diventare padri (?) e madri (?) o meglio, scimiottare la figura genitoriale, sono naturalisti convinti!!


Puo’ capitare (fortunatamente molto, ma molto meno spesso di quanto viene starnazzato dalla lobby gay) che il pubere, mosso dalla tempesta ormonale che innesca le prime foie, entri in confusione, una confusione che nella maggior parte dei casi si dissolve grazie anche a quella che viene definita interazione sessuale tra amici (tanto vituperata dalla moderna vulgata sessuologica) con la quale i bambini si scambiano informazioni “riservate” sulle prime foie che, per istitintiva comprensione che si tratta di concupiscenza e non di sentimento, immancabilmente vedono esclusa la ragazza del cuore, alla quale vengono dedicati pensieri meno viscerali.
E’ l’intervento del genitore che aderisce all’ideologia gay friendly che nella maggior parte dei casi orienta pesantemente il pubere confuso verso una realtà invertita. La moda, diventata l’altoparlante dei più debosciati tra gli individui: coloro che sono pederasti e che pretendono che tutti lo siano, ha un suo peso non trascurabile in questo processo di inversione sessuale.