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Pubblicato il 03/12/2017

“E NON MI TOCCHI, PARACADUTISTA!!”

Lei è un uomo vile e volgare

dino-risiCosì parlava il Pubblico ministero impersonato da Ugo Tognazzi ne: “IN NOME DEL POPOLO ITALIANO” di Dino Risi, 1971.
In quegli anni la “cultura-bene” era di sinistra. I Registi e gli intellettuali producevano “antifascismo”, mentre Curcio raccoglieva il testimone e creava le Brigata Rosse. Anni che seminavano odio, tormentoni, rappresentazioni distorte della Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, arrivate fino ad oggi, passando per certe piazze genovesi. Dino Risi, tre “nomination” agli oscar, nel suo film descrive un essere spregevole, inquinatore, corrotto, puttaniere, trafficante di armi, pregiudicato, impersonato da Vittorio Gassman.
Tognazzi si accorge da una foto che il suo inquisito era nella Folgore (nel Film, la scena lo raffigura in “basco verde”, mentre quella degli archivi è come la vedete in alto). Dopo, il giudice Tognazzi si trova a dialogare con il suo inquisito in una spiaggia. “Senza nessuno che mi ascolta”, Tognazzi si sfoga e dice quello che pensa di Santenocito (Gassman) e dichiara il suo odio verso la “società capitalista” chiudendo con l’ultimo ma -si capisce- più grave degli insulti “e non mi tocchi, paracadutista, Lei è un uomo vile e volgare”. Perfino nei film e perfino i grandi registi italiani ce l’avevano con la Folgore. Segnale di come fosse profonda la disinformazione e di come quest’ultima avesse armi molto penetranti.

Il filmato lo testimonia, dal minuto 4,15 ( SEGUITELO TUTTO SE AVETE TEMPO)
C’è qualcosa che devo aggiungere?